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Parma, dalle 13 la palla passa al giudice

Parma, dalle 13 la palla passa al giudice

10 Giugno 2015,12:17

Paolo Grossi

E' stata l'ennesima giornata frenetica e senza capo né coda nella storiaccia del Parma 2014-2015. Doveva essere quella decisiva, e invece non è stato così. Tanto quest'anno pare che niente vada come deve andare, quindi prepariamoci (anzi, ci tocca sperarci) ad altre schermaglie, tecnicismi, rinvii. Insomma, l'agonia del club prosegue e la cura non è ancora stata trovata.

Corrado c'è, Piazza no

Ieri mattina dal notaio Almansi c'erano molti più giornalisti, cameramen e tifosi in attesa di novità che buste contenenti offerte. Alle 11 ha fatto una capatina Giovanni Corrado , figlio di Giuseppe, l'ad di The Space Cinema: è entrato nello studio del notaio, s'è fermato venti minuti e poi si è eclissato fendendo la ressa di reporter e limitandosi a dire che «sono solo passato a salutare il notaio, non posso dire altro, basta aspettare».

E mentre a presidiare l'assembramento in Strada Repubblica accorrono Polizia e Carabinieri, arriva la notizia che Mike Piazza ha rinunciato a concretizzare l'offerta. Nella notte italiana, sera in Florida, i suoi avvocati lo avevano convinto che c'erano troppe incognite in questa avventura: dai 5 milioni che le Lega potrebbe rivolere dall'acquirente ai 4,4 milioni da distribuire a vari club come premi di preparazione di giocatori prestati fino ai possibili ricorsi di tanti, in primis calciatori e procuratori, esclusi brutalmente dal debito sportivo dalle cesoie dei curatori.

Piazza tra l'altro ha fatto sapere di avere già impegnato un milione di cauzione come mossa propedeutica alla vera e propria trattativa. Notizia che la curatela non ha però confermato. L'ex campione di baseball ha fatto avere al notaio una lettera in cui si dice pronto ad andare avanti attraverso appunto una trattativa privata che possa metterlo al sicuro su alcuni dei punti suddetti.

Una sola busta

Poco dopo le 12, con la consueta svizzera puntualità l'ufficio stampa dei curatori emette un comunicato in cui spiega che «alle ore 12 risulta presentata al notaio Giulio Almansi, un’offerta in plico sigillato. Nel pomeriggio di oggi i curatori e il notaio procederanno all’apertura del plico per verificarne il contenuto e la conformità al Disciplinare di Gara appositamente predisposto per la vendita dell’azienda sportiva, per poi riferire al Comitato dei creditori e al Giudice Delegato sull’esito della procedura di vendita».

E già l'assenza di fretta nel controllare la busta, l'anonimato in cui viene tenuto il mittente, fanno venire qualche brivido. Qualcuno però vuole essere ottimista a tutti costi e visto che la concorrenza s'è ritirata, desume la certezza che Corrado sarà il nuovo patron.

Zero offerte

Alle 14,50 i curatori arrivano allo studio di Almansi e due orette dopo ecco l'amaro verdetto attraverso un altro comunicato: «La busta pervenuta non contiene alcuna offerta d’acquisto dell’azienda sportiva del Parma FC. La comunicazione pervenuta consiste in una manifestazione d’interesse non conforme a quanto previsto dal Disciplinare di Gara e non corredata da cauzione, a firma delle società Viris S.p.A. e Unigasket S.p.A. Tale manifestazione d’interesse, unitamente alle altre comunicazioni ricevute dai curatori nella mattinata odierna, saranno sottoposte all’attenzione del Comitato dei Creditori e del Giudice Delegato nella giornata di domani (oggi ndr) , affinché vengano prese le opportune determinazioni».

Ricapitolando, la cordata-Corrado ha proposto sì una cifra adeguata, 4,6 milioni, ma vincolandola alla certezza che il debito sportivo venga garantito nei termini fissati dai curatori. Le remore sono le stesse che avevano frenato Piazza. Entrambi i contendenti, sia pur per strade diverse, hanno fatto sapere di essere disponibili a trattare ma su basi differenti da quelle disposte dal disciplinare dell'asta. La Viris e la Unigasket, citate nel comunicato, sono aziende lombarde che spalleggiano Corrado: la prima fa capo a Enzo Ricci, proprietario delle Tre Marie.

Si è poi saputo che, ancora più tiepida, sarebbe stata formulata una terza manifestazione d'interesse, via mail, forse dallo stilista Andrea Meli.

Adesso cosa succederà? Oggi alle 13 i curatori conferiranno, in Tribunale, con il giudice fallimentare Pietro Rogato e con il comitato dei creditori, di cui fanno parte Lucarelli e i rappresentanti di Iren e Colser. Si tratta di decidere se acconsentire ad una trattativa privata come richiesto dalle controparti o se tenere invece fede a quanto promesso dal Giudice prima di indire l'ultimissima asta, cioè che non si sarebbe andati per via privata. Il parere positivo dei creditori è scontato, perché è rimasta questa l'ultima possibilità di ricavare liquidi con cui risarcirli almeno parzialmente. Il Giudice in teoria potrebbe acconsentire ma resterebbe un vincolo imperioso nella data del 15 giugno, giorno fissato proprio da Rogato come termine ultimo per l'esercizio provvisorio.

