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Silvano Salati, la Bassa saluta uno dei suoi figli migliori

Silvano Salati, la Bassa saluta uno dei suoi figli migliori

06 Febbraio 2019,11:07

LORENZO SARTORIO

Era il vero signore della Bassa: affidabile, onesto, di straordinaria schiettezza e di forte tempra. Silvano Salati, stimatissima figura di dirigente dell’Università degli Studi, in pensione dal 2000, è deceduto ieri all’età di 78 anni.

Era da tempo che combatteva contro il male, ma questa lotta, Silvano, l’ha condotta con la grinta del guerriero antico , con il coraggio e la grande dignità di quella forte e rude gente padana che non si ferma mai dinnanzi a nulla.

Nativo di Sissa, di famiglia di agricoltori del posto originari di San Nazzaro, Salati, laureatosi in Pedagogia presso il nostro ateneo, dopo alcuni anni alle dipendenze di un’azienda privata, fu assunto all’Università dove fece una brillante carriera.

Ricoprì, infatti, numerosi ed importanti incarichi, dapprima come dirigente della Segreteria di Giurisprudenza ed, in seguito, di tutte le facoltà umanistiche.

Nel suo lavoro, che svolse sempre con grande professionalità ed altrettanto entusiasmo, fu un punto di riferimento per i colleghi che lo stimavano tantissimo ma anche per gli studenti ai quali non lesinò mai saggi consigli.

All’interno dell’ateneo, oltre a ricoprire il ruolo di componente del consiglio di amministrazione, fu l’anima del sindacato Uil - Università . Non scendeva a compromessi, Silvano, quando dava la parola era come se firmasse un rogito.

Come pure l’amicizia, per lui, era un sentimento fraterno nell’accezione più sacra e nobile del termine. Persona di profonda cultura era un appassionato di lettura e di storia. Pur vantando profonde conoscenze in varie materie, umilmente, come tutte le persone intelligenti, si definiva un uomo del dubbio.

«Infatti le certezze - sosteneva Silvano - sono proprie di chi non colloquia a sufficienza con se stesso». Uomo di straordinaria bontà e spiccata sensibilità, in ogni occasione mostrava un’equilibrata mitezza che però non gli impediva di ribattere a tono a quanti mostravano arroganza.

Silvano, che in gioventù aderì al P.S.I. senza però ricoprire mai nessun incarico, fu il fondatore del Circolo Gobetti ed uno dei fondatori dell’associazione culturale Città Ideale.

Amava tantissimo la sua Bassa, quella distesa di campi di «terra buona da pane» come scrisse Renzo Pezzani in una delle sue poesie. E, quando poteva, non mancava di soggiornare nella sua casa di Trecasali per respirare quell’aria e quei profumi che gli ricordavano gli anni dell’infanzia e dell’adolescenza.

Tifoso del Milan, buongustaio dei cibi umili e genuini della sua terra, Silvano, amava tantissimo la montagna ed in modo particolare le Dolomiti dove trascorreva le vacanze estive con la moglie Anna Maria Pinazzi, per anni dipendente del Consorzio Agrario.

Libero pensatore, trovava del bene in ogni fede che aiutasse l’uomo ad afferrare gli aspetti del divino che Silvano intravedeva in quelle imponenti cime dolomitiche che coniugano l’eterno mistero del Creato.

Era legatissimo alla moglie Anna Maria, al figlio Emanuele ed alla nuora Francesca.

Il rosario sarà recitato questa sera alle 20.30 nella chiesa di San Bartolomeo.

Mentre i funerali si svolgeranno domani ( venerdì) partendo alle 10. 30 dall’Ospedale Maggiore per la chiesa di Trecasali dove, alle 11, sarà celebrata la messa, indi per il locale cimitero dove Silvano riposerà nella sua amata Bassa.

© Riproduzione riservata

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