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Il Parma Fc non c'è più

23 Giugno 2015,13:02

Sandro Piovani

Cancellato. Sparito. Il Parma Fc non esiste più. Da ieri, intorno alle 16. A metà di una giornata nera che più nera non si può. Un lungo calvario durato tre mesi, quando (il 19 marzo scorso) fu dichiarato il fallimento del club con il Parma che fu consegnato ai curatori Anedda e Guiotto, per l'esercizio provvisorio. Con l'obbiettivo di arrivare alla vendita, prima all'asta e poi con trattative private, del club.

Troppi problemi
Ma la situazione debitoria, gli impegni già sottoscritti per il futuro e una generale incertezza su eventuali contenziosi hanno bloccato le due cordate interessate al Parma, una guidata dall'ex campione di baseball Mike Piazza e l'altra dal manager parmigiano d'adozione Giuseppe Corrado. Due comunicati a distanza di poche ore uno dall'altro, il primo di Corrado e l'altro di Piazza. Due comunicati per annunciare l'addio alle trattative. Più o meno con le stesse motivazioni.

Weekend fatale
Le prime avvisaglie di un esito negativo della vicenda sono arrivate tra sabato e domenica. Prima solo indiscrezioni: paracadute in dubbio, probabili ricorsi, giocatori sotto contratto che non accettavano di abbassarsi lo stipendio. Nella notte tra sabato e domenica ci sarebbe stata una lunga conferenza via skype tra Mike Piazza ed i suoi consulenti. Dove, così dicevano voci attendibili, era chiaro lo sconforto dell'ex campione di baseball. Ma improvvisamente, un po' a sorpresa, domenica sera è arrivata nelle redazioni il primo comunicato che annunciava l'abbandono di una cordata. Non di Piazza ma di Corrado. Un primo grigio segnale della resa definitiva. Va ricordato che la cordata guidata da Corrado era «sul pezzo» da settimane. Mesi. Tra contatti con tesserati, dipendenti, Figc e Lega. Un'uscita di scena che di fatto dichiarava l'impossibilità di acquistare il Parma, da parte di imprenditori seri e decisi. E ieri mattina, ormai annunciata, è arrivato anche il comunicato della cordata Piazza, ultima speranza dei tifosi crociati.

Il comunicato di Piazza
«Con grande tristezza e rammarico devo comunicare l’abbandono della trattativa per l’acquisizione del Parma F.C. Comprendo e condivido l’amarezza dei tifosi del Parma per questa decisione. Assieme ai co-investitori nel progetto non abbiamo ritenuto sostenibili gli investimenti necessari per coprire le passività attuali e future di una squadra il cui avviamento è stato fortemente pregiudicato. Desidero ringraziare tutta la città di Parma per il sostegno ricevuto ed i miei colleghi Maurizio Franzone, Gibo Gerali, and Bill Holmberg : la loro esperienza ed il loro aiuto in questa vicenda sono stati inestimabili. Infine voglio ringraziare i curatori e tutti quanti hanno profuso, senza risparmio, tempo ed energie per cercare una soluzione positiva alla crisi del Parma». Mike Piazza poi, attraverso facebook, si è rivolto direttamente ai tifosi del Parma. E il giudice Rogato ha chiuso ogni speranza definendo «il caso Parma un caso impossibile».

Un annata buia
Ecco dunque che si chiude l'annata più nera della storia del Parma. Poco più di dodici mesi trascorsi dalla gioia di una Europa League conquistata sul campo all'inferno del fallimento. Con cinque presidenti che si sono alternati alla guida del club, tre proprietà ed una curatela. Ma per tutti gli unici colpevoli di questa situazione erano e rimangono l'ex presidente Tommaso Ghirardi e l'ex ad Pietro Leonardi. Che, grazie anche agli scarsi controlli di Figc e Lega, hanno affossato il Parma attraverso scelte economiche e di mercato disastrose.

Azioni risarcitorie
Ora potrebbero essere due tra i principali indiziati per quelle «azioni risarcitorie» di cui si parla nel comunicato della curatela (qui sopra ndr).

Futuro
Ora tutti danno per scontato che il Parma giochi in D, nella prossima stagione. Sarebbe bello che gente come Mike Piazza o Giuseppe Corrado o cordate locali che siano, si interessassero, già da oggi, di questa seconda vita crociata. Per ridare alla città, ai suoi tifosi e alla storia di questa società una squadra semplicemente «crociata».

E adesso per la D bisogna fare presto

Il futuro del Parma sul campo, accompagnato da una nuova società e denominazione, potrebbe essere in serie D ma bisogna fare in fretta perché in realtà i tempi non sono così lunghi. Ora la palla passa nelle mani del sindaco Federico Pizzarotti, che fungerà da garante in questa fase delicata, e chiunque fosse interessato dovrà prendere contatti direttamente con lui presentando le proprie credenziali e stringendo accordi per quanto concerne l’impiantistica. In caso di più richieste, bisognerà sciogliere a breve le riserve in modo tale da consentire a sindaco e cordata prescelta, in una sorta di approccio contestuale, di inoltrare la richiesta d’iscrizione alla Lega Nazionale Dilettanti, attualmente sotto la reggenza di Antonio Cosentino dopo le dimissioni del neopresidente Belloli: qui per esser ammessi in soprannumero, come recita l’articolo 52 delle N.O.I.F, serviranno garanzie ben precise, dal business plan alla fideiussione non inferiore ai 300mila euro (100mila euro se si decidesse di ripartire dall’Eccellenza) fino ad arrivare, eventualmente, all’elenco dei soci. Il tutto per valutare l’affidabilità ma anche il credito e l’onorabilità di chi prenderà in mano la società che dovrà cambiare la sua denominazione rispetto al passato: un ruolo importante lo ricoprirà ancora una volta il presidente della Figc, al quale spetta l’ultima parola di concerto con il massimo dirigente della Lnd. Dal 1° di luglio partiranno le iscrizioni alla serie D, il cui termine ultimo sarà intorno al 10 dello stesso mese. Ecco perché già entro la fine di giugno il sindaco dovrà trovare un interlocutore serio ed, in un secondo momento, proporlo alla Lnd. Il comma 10 dell’articolo 52 delle Carte Federali, un modo per tutelare le città più importanti e non farle ricominciare dalla Terza Categoria, spiega meglio il concetto: “In caso di non ammissione al campionato di Serie A, Serie B e di Divisione Unica-LegaPro il Presidente Federale, d’intesa con il Presidente della Lnd, potrà consentire alla città della società non ammessa di partecipare con una propria società ad un Campionato della Lnd, anche in soprannumero, purché la stessa società adempia alle prescrizioni previste dal singolo Comitato per l’iscrizione al Campionato. Qualora fosse consentita la partecipazione al Campionato Interregionale o al Campionato Regionale di Eccellenza, la società dovrà versare un contributo alla Figc nel primo caso non inferiore ad euro 300mila e nel secondo caso non inferiore ad euro 100mila”. M.B.

© Riproduzione riservata

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