C'è anche un ulteriore ostacolo perché in presenza di più soggetti disponibili riesce difficile al giudice autorizzare una trattativa a discapito delle altre. Bisognerebbe individuare elementi discriminanti nel modo in cui è arrivata la manifestazione d'interesse. L'eventualità di un'asta privata, così su due piedi, resta un'ipotesi di fantasia, come quelle che vorrebbe una fusione delle due cordate.

Trattative

Come detto, appunto, è un'agonia che continua. La serie D incombe sempre più, anche perché riesce difficile intuire quali margini possa riservare la trattativa privata. Sarebbe forse il momento adatto per Lega e Figc di farsi sentire. Loro sì che potrebbero dare alcune delle garanzie richieste dai candidati-patron. Ma adesso che il Parma ha completato il campionato, che i diritti tv sono salvi, le penali milionarie scongiurate, riesce difficile aspettarsi acrobatiche operazioni di salvataggio che per di più rischierebbero di creare precedenti dal potenziale devastante in un mondo economicamente schizofrenico come quello del calcio italiano.

Intanto oggi si saprà se ci sarà una trattativa: sarebbe logico provarci, ma con chi e perché? Lo decideranno oggi il giudice e i creditori. Il 15 giugno non è l'unica data che incombe: il 19 il giudice sarà chiamato a decidere sul progetto di stato passivo. Il 30 giugno poi c'è da iscrivere la squadra al campionato. O meglio a un campionato.

I TIFOSI SONO ESAUSTI

Marco Bernardini

Davanti all’ufficio del notaio Almansi in via Repubblica, attorno a mezzogiorno si raduna un buon numero di sostenitori, almeno una quarantina, che, però, incassata la prima notizia in chiaroscuro (non due ma solo una busta), ben presto si allontanano lasciando spazio ai pochi temerari in ansia per il verdetto dei curatori che stavano valutando l’unica missiva giunta a destinazione entro i termini previsti. Più passano le ore, più aumenta la rassegnazione e ci si continua a chiedere cosa faccia tardare la risposta affermativa: volano le ipotesi più disparate senza che tuttavia nessuno dei presenti perda completamente la fiducia in una fumata bianca, fino all’ufficializzazione dell’ennesimo rinvio di una telenovela incredibile che tiene ancora per una notte, se possibile più lunga della precedente, il popolo crociato con il fiato sospeso.

Gli occhi lucidi e lo sguardo fisso nel vuoto di Cristina Repetati valgono più di mille parole. «Provo ancora una volta un’enorme delusione, spiace constatare non ci sia stata nemmeno un’offerta conforme. Io seguirò il Parma anche in Terza Categoria ma in un momento del genere mi verrebbe da dire che forse un po’ ce lo meritiamo: a parte due o tre dov’erano tutti gli altri tifosi?».

Accanto a lei Marco Bordini era già preparato all’eventualità:

Non meno tenero il giudizio di Marco Rossi, anch’egli deluso dalla mancata cessione che, stando alle indiscrezioni ed ai rumours dell’ambiente, pareva vicinissima. «Ormai è una pagliacciata, pensavamo di trovare un acquirente serio e non di dover soffrire ancora a lungo. Mi auguro si possano sistemare le cose da qui al 28 giugno».

Non si è perso neanche un minuto il “fedelissimo” Gianluca Camorali che giustamente non si vuole arrendere. «Siamo delusi come tifosi, speravamo di ricevere almeno un’offerta ma tutto è ancora in alto mare. A questo punto auspichiamo si possa intraprendere una trattativa privata». Stessa idea del presidente del Centro di Coordinamento Parma Clubs, Angelo Manfredini, che ieri sera avrebbe già voluto sapere il destino della sua squadra del cuore. «Ero fiducioso che si chiudesse il tutto, sinceramente sta diventando una lunga agonia stressante che non finisce più. Rimango della speranza che nelle prossime ore si possa sbloccare qualcosa». Non si attende nulla il presidente del Parma Club “I Danè”, Simone Burani. «Sono molto amareggiato e l’ho vissuta male, ora può succedere di tutto ma per principio non mi fido più di nessuno».

Non la prende benissimo neppure il presidente del Parma Club Fidenza, Giuliano Baroni, che stavolta credeva di rivedere sul serio la luce in fondo al tunnel. «Avrei tanto voluto che il Parma fosse già stato comprato da Corrado e soci, mi ero illuso che procedesse per il meglio però adesso non so più cosa pensare».

Si accoda anche il presidente del Parma Club “Tommaso Ghirardi” di Sala Baganza, Paolo Catellani, nauseato da tutte queste aste andatedeserte o quasi. «E’ una vicenda veramente surreale, avevo provato ad esaltarmi per un attimo ed, invece, siamo ripiombati subito nell’incubo. Mi passano mille pensieri per la testa, di sicuro se si volesse accedere alla trattativa privata il giudice si dovrebbe rimangiare la parola e cambiare di nuovo le carte in tavola».

L’inguaribile ottimista Corrado Marvasi, presidente del Parma Club “Amigh dal Parma” mette d’accordo tutti puntando sulle manifestazioni d’interesse realmente pervenute in mano a notaio e curatori. «Siamo sempre fiduciosi, qualcuno d’interessato c’è ed abbiamo ancora tanto da dare al grande calcio. Incrociamo le dita e speriamo sia la volta buona, secondo me alla fine uno tra Corrado e Piazza si aggiudicherà il Parma che ripartirà dalla serie B». Bisognerà capire se anche il giudice Rogato vorrà concedere un’ultima chance al Parma ed ai suoi tifosi che non hanno mai smesso di credere nel miracolo e anche oggi seguiranno gli sviluppi con trepidazione.

© Riproduzione riservata

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