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Parma ai supplementari: ecco il provvedimento

Parma ai supplementari: ecco il provvedimento

11 Giugno 2015,13:13

Georgia Azzali

«Una mano sul cuore», urla Stefania la tifosa, mentre il giudice delegato Rogato sale i gradini del tribunale. Un'invocazione tra amarezza e speranza prima che venga scritto il finale della storia. Passa un'ora. Scorre lenta, pare un'eternità per la pasionaria e l'altro gruppetto di gialloblù di stanza davanti al tribunale, ma pochi minuti dopo le 2 del pomeriggio arriva l'annuncio. Il sipario non cala: si può andare a trattativa privata. Per il Parma c'è ancora una chance. L'ultima spiaggia. Ma l'alternativa aveva un solo nome: serie D. Fine della storia. Invece, almeno per 48 ore si può rimanere aggrappati al sogno. Alla possibilità di ripartire dalla B. Più che sul cuore, Rogato, come prevede la legge, ha badato prima di tutto a salvaguardare gli interessi di chi rischia di perdere tutto. «La mancata vendita dell'azienda - scrive il giudice nel provvedimento - costituirebbe un grave pregiudizio per i creditori, in quanto determinerebbe il depauperamento di tutti gli assets aziendali». Rogato ha raccolto il loro parere favorevole e poi ha dato il via libera ai curatori fallimentari, Angelo Anedda e Alberto Guiotto, ieri accompagnati dal braccio destro Demetrio Albertini, affinché comincino a contrattare con chi si farà avanti. Perché chiunque (ammesso che abbia i requisiti) potrà tentare di avviare una trattativa. Non solo, quindi, le cordate riconducibili a Giuseppe Corrado e a Mike Piazza e gli altri soggetti (nove in totale) già inseriti nella data room, ma anche nuovi soggetti. Almeno in linea teorica, perché i tempi sono strettissimi: chi vorrà giocare la partita dovrà uscire allo scoperto entro domani. Bisognerà calare le carte, «pena la non ammissione alla trattativa», si sottolinea chiaramente nel comunicato della curatela fallimentare. Il giudice ha infatti disposto che i potenziali acquirenti mettano nero su bianco «gli effettivi titolari del capitale sociale e i requisiti di onorabilità degli amministratori». Trasparenza. Per tentare di scongiurare amare sorprese. Rogato vuole certezze sull'affidabilità di chi si propone come futuro patron del Parma. E, d'altra parte, gli stessi requisiti erano tra i capisaldi del disciplinare di gara delle sei aste andate a vuoto. Gli interessati dovranno presentare «uno schema ricostruttivo della catena di controllo sino a risalire all'apice della stessa, con indicazione del titolare effettivo», scrive Rogato. Ma la chiarezza dovrà fare rima con la solidità economica. Perché finora di soldi non se ne sono visti. Quel milione che Piazza avrebbe impegnato come cauzione in vista dell'ultima asta non è stato confermato dalla curatela. Ora, però, non si potrà più traccheggiare: sempre entro domani, oltre a fornire tutte le credenziali richieste, chi vorrà sedersi al tavolo con i curatori dovrà versare almeno 900.000 euro di cauzione. Cifra che ovviamente verrà restituita nel caso la trattativa si interrompa o l'operazione salti.

Niente denaro, niente contrattazione. E se poi la trattativa dovesse essere intavolata, l'intesa dovrà essere raggiunta entro lunedì. E' la data di scadenza dell'esercizio provvisorio. Salvo proroghe dell'ultima ora. E, comunque, pochi giorni dopo è fissato il termine per iscriversi alla B. Più che una corsa contro il tempo, uno sprint da recordman. Bisogna accelerare e allo stesso tempo tentare di limare le asperità della trattativa. Tenere duro, perché ci sono gli interessi dei creditori da portare avanti, cercando di trovare la quadratura del cerchio con gli aspiranti compratori. E se è vero che la trattativa privata è aperta a tutti, è probabile che a giocarsi il match saranno Corrado, l'uomo di «The Space Cinema», e l'ex campione di baseball Piazza. Anche se ieri si vociferava ancora di una possibile cordata campana. Corrado aveva proposto 4,6 milioni all'asta di martedì, facendosi avanti tramite la Viris spa e la Unigasket spa, due società lombarde: la prima è un'immobiliare milanese che fa capo a Enzo Ricci, ex patron delle Tre Marie; l'altra è una grossa azienda bergamasca che produce tubi industriali. Una manifestazione d'interesse, quella di Corrado, non un'effettiva proposta d'acquisto, però, tanto da essere «bocciata» dalla curatela. Piazza, invece, ha costituito una società ad hoc per l'acquisto, ma non ha fatto arrivare alcuna busta al notaio Almansi per partecipare all'asta. Tutti e due si sentono ancora in corsa. Ma ci sono quelle incognite che pesano come macigni. A partire dal debito sportivo: i curatori l'hanno sforbiciato alla grande, portandolo a 22 a milioni. Eppure, è certo che rimarrà così, oppure c'è il rischio che giocatori e procuratori esclusi ingaggino una battaglia a suon di ricorsi? Ci sono i 5 milioni che la Lega, nonostante le rassicurazioni di Tavecchio, potrebbe volere indietro. E poi i costi di gestione del nuovo Parma: milioni da aggiungere al prezzo d'acquisto e al debito sportivo. Ma le rassicurazioni potrebbero arrivare. E c'è chi continua a sperare. A partire da Stefania, la tifosa. Per lei è Rogato il goleador gialloblù del 2015.

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