Città che vai differenziata che trovi
Come funziona la raccolta dei rifiuti nelle città a noi vicine? Tutto dipende se si considera solo la percentuale di differenziata o anche la soddisfazione degli utenti e il decoro della città. Perchè a Parma ad esempio, con un lusinghiero 70% di differenziata, il sistema del porta a porta «spinto» è tempestato di critiche e richieste di correttivi. Il modello che sembra funzionare di più - stando alla nostra indagine - sembra piuttosto quello «misto» dove convivono sacchetti e bidoncini da esporre in giorni e orari prestabiliti, ma anche (per alcuni rifiuti) cassonetti o bidoni in strada. È quel che hanno fatto, ad esempio, a Piacenza, Reggio Emilia e Modena, dove pure la differenziata va dal 57 a oltre il 60%, e dove sono state fatte scelte modellate sulle caratteristiche dei quartieri. Svetta Mantova con oltre il 76% di differenziata, ma il confronto con le altre realtà e con Parma è arduo, trattandosi di una città di meno di 49 mila abitanti. E come vanno le cose a Livorno, altra città italiana a giunta Cinque Stelle? La differenziata è al 46% circa e coinvolge 20 mila cittadini su 160 mila. L'amministrazione vorrebbe estenderla nei prossimi due anni a tutta la città, verificando costantemente l'andamento del servizio con i cittadini e tenendo conto di suggerimenti e lamentele.
Piacenza
Con una popolazione di poco meno di 103 mila abitanti, Piacenza effettua la raccolta porta a porta con modalità diversificate su 56 mila abitanti e con buoni risultati: la differenziata è sul 57,5%. Ma non è stata introdotta per ora la tariffazione puntuale.
Centro storico
Per i 7.500 abitanti del centro storico monumentale l'indifferenziato, così come plastica e barattolame, vengono esposti dall'utente in sacchi o contenitori forniti da Iren (la stessa azienda che si occupa di rifiuti anche a Parma e Reggio Emilia) e ritirati bisettimanalmente. La carta è raccolta settimanalmente e così il vetro (i contenitori in questo ultimo caso sono condominiali). L'organico è raccolto due volte a settimana. Nell'anello del centro storico (12.500 abitanti) la differenziata avviene con cassonetti e campane in strada, ad eccezione della raccolta di carta che è domiciliare e settimanale. I rifiuti indifferenziati finiscono nei cassonetti posizionati in strada e lo svuotamento è giornaliero o trisettimanale. Le campane per il vetro sono sia in strada che nei condomini; per la plastica e per le lattine ci sono campane stradali.
Le frazioni
Ci sono poi altre 36 mila utenze che usufruiscono del porta a porta: tutte le frazioni e diversi quartieri cittadini, fra i quali quelli artigianali. Vengono raccolti a domicilio carta (settimanalmente), indifferenziato (una o due volte a settimana), organico (due volte a settimana), plastica e barattolame e vetro (settimanalmente). Per verde e sfalci ci sono benne da sette metri cubi nei quartieri residenziali, nella periferia e nelle frazioni.
Scuole e locali
Nelle scuole elementari e medie, case di riposo e di cura e impianti sportivi c'è la raccolta settimanale di carta e vetro e bisettimanale di plastica, barattolame e umido. Per gli esercizi pubblici e commerciali raccolte e svuotamenti sono tarati sulle necessità. Le pile usate finiscono in bidoni stradali accanto alle campane e agli ingressi dei centri commerciali, i farmaci in contenitori accanto ad ogni farmacia.
Reggio Emilia
Con più del 60% di raccolta differenziata (che sale al 67% per il porta a porta), Reggio Emilia (poco meno di 172 mila abitanti) è una delle città emiliane più «riciclone».
Zona storica
Si occupa della raccolta in città Iren, che ha messo a punto in centro storico una capillare raccolta stradale con bidoncini da circa 120 litri (per intendersi, come quelli condominiali marroni e blu di Parma per, rispettivamente, organico e carta) nei quali vengono gettati carta (in questa raccolta si può inserire anche il tetrapak), vetro, lattine, plastica, e il rifiuto indifferenziato. In centro storico, spiegano ancora ad Iren, non si raccoglie il rifiuto organico, che viene gettato nell'indifferenziato.
