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Parma-Napoli finisce in rissa

Parma-Napoli finisce in rissa

10 Maggio 2015,13:38

Sandro Piovani

Solitamente si scrive “finale incandescente” quando, dopo il triplice fischio dell'arbitro, i contendenti arrivano (quasi) alle mani. Ma stavolta c'è qualcosa di più. In un attimo è uscito tutto il brutto del calcio italiano. Che, dalle nostre parti, pensavamo di aver già vissuto. Tra fallimenti, cambi di proprietà, indagini della Procura... Invece le frasi di Higuain che hanno travolto l'orgolgio di Mirante (e con lui del Parma e dei suoi tifosi) meritano riflessioni profonde.

Scambio di accuse

Higuain negli ultimi minuti è apparso molto nervoso. Più volte ha accusato Mirante e gli altri crociati di perdere tempo. Con battibecchi a distanza anche con l'arbitro addizionale Rocchi, posizionato dietro la porta del Parma. E a fine gara, secondo quanto riferito da Alessandro Alciato di Sky, Mirante avrebbe dato un buffetto a Gonzalo Higuain, che molto innervosito avrebbe risposto dicendo: «Cosa vuoi? Siete già in Serie B!», frase che avrebbe poi fatto scatenare un piccolo putiferio in campo. I due "contendenti” sono poi stati divisi dai rispettivi compagni di squadra. Il Pipita furioso è stato poi accompagnato negli spogliatoi.

Le accuse del Napoli

Ma questo, secondo quanto è emerso poi dalle dichiarazioni dei crociati, Donadoni in testa, sarebbe stata la ciliegina sulla torta di una serie di offese di alcuni giocatori del Napoli a quelli crociati. In sintesi il «cosa vi impegnate tanto che siete già retrocessi e falliti» sarebbe il riassunto perfetto dei messaggi in arrivo dai partenopei. Inevitabile dunque che gli animi fossero già caldi, durante gli ultimi minuti di gara.

Rissa sfiorata

Ecco dunque che a fine gara i più nervosi, Higuain da una parte e Mirante dall'altra, siano quasi venuti alle mani. Il portiere del Parma, dopo l'ennesima offesa dell'attaccante, lo ha cercato con gli occhi. E la risposta di Higuain non si è fatta attendere: l'argentino stava uscendo quando è tornato sui suoi passi cercando di aggredire Mirante. Che intanto era stato allontanato dal suo preparatore Bucci. Higuain intanto ha avuto anche un battibecco con Rocchi, proprio come era già accaduto durante la partita. Higuain è stato trattenuto a stento dai compagni. Quando l'attaccante partenopeo sembrava ormai convinto a rientrare negli spogliatoi, si è acceso un altro parapiglia all'ingresso del tunnel che porta negli spogliatoi. I giocatori del Parma erano ancora sul terreno di gioco quando evidentemente l'attaccante napoletano ha trovato un altro contendente contro il quale sfogarsi. Poi finalmente tutto è ritornato alla normalità. Con i giocatori del Parma arrivati sin sotto la curva a festeggiare con i tifosi il pari con il Napoli.

La risposta del Napoli

«Tutte le proteste di fine partita erano rivolte esclusivamente alle continue perdite di tempo. Nessuna di queste proteste riguardava l’impegno del Parma che è stato ovviamente encomiabile». Sul profilo Twitter della società, il Napoli prende posizione su quanto accaduto nel finale della gara di oggi al Tardini.

DONADONI: «E' STATO UNO SCHIFO»

