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I cacciatori: «La presenza dei lupi è insostenibile»

I cacciatori: «La presenza dei lupi è insostenibile»

09 Febbraio 2016,11:04

Bianca Maria Sarti

Traversetolo

«Nessun allarmismo ma occorre una reale consapevolezza di un problema che fino a 7 anni fa non si poneva».

È stato un iscritto all’Ambito territoriale di caccia Pr4 a rinvenire il lupo investito su via Traversetolo, in prossimità di Piazza, lo scorso lunedì mattina. A commentare il ritrovamento è il presidente e dell’Atc Pr4, Alberto Pazzoni. «Quando il nostro iscritto ha trovato l’animale era già morto, anche se aveva una posizione accucciata – spiega Pazzoni – dai primi esami è emerso che potrebbe essere morto entro circa due minuti dall’impatto. Era un lupo di due anni, robusto e in carne. Dopo aver informato la polizia provinciale dell’accaduto e il Wac (Wolf Appennine Center) lo abbiamo trasferito nella sede dell’Atc in attesa del veterinario incaricato».

La presenza dei lupi nella fascia pedemontana è ormai stabile. Secondo il presidente dell’Atc Pr4, però, non è sostenibile, almeno non sul lungo periodo. «Anche in occasione di un recente convegno – spiega Pazzoni – abbiamo ricordato che il lupo c’è anche in pianura, in un contesto fortemente antropizzato lontano dal suo habitat naturale, ovvero l’alta e media montagna». La migrazione di cinghiali, caprioli e lepri verso i coltivi più appetibili della pianura ha attirato a nord anche i lupi. Perché la presenza del lupo in pianura rappresenterebbe un problema?

«Per prima cosa – risponde Pazzoni – perché il contatto con l’uomo è molto più frequente rispetto alla montagna. In secondo luogo perché i lupi sono in incremento incontrollato: sono i più grossi predatori in Italia, l’ultimo anello della catena alimentare, ed essendo specie protetta dobbiamo conviverci. Il terzo aspetto è che qui in pianura la predazione è molto più facile per i lupi e già registriamo un rapido calo della selvaggina. I caprioli dagli zero mesi a un anno sono spariti. Quando verrà a mancare la preda naturale i lupi volgeranno l’attenzione altrove, ad esempio ai cani».

C’è chi sostiene, invece, che la presenza di un predatore naturale come il lupo possa sostituire il controllo antropico della selvaggina.

«Forse questo può essere vero in montagna – replica Pazzoni – ma è inaccettabile utilizzare il lupo come mezzo per calmierare cinghiali e caprioli sotto fascia, in zone urbanizzate. I controllori dell’Atc agiscono su preciso mandato della Regione e in collaborazione con la Polizia provinciale per garantire il contenimento degli animali, preservandone la presenza. Il lupo, invece, è una presenza inaccettabile perché nel tempo porterà a problematiche più gravi».

Ad esempio? «Oltre agli incidenti stradali, pensiamo alla sicurezza dei cani. Quando manca il cibo naturale i lupi imparano a predare i cani anche nei cortili delle case, dunque molto vicino all’uomo. È sottostimato il numero di cani che nella nostra provincia hanno subito questo tipo di aggressioni».

Cosa suggerite, dunque? «Come coordinamento degli Atc della provincia di Parma – risponde Pazzoni – si cerca di indirizzare la discussione in Regione sul tema del calmierare il numero dei lupi e il loro contenimento lontano da zone urbanizzate attraverso piani di controllo che già sono attuati nei confronti di altri animali».

© Riproduzione riservata

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