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Gattini randagi in aumento: è emergenza

Gattini randagi in aumento: è emergenza

05 Marzo 2017,10:21

Chiara De Carli

La primavera è ancora lontana, ma le associazioni animaliste sono già in azione. L’inverno abbastanza mite ha infatti anticipato il «calore» e molte delle gatte che vivono per strada, come quelle di proprietà lasciate libere di scorrazzare per i tetti senza essere state sterilizzate, sono già in attesa della prima cucciolata dell’anno. Già tra poche settimane, le schiere dei randagi potrebbero infittirsi aumentando esponenzialmente la popolazione felina che già oggi tocca numeri al limite della sostenibilità. Per evitare il moltiplicarsi di gattini, che quasi sicuramente sarebbero destinati ad una triste fine, le volontarie che accudiscono le colonie feline stanno già provvedendo alla cattura e alle sterilizzazioni del maggior numero di femmine possibile, ma il fatto più triste che si legge dai numeri è che gli abbandoni dei privati superano il numero dei gattini nati nelle colonie feline. «Oltre ad evitare gravidanze indesiderate, l’isterectomia protegge anche da tumori agli apparati riproduttivo e mammario senza pregiudicare, come molti ancora credono, la vitalità dell’animale - sottolinea Anna Mulazzi, presidente del Club Amici Miei -. Le tecniche di intervento, molto meno invasive di un tempo, consentono inoltre la ripresa quasi immediata post intervento. Per questo, nonostante siano ancora molti a guardare con diffidenza alla sterilizzazione del proprio animale da compagnia, effettuare l’intervento già ai sei mesi di vita protegge da patologie future ed è consigliato anche per le femmine che vivono in appartamento».

L’invito a provvedere all’isterectomia è infatti rivolto soprattutto ai privati che dividono la loro casa con cani e gatti. «Nel periodo del “calore” gli animali sono in uno stato di forte agitazione causato dalla variazione ormonale: tenerli in casa può diventare problematico perché tentano di rispondere ad un istinto» confermano i veterinari. «Rimostranze» e richiami ad alto volume che possono protrarsi per settimane ma anche «fughe» che sono anche particolarmente rischiose per le bestiole abituate alla vita domestica, sono le conseguenze della scelta di non sterilizzare, oltre, naturalmente, al dover trovare casa ai nuovi nati. «Spesso ci troviamo a dover affrontare il problema delle cucciolate abbandonate anche a pochi giorni di vita, nonostante sia un reato punito dal codice penale: una situazione che costringe i volontari ad uno sforzo supplementare nella gestione di gattini o cagnolini, visto che per le prime sei settimane devono essere accuditi con assiduità per sopravvivere – aggiunge la presidente di Enpa Parma Lella Gialdi -. Per questo vogliamo rivolgere un appello a non abbandonare i cuccioli: lasciarli con la mamma fino ai due mesi, obbligo comunque previsto dalla legge, non comporta spese aggiuntive per i proprietari e consente ai nuovi nati di superare la fase più critica della crescita con le cure adeguate».

Una volta arrivati allo svezzamento, è possibile poi rivolgersi alle associazioni amiche degli animali per trovare loro una nuova casa «anche se diventa sempre più difficile perché la crisi economica condiziona moltissimo anche gli amanti degli animali, che non possono permettersi di mantenerne oltre un certo numero».

A fronte dell’aiuto per una cucciolata indesiderata, la richiesta delle associazioni è che la madre venga sterilizzata. «Ma il nostro impegno va oltre: non solo ci troviamo a doverci preoccupare dei cosiddetti gatti di nessuno, ma da tempo siamo costretti a offrire aiuto anche a privati che si trovano in difficoltà nel gestire i propri animali e a sostenere il costo dell’intervento di sterilizzazione, ma non possiamo più continuare a sostituirci alle istituzioni visto che le entrate in denaro sono esclusivamente costituite da iscrizioni e offerte». Per sostenere la campagna di sterilizzazione, Enpa sezione provinciale di Parma, Club Amici miei, I Gatti di Maria Luigia, I Gatti del Parco Ducale e Sos Angels hanno aperto un conto corrente bancario unico con intestazione «Campagna sterilizzazione 2017» ed è possibile contribuire con una donazione tramite bonifico utilizzando il codice Iban IT51F0623012700000038278202e.

LETTERA AL SINDACO

Oltre a «puntare» sulla sensibilità dei privati, le cinque associazioni animaliste che si occupano dei gatti randagi della città hanno anche preso carta e penna e hanno inviato in municipio una lettera indirizzata al sindaco Federico Pizzarotti per chiedere di ripristinare i contributi che un tempo venivano stanziati proprio per la sterilizzazione delle gatte.

«Sicuramente sarà a conoscenza del grave problema del randagismo felino, una piaga da cui non è esente nemmeno la nostra città, considerato che le colonie censite sono oltre 600 - è la premessa nella missiva -. Per tentare di contrastare questo fenomeno dilagante esiste un’unica alternativa: la sterilizzazione chirurgica delle femmine, siano esse di colonia o siano di proprietà, soprattutto se appartenenti a quella fascia debole che non può sostenere i costi di questo intervento. La recessione economica porta le classi sociali disagiate a rivolgersi sempre più frequentemente alle associazioni animaliste, che operano allo stremo delle forze e del risicato loro bilancio economico. Fino ad alcuni anni fa il Comune di Parma stanziava una somma annuale di 7.500 euro a beneficio delle sterilizzazioni, iniziativa condotta con Asl e poi interrotta. Proprio in virtù del grande impegno delle associazioni che si fanno carico di contenere il randagismo felino con proprie campagne di sterilizzazione e con accoglienza di cucciolate abbandonate, le amministrazioni precedenti assegnavano ad ognuna di esse un budget annuale di 2.000 euro. Cifra che allo stato attuale sarebbe di grande aiuto a chi solleva l’istituzione da un impegno gravoso ed economicamente rilevante. L’abbandono di cucciolate lo scorso anno è stato enorme. La maggioranza dei gattini è andata incontro a morte orribile. Solo una parte, pur rilevante, è stata salvata grazie ai volontari che si sono presi il gravoso onere, con grandi sacrifici personali, di curarli e portarli allo svezzamento e non dimentichiamo quanto questo fenomeno economicamente incida anche sulla struttura gattile del Polo Animali d’affezione del Comune di Parma».

La richiesta al primo cittadino è quella di «affiancarsi a loro, quale responsabile del benessere degli animali, in una campagna di sterilizzazione non più procrastinabile» sul modello già attivato dal Comune di Milano. c.d.c.

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