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Allarme aviaria anche a Parma

Allarme aviaria anche a Parma

27 Maggio 2016,13:24

Monica Tiezzi

Sospesi mercati, fiere e concentramenti di pollame e altri volatili; stop agli spostamenti fuori regione di polli e tacchini; controlli straordinari sugli allevamenti secondo quanto stabilito dal ministero della Salute e dal Servizio prevenzione collettiva e sanità pubblica. Sono gli effetti - validi nella provincia di Parma, come in tutta l'Emilia Romagna - dei focolai di influenza aviaria scoppiati in due allevamenti del Ferrarese.

Dopo la prima ordinanza del 3 maggio (quando era stato individuato il primo focolaio a Maiero, comune di Portomaggiore), la giunta regionale ha emanato, il 18 maggio, un'altra ordinanza che, alla luce della scoperta di un altro contagio (sempre a Portomaggiore), ha rafforzato le misure preventive.

Responsabile dell’epidemia è il virus A ceppo H7N7, uno dei nove sottotipi di virus dell'aviaria, e sfortunatamente (assieme all'H5N7) fra quelli ad «alta patogenicità», ossia alta capacità di propagarsi e pericolosità. Il virus provoca sintomi gravi al sistema respiratorio, digerente e nervoso e può provocare la morte. Gli allevamenti più sensibili al virus sono quelli dei tacchini.

Finora sono stati abbattuti nel Ferrarese 17 mila galline ovaiole nel primo allevamento e 50 mila tacchini nell'altro. Abbattimenti minori sono stati fatti per precauzione in altre aziende limitrofe. Sono inoltre state distrutte uova e sottoposti a a disinfezione tutti i materiali potenzialmente contaminati come mangime, lettiere, veicoli e attrezzature, così come previsto dall'ordinanza. L'ordinanza regionale stabilisce inoltre, nelle zone colpite, il divieto di ingresso nelle aziende di mammiferi domestici e di immissione di selvaggina per ripopolamento. Ad oggi non risultano altri focolai nella zona dove è scoppiato il contagio.

A Parma la situazione è attentamente monitorata in base alle disposizioni ministeriali. «Nel nostro territorio abbiamo solo tre allevamenti intensivi di tacchino e uno di galline ovaiole, più altri quattro allevamenti minori di galline - premette il direttore del Servizio sanità animale Ausl, Mauro Cavalca - La settimana scorsa abbiamo campionato, alla ricerca del virus, una trentina di animali e nessun test è risultato positivo. Un secondo controllo sarà eseguito nella settimana di inizio giugno. Siamo fiduciosi che, dopo gli abbattimenti e la quarantena, l'emergenza si stia gradualmente esaurendo».

Pericoli di contagio per l'uomo? «Il contagio nell'uomo avviene quando si verifica uno stretto contatto con gli animali, ad esempio negli allevamenti familiari. Le norme di sicurezza dei moderni allevamenti prevedono dispositivi di protezione per gli operatori e abbattono notevolmente i rischi - risponde Cavalca - Quanto alla carne commercializzata, da quando sono stati individuati i focolai, e fino a nuovo ordine, in tutte le zone a potenziale rischio è evitata non solo la macellazione ma anche la movimentazione degli animali».

Il virus è stato trasmesso, secondo le indagini dei veterinari, da uccelli selvatici infetti giunti nel primo allevamento. Il ceppo di H7N7 incriminato sarebbe correlato a quelli africani e asiatici isolati in uccelli selvatici.

© Riproduzione riservata

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