Michele Ceparano

Scuote la testa a fine gara Roberto Donadoni. Quello che è accaduto in campo dopo il triplice fischio non gli è proprio piaciuto. Prova a rifiutarsi di parlarne chiedendo di «non partire dalla fine ma piuttosto dal calcio e da quello che abbiamo saputo fare». Impossibile. La cronaca ha le sue leggi e Donadoni, come sempre, accetta con educazione di tornare su qualcosa che in un certo senso ha offuscato un pochino un match che, stagione disgraziata a parte, è stato una bella pagina per i crociati. «Cos'è successo? E' successo che qualcuno ha perso la testa» sospira. Si è trattato di «un episodio spiacevole che rende poco onore a questo mondo e a questo calcio». Donadoni, a dispetto della ritrosia iniziale, adesso va giù duro: «Oltretutto è successo contro una squadra fallita come la nostra che sta cercando di lottare a denti stretti e di portare avanti un certo discorso». L'allenatore crociato non si ferma: «Se questi signori pensano, come hanno detto a fine partita, che noi dobbiamo lasciare punti a tutti quelli che incontriamo, allora diciamo che avremmo smesso già da un po'». Per l'allenatore si tratta di «un momento spiacevole, che dà vergogna a un ambiente e a un mondo sportivo come il nostro. Mi auguro che non capiti più». Il fair-play Donadoni lo possiede nel suo dna e oltretutto è anche stato seduto sulla panchina dei partenopei. «Detto questo - aggiunge infatti subito dopo - faccio un grosso in bocca al lupo al Napoli per la continuazione del campionato e per tutto il resto perché se lo merita». Poi, però, la rabbia torna prepotente. «Questo episodio - rincara la dose - è una cosa abbastanza schifosa». Forse qualcuno pretendeva che il Parma non giocasse o che magari, prendesse tre gol senza batter ciglio e non ci mettesse tutta la verve che invece ieri al Tardini i crociati hanno buttato sul campo. «Ma questo è un desiderio che hanno tutti gli avversari - ribatte -: farci tre gol e mandarci a casa. Però se li devono conquistare sul campo. E sul campo il Parma ha lottato e stretto i denti, ha sofferto e combattuto contro grandi avversari e ha ottenuto un risultato che chiaramente rende poco felice il Napoli. Forse era stato più felice quando all'Olimpico abbiamo pareggiato con la Roma dando loro, tra virgolette, una piccola mano per avvicinare i giallorossi. Però tutto deve finire lì, non si possono sentir dire certe cose». Donadoni punta anche il dito su alcuni dirigenti del Napoli che avrebbero detto qualcosa di troppo nei concitati attimi dopo il fischio finale. «A volte ci può anche stare - continua - che dai giocatori nella foga agonistica qualcosa di troppo esca. Ma che i dirigenti pronuncino certe parole è una cosa oscena e squallida». Ieri il Parma, dopo aver resistito a un vero e proprio assedio, al 49' del secondo tempo ha addirittura anche avuto l'ultima occasione della gara che Mariga non è però riuscito a trasformare in gol. «Abbiamo avuto ancora un'occasione alla fine di poter fare un altro gol - sorride l'allenatore -, ma credo che comunque il Napoli ci abbia messo tanto in difficoltà. Avevamo dei giocatori con qualche problema fisico. Ieri (sabato, ndr) pensavo infatti di far giocare Santacroce, ma poi nell'allenamento di rifinitura si è fatto male. Lo stesso Costa in questa gara ha subito un colpo, una mezza distorsione ed è rimasto in campo con grande spirito e grande volontà. Tutti quanti i miei giocatori hanno lottato. Più di così non si può proprio chiedere. Risultati come questo che abbiamo raccolto contro il Napoli rappresentano quelle piccole soddisfazioni che in un'annata che ha del tragicomico nessuno ci può levare con frasi come quelle che abbiamo sentito a fine gara». Questo pareggio che ha il sapore di impresa dà più soddisfazione o rimpianto in una stagione come questa? «Né l'una né l'altro - taglia corto - Tutto resta quello che è». Poi, una parola su Mirante che «ha fatto una partita superlativa. Ma superlativi sono stati davvero tutti i miei giocatori, anche quelli che non sono entrati in campo. Non è facile infatti chiedere di lottare in questo modo a chi, soltanto ieri (sabato, ndr), firmando una scrittura privata, ha rinunciato al 75 per cento di tutti i soldi dovuti. Si può lottare così solo se si è uomini veri e si ha qualcosa che va oltre le capacità tecniche». Un'ultima battuta Donadoni la fa sull'asta di domani per l'acquisto del Parma, la seconda delle cinque previste. «E' inutile stare qui a sperare - conclude in maniera pessimistica ma ugualmente colorita -. Noi ci siamo già calati le braghe. Sotto ci restano solo i boxer. Oltre quelli non possiamo più calarci niente».

