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Folorunso: «Il mio sogno olimpico»

Folorunso: «Il mio sogno olimpico»

01 Agosto 2016,13:00

Luca Bertozzi

Lei a Rio e noi da qui a tifare davanti al televisore. Perché non se ne potrà fare a meno di rimanere svegli fino alle 2.30 e trattenere il respiro mentre gareggerà alle sue prime Olimpiadi, in una gara che, nella notte tra il 15 e il 16 agosto, sarà da vivere con gli occhi spalancati e il cuore a mille. Ayomide Folorunso corri forte, fa quello che sai fare, perché ad un’infinità di chilometri di distanza, tutta Parma starà tifando per te. Lo sa la ragazza del Cus Parma Lanzi Trasporti e in forza al gruppo sportivo della Polizia di Stato che le Olimpiadi sono un’esperienza unica e, dalle sue prime parole, è chiaro che «l’obiettivo prima di tutto sarà fare il miglior risultato possibile, nei limiti, naturalmente, che la mia esperienza mi potrà far fare. Sono una debuttante a una manifestazione così grande, se provo a realizzare l’idea ancora non ci credo. Di sicuro metterò tutto l’entusiasmo e l’energia che ho. Se penso alle Olimpiadi mi viene in mente Fabrizio Donato a Londra, il suo bronzo. Oppure i brividi che si possono provare cantando l’inno, sul podio. Vincere un’Olimpiade poi, non so nemmeno raggiungere la sensazione che potrebbe dare un sogno così grande. Per me sono ancora sogni lo so, per questo vivrò Rio prima di tutto come un’esperienza bellissima».

«La cosa che ora mi impressiona di più - racconta ancora - è quando, ad esempio, sento mia madre raccontare di me a qualche sua amica, quando le dice che mi sto allenando per andare a Rio. A volte mi chiedo se stanno parlando veramente di me. Condividere questa preparazione con la mia famiglia, mia sorella, è importante. Sento quanto mi sono vicine, e vivono con me l’attesa che arrivi il grande giorno della gara, il 15 agosto».

Da dove è iniziata questa grande rincorsa verso Rio? «Bisogna tornare ai miei primi passi nell’atletica - sottolinea l'ostacolista -. Andavo a scuola a Fidenza e Gian Carlo Chittolini, allora mio insegnante, nel doposcuola mi portò in questo magico mondo. Ero in prima media, e per due anni fu un gioco per me, che dividevo con la mia altra passione, la musica. Suonavo il violino, quindi non avevo molto tempo per fare altre cose. In terza media ho incontrato Maurizio Pratizzoli, il mio attuale allenatore: lui mi convinse ad andare al campo di atletica e da lì è nato tutto».

«Proprio con lui condividerò il grande sogno di Rio - spiega Ayomide - che fino al 12 agosto sarà a San Paolo. Da lì andremo a Rio, nel villaggio olimpico. Ci saranno 5 ore di fuso rispetto all’Italia: quando il 15 agosto gareggerò, alle 21.30, a casa saranno le 2.30 del mattino successivo. Le qualifiche sono alla mia portata, la semifinale a 24 è il mio obbiettivo. Da qui tutto può succedere. Come mi piace dire, ormai faccio parte del club dei 55’’ ma penso che, per la finale, si dovrà scendere ancora di un secondo. Può succedere di tutto. I 400 ostacoli sono una gara difficile, basta un piccolo sbaglio per veder sfumare qualsiasi sogno, anche quello più alla portata. Oltre agli ostacoli, probabilmente farò la staffetta 4x400: cercherò di dare il mio contributo, mi piace tanto la velocità».

Infine Ayomide conclude: «Gianmarco Tamberi, dopo gli europei di Amsterdam, ha usato parole splendide su di me, e questo mi ha davvero fatto piacere. È una persona straordinaria, dette da lui non possono che fare un gran piacere. Anche se adesso penso che lui a Rio non ci sarà ed è un dolore immenso. Quando si è infortunato, io mi sentivo dentro a un incubo bruttissimo. Non riesco nemmeno a immaginare cosa abbia provato lui. In un secondo ti cade il mondo addosso. Sono quei momenti in cui sarebbe bello far tornare indietro il tempo. Di certo c’è che tornerà più forte di prima e per Tokyo sarà pronto a fare con ancora più rabbia, quello che avrebbe fatto a Rio. E io, tra 4 anni, spero di esserci, cresciuta da questa grande esperienza che sto per vivere».

LA CARRIERA

Ayomide Folorunso ne ha fatta di strada da quelle prime corse nella scuola Zani di Fidenza. Basti pensare che solo quest'anno, nonostante sia nata il 17 ottobre 1996, a neppure vent’anni, ha vinto i campionati italiani assoluti a Rieti nei 400 ostacoli (55’’54), e pochi mesi prima, i 400 piani indoor (53’’60). Sempre in questa stagione primatista nella sua categoria, «Promesse». E lo stesso ha fatto anche nel 2015 dividendo, però, le sue prestazioni tra i 200 e i 400 metri, e i 400 ostacoli. Sono più di 10 i titoli giovanili tra Cadette, Allieve, Juniores e Promesse, oltre a 6 record italiani, e solo nel 2015 due medaglie internazionali: l’argento e il bronzo agli europei di Eskilstuna, rispettivamente nella 4x400 (3’37’’45) e nei 400 ostacoli (58’’44). Sempre in azzurro, nel 2014, 2° posto ai Giochi del Mediterraneo ad Aubagne negli ostacoli (58’’50), oltre al settimo posto (58’’34) ai mondiali juniores ad Eugene (Usa). Una ragazza con un passato già denso di successi, di grandi prestazioni sportive. E con un futuro che, a questo punto, sembra segnato dal talento che si porta addosso. L. B.

© Riproduzione riservata

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