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Morte di Valentina, condanna annullata: nuovo processo

Morte di Valentina, condanna annullata: nuovo processo

02 Giugno 2015,09:38

Georgia Azzali

Una festa della donna senza il suo ragazzo, che aveva preferito uscire con la fidanzata storica. Aveva scelto un altro amico, Valentina. E, soprattutto, lo sballo che forse lui avrebbe potuto offrirle per assopire delusione e rabbia. Se ne era andata a 18 anni, il 10 marzo 2008, due giorni dopo essersi sentita male in un appartamento di borgo Mazza. Ma quella morte potrebbe essere senza colpevoli.

C'era Giuseppe Cocconcelli al suo fianco, il giovane, oggi 35 anni, condannato sia in primo che in secondo grado a 3 anni e 4 mesi per cessione di metadone e morte come conseguenza di altro reato. Nel 2013 i giudici d'appello l'avevano assolto dall'accusa di aver passato a Valentina l'eroina, dopo che già il tribunale di Parma fece cadere il reato di spaccio di cocaina, ma l'avevano ritenuto responsabile per la cessione della dose fatale di metadone. Ora, però, anche questo reato potrebbe sfumare: nelle scorse settimane la terza sezione penale della Cassazione ha annullato con rinvio la condanna di Cocconcelli. Un nuovo processo, davanti a un'altra sezione della Corte d'appello di Bologna, dovrà stabilire la «verità».

Capire cosa accadde sulla sera. Rispondendo, prima di tutto a una domanda: Valentina e Cocconcelli erano d'accordo nell'acquistare e poi assumere insieme il metadone? La Suprema Corte ritiene che questa non sia un'ipotesi da escludere. E se così fosse, si tratterebbe di uso di gruppo, quindi non punibile, così come avviene nel caso dell'utilizzo personale.

E' la tesi portata avanti dalla difesa del ragazzo. Il punto centrale del ricorso dell'avvocato Paolo Veneziani, contro cui ha dato battaglia Paolo Moretti, legale di parte civile. Ma per la Cassazione quel rilievo è «fondato». Secondo il difensore di Cocconcelli, infatti, non ci sono dubbi sulla ricostruzione di quella sera: Valentina e il ragazzo andarono insieme da Paolo Cittadino (assolto in primo grado e uscito definitivamente dal processo, ndr) per comprare il metadone, telefonando prima per accordarsi: due chiamate fatte dal ragazzo con il cellulare dell'amica. E poi consumarono insieme la sostanza. Per tutti questi aspetti, secondo la Suprema Corte, i giudici d'appello avrebbero dovuto «compiutamente spiegare le ragioni per le quali debba ritenersi escluso il consumo di gruppo della sostanza acquistata contestualmente dal ricorrente e dalla vittima - si legge nelle motivazioni della sentenza - posto che il fatto che il Cocconcelli già avesse per sé il metadone non può escludere, come la stessa sentenza d'appello sembra ammettere, che egli abbia consumato insieme alla vittima la sostanza acquistata dal Cittadino».

lnsomma, secondo la Cassazione, i giudici di secondo grado non hanno chiarito in modo soddisfacente perché l'assunzione di metadone non possa essere ritenuto uso di gruppo, quindi non un reato. «La Corte d'appello avrebbe dovuto valutare tutti gli aspetti della vicenda - specifica la Suprema corte - per escludere che vi fosse un previo accordo tra i consumatori della medesima sostanza, che era stata dagli stessi congiuntamente acquistata nelle stesse condizioni di tempo e di luogo e, in tali condizioni e in regime di immediatezza cronologica, anche contemporaneamente consumata, senza che possa dirsi rilevante, ai fini della sussistenza o meno di un previo accordo, anche un previo regolamento circa la suddivisione del prezzo pagato».

Un'intesa che può essere anche tacita: sentenze della Cassazione hanno già infatti messo in evidenza come la volontà comune possa essere desunta non necessariamente dal fatto che prima siano stati raccolti i soldi per acquistare lo stupefacente, ma anche da elementi «quali il rapporto di amicizia tra l'acquirente e gli altri consumatori, l'effettiva consumazione della sostanza da parte di tutti quanti nelle stesse circostanze di tempo e di luogo, l'unicità della confezione contenente la sostanza».

Si torna indietro. La parola ripassa alla Corte d'appello. Mentre, considerando la nuova legge sugli stupefacenti, i tempi della prescrizione corrono veloci.

© Riproduzione riservata

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