Nei quartieri
Anche nell'area intorno al centro storico la raccolta è stradale. «Abbiamo cercato di realizzare dei punti raccolta come micro-isole ecologiche nelle quali il cittadino può trovare tutte le tipologie», dicono ad Iren. E quindi organico, carta, vetro e lattine, plastica, indifferenziato. C'è inoltre il servizio «giroverde», la raccolta settimanale porta a porta di sfalci e potature con un sacco lasciato dagli utenti.
In periferia
Nella zona periferica della città c'è il porta a porta: la carta viene raccolta in bidoncini svuotati una volta a settimana; bidoncini anche per vetro e lattine, raccolti ogni 15 giorni; la plastica viene gettata dai reggiani in sacchi forniti da Iren che vengono svuotati una volta a settimana; una volta a settimana viene raccolto l'indifferenziato e due volte a settimana l'organico. «Giroverde» porta a porta una volta a settimana con un sacco di plastica (non usa e getta) fornito da Iren.
A Reggio Emilia non è in vigore per ora la tariffazione puntuale, che dovrebbe partire a breve a Cavriago e Montecchio. L'intenzione dell'amministrazione comunale è di aumentare ancora di più il porta a porta. «Il sistema funziona abbastanza bene - sostengono ad Iren - perchè modellato sulle caratteristiche dei quartieri».
Modena
Modena, con i suoi 185 mila abitanti, ha scelto un modello di porta a porta «misto» (raccolta domiciliare e bidoncini in strada) che per ora ha dato buoni frutti, visto che la differenziata, dicono ad Hera (l'azienda che si occupa del servizio) si è attestata al 59,1% intorno al centro storico (mentre un'indagine Ispra assegna al totale della città poco meno del 57%).
In centro
Nel centro storico, all'ombra dei monumenti vestigia del ducato degli Este, il porta a porta con le modalità attuali è stato avviato nel maggio 2015, dopo quello che ad Hera definiscono «tutoraggio» delle utenze: addetti dell'azienda che hanno chiarito ai cittadini le modalità della raccolta.
Il porta a porta oggi avviene solo per carta e la plastica, raccolti dai modenesi in sacchi a perdere forniti da Hera: una raccolta settimanale (il martedì) per la carta e una settimanale (il giovedì) per la plastica.
Resistono i bidoncini
Per tutto il resto (organico, vetro e lattine, indifferenziato) ci sono i bidoncini da 120 litri dislocati in strada nel centro storico e «chiusi» (per una questione di decoro urbano) in contenitori di metallo con colori differenziati a seconda dei diversi rifiuti da conferire.
Fuori dal centro
Fuori dal centro storico, nei quartieri, la raccolta differenziata avviene ancora con cassonetti - per carta, plastica, vetro e lattine, organico e indifferenziato - posizionati nelle strade. Non c'è la tariffazione puntuale e al momento non si sa se e quando verrà introdotta.
Pochi errori
In questi primi quattro mesi di introduzione della raccolta porta a porta in centro, non si sono registrati particolari problemi, sostengono ad Hera.
«Il nuovo sistema è stato tutto sommato ben accolto dai modenesi e non ci sono stati finora grossi errori nell'esposizione dei rifiuti», dicono dall'azienda.
Mantova
Mantova svetta su tutte le città di questa indagine con il suo 76,4% di differenziata. Un dato che però va rapportato alle dimensioni contenute del centro abitato, in alcuni casi meno di un terzo delle altre città prese in esame. La città non conta infatti neppure 49 mila abitanti.