PARI TRA PARMA E NAPOLI

Triplice fischio finale: Parma 2- Napoli 2. Risultato giusto. Spettacolo indegno. «Schifezze» le definirà poi Roberto Donadoni a fine gara. Le provocazioni dei giocatori del Napoli meritavano questa denuncia e danno ancor più merito al Parma, alla sua voglia di professionismo e all'orgoglio messo in campo. Bene. Bravi. Il Napoli, ieri, in pochi minuti ha spiegato meglio di mille parole i mali del calcio italiano. Meglio parlare di calcio giocato. Tutta questa parte nefanda la trovate qui a fianco, nella cronaca del finale.

Il prologo

Sole tanto, qualche gli spalti si riempiono solo all'ultimo. Manca Belfodil nella distinta: l’attaccante in settimana ha rescisso il contratto e salutato il Parma. E in settimana il francese potrebbe avere dei proseliti. Dall’altra parte il Napoli, in previsione del ritorno di semifinale di Europa League (dopo l’1-1 interno con il Dnipro) fa turnover. In panchina Higuain e soci, in attacco Zapata. Ma i partenopei devono (dovrebbero) vincere per coltivare il sogno Champions. Il Parma gioca molto prudente con Palladino unico punto di riferimento in attacco. La difesa a quattro evoca brutti ricordi. Alla fine il Parma si ritroverà sì in difficoltà ma mai con l'acqua alla gola. Merito anche di un folto centrocampo che si è mosso bene, chiudendo le fonti del gioco del Napoli. Almeno sino all'ingresso dei suoi «big». Quando, per una ventina di minuti del secondo tempo, gli ospiti hanno preso d'assedio l'area crociata. Trovandosi di fronte un insuperabile Mirante. Migliore in campo non solo per le parate, ma anche per la dose di orgoglio e professionismo dimostrato nel finale. Parapiglia compreso.

La cronaca

Pronti via e il Parma è subito in vantaggio. Corre il nono minuto, i crociati battono il primo corner della giornata e Andujar pensa bene di lisciare l’uscita. Il pallone cade a centro area e Palladino è il più lesto a spingere la palla in rete, di potenza. Bene, la partita può iniziare. Il Napoli, punto sul vivo, si butta in avanti: in due minuti una punizione dal limite (bloccata dalla barriera), una discesa sulla fascia di Gabbiadini con Nocerino che salva in corner e tiro dalla media distanza (fuori). Il Parma però non si scompone. Anzi. Pressing, ritmo e inserimenti dei centrocampisti: alla fine sono i crociati ad intimorire ancora gli avversari. C'è però grande confusione e tanti errori di misura, da una parte e dall’altra. Sino al 28’ quando un mezzo pasticcio della difesa crociata permette ad Hamsick di servire un liberissimo Gabbiadini che, con un diagonale chirurgico, infila Mirante nonostante il disperato tentativo di salvataggio di Mendes sulla linea. Il Napoli ritrova l’incitamento dei suoi tifosi, zitti sino a quel momento, e prova ad attaccare ancora. Ma sempre senza continuità. Poi al 33’ una punizione “magica” del Parma, con uno schema mai visto prima. Palladino fa fare un giro al pallone e Jorquera se lo porta avanti due metri e poi conclude dove Andujar non può arrivare. Una volta si scriveva “eurogol”. I tifosi del Napoli fischiano. E Palladino (minuto 42) lotta in area, tira come può: palla alta di poco. L’ultimo sussulto di un primo tempo che il Parma chiude meritatamente in vantaggio.

