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Lupo investito e ucciso vicino a Piazza

08 Febbraio 2016,10:33

TRAVERSETOLO

Bianca Maria Sarti

Nella prima mattina di ieri, lungo via Traversetolo, in prossimità dell’abitato di Piazza, è stato investito un lupo maschio di due anni che, a seguito dell’impatto, è morto sul colpo.

La presenza di un lupo in questa zona non ha stupito il veterinario incaricato dal Parco nazionale dell’Appennino Tosco Emiliano, Mario Andreani, intervenuto sul posto. «Da una decina di anni sappiamo di branchi di lupi stabili nella fascia pedemontana» ha spiegato Andreani.

L’incidente dev’essere avvenuto nelle prime ore del mattino, «Certamente entro le 7,30 - specifica il veterinario – orario in cui la segnalazione da parte di un privato è stata inviata all’Atc locale che l’ha trasmessa a sua volta alla Provincia, la quale ha provveduto ad allertare il Parco nazionale dell’Appennino Tosco Emiliano e la Guardia forestale». Il veterinario è arrivato sul posto alcune ore dopo la segnalazione, pertanto alcuni addetti nel frattempo hanno provveduto a spostare la carcassa dal ciglio della strada per non intralciare il traffico.

L’animale, di circa 30 chili, è stato investito nella parte posteriore: «Se l’auto lo avesse preso in pieno sicuramente sarebbe stato un impatto notevole – spiega Andreani –. L’animale aveva il femore fratturato. Si tratta certamente di un lupo, anche se è in corso l’esame della genetica per verificare eventuali tracce di canino».

L’incidente conferma la presenza del lupo in pianura, anche se è difficile stimare le dimensioni del branco: «Il numero dei componenti del branco può andare da un minimo di due a otto elementi, varia stagionalmente, difficile fare ipotesi» prosegue Andreani. Esiste un pericolo per l’uomo? «Dal XIX secolo a oggi non è accertata alcuna aggressione all’uomo da parte di un lupo – risponde il veterinario incaricato dal Parco –. Il lupo teme l’uomo, mentre potrebbero essere a rischio animali incustoditi o vaganti. Il lupo è un animale molto intelligente che impara ad adattarsi a situazioni diverse».

Ci sono precedenti nella nostra provincia in cui i lupi hanno imparato a considerare i cani come preda. «Esistono solo due branchi che hanno adottato questo comportamento – dice Andreani –. Uno in provincia di Reggio Emilia e uno in quella di Parma, ma non si tratta di questa zona». Chi passeggia col cane rischia un’aggressione? «Con il cane al guinzaglio non c’è nessun rischio – risponde il veterinario –. Se il cane è libero, dipende dall’indole del cane, più o meno aggressiva, e dal rapporto con il padrone, ovvero se ubbidisce al richiamo».

La presenza stabile di lupi rappresenta un rischio per l’equilibrio ecologico? «Il lupo c’è perché c’è abbondanza di preda, altrimenti non ci sarebbe – dice Andreani – e il controllo numerico di una specie da parte di un predatore naturale è certamente più sostenibile di quella artificiale o antropica».

© Riproduzione riservata

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