Un sistema «importato»
Nel centro storico c'è il porta a porta per tutte le tipologie di rifiuti, raccolti in sacchi a perdere forniti da Mantova Ambiente - Tea, che cura il servizio. La carta viene raccolta una volta a settimana, come il vetro, la plastica, l'alluminio e il residuo; l'organico è raccolto tre volte a settimana. A Mantova Ambiente spiegano di aver scelto la raccolta con i sacchi perchè i bidoncini sarebbero stati d'impiccio nelle strette viuzze del centro, e aggiungono di aver «importato» il modello da Perugia, città fra le prime a sperimentarlo. La raccolta dei sacchi avviene con orari diverse in due zone nelle quali è stato diviso il centro: nella zona A (quella monumentale) dalle 7 alle 9 del mattino, nella zona B (intorno alla monumentale) dalle 19 alle 21.
Cassonetti spariti
Anche nei quartieri i cassonetti per strada sono scomparsi. Vengono consegnati bidoncini individuali o (se lo stabile ha più di sei nuclei familiari) bidoni per la raccolta condominiale per: carta, vetro e alluminio, organico, plastica (in questo caso raccolta in un sacco), indifferenziato. Per l'indifferenziato, in contenitore con microchip, c'è la tariffazione puntuale con svuotamenti garantiti, l'eccedente si paga.
Il responso dei cittadini
«La differenziata completa è a regime dal 2012 ed è l'atto finale di un processo iniziato nel 2010» dicono a Mantova Ambiente, dove spiegano che il porta a porta nei comuni della provincia è partito dal 2004. Il responso dei cittadini? «Ci sono state le iniziali polemiche “fisiologiche” del porta a porta spinto, ma non particolari problemi», dicono dall'azienda.
Livorno
Avanti, ma con gradualità, sulla raccolta differenziata. A Livorno, passata da giugno 2014 da una giunta Pd ad una pentastellata guidata dal sindaco Filippo Nogarin, l'amministrazione comunale ha annunciato di voler passare, nei prossimi due anni, al porta a porta in tutta la città. Ma al momento nella cittadina toscana la differenziata spinta coinvolge solo 20 mila abitanti su poco meno di 160 mila.
Municipalizzata in crisi
I motivi? La municipalizzata Aamps (acronimo curiosamente quasi simile alla ex Amps di Parma), che gestisce sia la raccolta rifiuti che il termovalorizzatore, non naviga in buone acque, con una voragine nei bilanci e il rischio di commissariamento, se non di fallimento. Dismettere il termovalorizzatore richiederebbe investimenti notevoli, e oggi il contributo economico derivante dall'inceneritore (secondo il piano trentennale aziendale impostato dalle precedenti amministrazioni) è qualcosa di cui l'azienda non può fare a meno.
I rifiuti «migrano»
Il porta a porta è stato avviato sia in alcuni quartieri del centro storico (come «Venezia nuova») che della cintura esterna in base sia a valutazioni urbanistiche e sociali, ed è partito nel dicembre 2013. Carta, organico, «multimateriale» (ossia vetro, plastica, tetrapak e alluminio, tutti assieme) sono raccolti dagli utenti in bidoncini, sacchi o contenitori condominiali forniti dall'azienda e lasciati in strada. La svuotatura avviene per carta e multimateriale una/due volte a settimana, a seconda delle varie strade, mentre per l'organico tre volte a settimana. Il rifiuto residuo viene conferito in bidoncini sistemati in strada, che hanno preso il posto dei vecchi cassonetti, o in postazioni mobili in giorni prefissati. Ciò non impedisce - spiegano all'Aamps - la cosiddetta «migrazione» dell'indifferenziato in altri quartieri dove ancora esiste la vecchia modalità di raccolta con i cassonetti in strada (per carta, organico, multimateriale e residuo).
Tariffa puntuale
Complessivamente, dicono alla municipalizzata, il sistema è stato ben accolto e c'è un feedback continuo con i cittadini per cercare di personalizzare e migliorare il servizio. Le lamentele maggiori riguardano il costo del servizio, giudicato alto dai livornesi. Ma l'Aamps ribatte: «Secondo il Sole 24 ore siamo al quinto posto in Toscana per le tariffe». Nei prossimi mesi è prevista un'accelerazione sulla differenziata, che oggi si attesta sul 45,82% - lontano da quel 70% che è l'obiettivo della Regione Toscana il 2020 - e nel 2016 nel quartiere «Montenero» sarà introdotta la tariffazione puntuale.
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