Secondo tempo La ripresa si apre con una grande parata di Mirante su girata di testa di Hamsik, da corner. Un segnale chiaro del probabile copione del secondo tempo. Entra Callejon al posto di uno spento Zapata, con Gabbiadini che va a giocare da centravanti. E proprio Callejon, su azione insistita del Napoli, conclude in diagonale da pochi passi. Mirante, già a terra, para miracolosamente bloccando il pallone sulla linea. Esce l’ex Gargano, dentro Higuain: Benitez mette in campo l’artiglieria pesante. Il Parma si difende, il Napoli attacca: un canovaccio prevedibile. Minuto 19: Higuain controlla di petto in area e gira di potenza. Mirante respinge. Palla ancora ad Higuain, schiacciata di testa e Mirante stavolta blocca in presa. Passano tre minuti e Gabbiadini porta palla sin quasi al limite e tira a giro: Mirante si tuffa e devia in angolo. Il profumo (o odore a seconda dei punti di vista) è quello dell’assedio. Donadoni toglie Jorquera e mette Mariga. Ma un minuto dopo (27’) Mertens entra facile nella difesa del Parma e, all’altezza del dischetto, segna con un destro telecomandato dove Mirante non può arrivare. Il Napoli non molla la presa. Tocca ad Hamsik tra il 36’ e il 40’ concludere pericolosamente verso la porta di Mirante. Che è sempre attento e bravo a deviare. Come al minuto 42, quando Higuain pesca un diagonale da posizione impossibile e il portiere crociato devia con le unghie quanto basta. Il Napoli vuole la vittoria ma l'ultima occasione è di Mariga.

Parma castiga grandi

Finisce così 2-2 con il Napoli che forse lascia al Tardini le ultime speranze di arrivare in Champions League e con il Parma che mette un'altra grande nel suo carniere. Magre soddisfazioni. Valutazioni difficili da fare in questa stagione maledetta. La speranza è che il Parma prosegua nel suo calvario finale con questo spirito: orgoglio personale e professionismo. Un altro bell'insegnamento al calcio italiano. A prescindere da cosa possano pensare Higuain e soci.

LE PAGELLE

Il migliore MIRANTE 8

Para tutto quello che può ed anche di più. Lotta sino alla fine, oltre il triplice fischio finale per difendere la maglia e l’onore del Parma.

CASSANI 6

Inizia male e si riprende grazie alla sua esperienza.

COSTA 7

Entra e ha subito un problema fisico: il voto alto è per la sua voglia di non mollare.

MENDES 7

Forte. Merita la serie A e lo dimostra, soprattutto quando c’è da lottare e da soffrire.

FEDDAL 6,5

si prende qualche confidenza di troppo ma certamente è una delle belle sorprese di questa ultima parte di stagione.

GOBBI 6,5

corre avanti e indietro, difende e attacca a volte anche in modo impreciso, ma senza mai fermarsi. Commette qualche errore di troppo.

VARELA 6,5

Vale il discorso fatto per Gobbi: non si risparmia, ha intuizioni geniali ma a volte perde palla malamente mettendo in difficoltà i compagni.

MAURI 6,5

Gara di grande sacrificio, con un primo tempo da incorniciare ed un inevitabile calo nella ripresa.

GHEZZAL 6,5

Tanto impegno.

JORQUERA 7

Il gol da solo vale molto. Ma stavolta il regista crociato ha anche dettato tempi e modi della fase offensiva. Favorendo l’inserimento dei colleghi di centrocampo.

MARIGA 6,5

Quasi gol finale e un paio di interventi decisivi in difesa

NOCERINO 7

Grandi ritmi anche per lui, sempre sul pezzo. E soprattutto accompagna la fase offensiva. Importante per la sua fisicità e per la buona tecnica.

LILA 6,5

Sempre irruento, non si tira mai indietro. Qualche eccesso di generosità di troppo: però anche questo serve, in una gara come quella di ieri.

PALLADINO 7

Tecnica e, quasi a sorpresa, anche tanta voglia di lottare che spesso non è nelle sue corde. Segna un gol di rapina e rischia di fare il secondo.

Donadoni 7

Stavolta la squadra ha risposto alle sollecitazioni del tecnico. Che alla vigilia si era esposto affermando di sapere come motivare i suoi ragazzi. Promessa mantenuta. E stavolta anche le scelte del sistema di gioco hanno pagato.

Arbitro GIACOMELLI 6

Cartellini gialli solo per il Parma. Ma non incide sulla gara. Bravo a respingere le pressioni dei partenopei.

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