×
×
☰ MENU

«Mi ha spinta. E io l'ho messo ko con lo spray»

«Mi ha spinta. E io l'ho messo ko con lo spray»

29 Marzo 2019,09:40

Laura Frugoni

«In questi anni mi sono sempre detta: se capita anche a me devo essere pronta».

Come la vedi ti ritorna in mente quella rovente mattina d'agosto, è stato quasi tre anni fa. Enrica Frattini, l'edicolante di Chiozzola, non la dimentichi: per la chioma fulva e per quella verve spumeggiante che ce l'hai o non ce l'hai. Entrano i clienti è lei gli porge il «solito» giornale ben ripiegato senza neanche aspettare che aprano bocca («non per niente faccio questo lavoro da sedici anni»).

In quella mattina d'estate era stata lei a raccontare dell'aggressione subìta da sua madre: spintonata e rapinata alle quattro del mattino da un bandito incappucciato. Venerdì è toccato a lei. Ma Enrica s'è fatta trovare pronta, prontissima. E non resta che ascoltare ammirati come sia riuscita questa wonder woman taglia esse a mettere in fuga il gaglioffo di turno: pensava di metterci un minuto a mettere fuori combattimento una donna. E invece. Enrica l'ha innaffiato di brutto con lo spray urticante. «Ho consumato tutta la bomboletta, volevo essere ben sicura. Sono già andata a comprarne un'altra...», ride.

La bomboletta (assolutamente legale) è poco più grande di un rossetto, di un soave rosa confetto. Ma se la spari negli occhi a chi vuol farti del male l'effetto mozzafiato è garantito: bruciano gli occhi, brucia la gola, fatichi a respirare (meditate donne).

«Ieri mattina ero appena stata a un funerale - racconta l'edicolante, 37 anni e un'aria da ragazza - sono rientrata in negozio poco prima dell'una con il morale sotto il piedi. “Vai a mangiare, chiudo io” ho detto a mia mamma. Pochi minuti dopo ho intravisto una macchina che si fermava qui di fronte, ma più avanti rispetto alla mia vetrina. Ho sentito il rumore della portiera che si chiudeva. Poi è entrato».

Sui trent'anni, carnagione chiara, berretto da baseball, occhiali da sole e sciarpa sul naso. Enrica lo vedeva avanzare e pensava: ci siamo. Troppo bardato («a quell'ora c'era un caldo boia») per non farle sollevare le antenne. E difatti - approfittando del fatto che in quel momento non c'erano clienti - ha subito fatto capire le sue intenzioni: «Dammi i soldi, guarda che non ti succede niente se mi dai i soldi». Nessuna inflessione particolare, scarpe da ginnastica bianche. Le mani infilate nelle tasche del giubbotto.

«Ho avuto paura che avesse una siringa. “questo qua mi rovina la vita per sempre”. Poi mi ha spinto contro il muro dietro il bancone, sul braccio mi è rimasto un livido grosso così».

E' stato lì che Enrica ha azzardato la sua mossa: «La mia bella bomboletta la tenevo proprio qua sotto il banco, ho fatto finta di aprire la cassa... non aveva nemmeno la sicura. Gliel'ho spruzzata addosso tutta. Tutta. E quando ha fatto per tornare verso la porta, ho continuato a spruzzare... volevo essere ben sicura, visto che aveva gli occhiali. Quando finalmente se n'è andato era piegato in due: nella stanza non si respirava più...».

Non s'è dimenticato di salutare con un «vaffa... brutta tr..» prima di prendere la porta e risalire sull'auto dove al 99 per cento c'era il compare con il motore acceso. Anche Enrica s'è precipitata in strada. «No, non mi sono messa a urlare: a che sarebbe servito? Ho chiamato il 113. I poliziotti mi volevano portare all'ospedale. “Signorina, ci sembra provata”. Mi hanno fatto i complimenti per la lucidità e la freddezza. Abbiamo anche scherzato un po': “Non lo sapeva quello che è meglio girare al largo dalle rosse?».

Ride e scherza anche adesso, Enrica. Brava pure a esorcizzare la paura: che è una compagnia antica da domani ancora più di ieri. «Adesso ci rido, sì. Ma la paura c'è. Magari che possa tornare... A stare dietro un bancone ne vedi di tutti i colori: dopo quello che è successo a mia madre mi ero attrezzata - solleva la mazza da baseball che tiene in un angolo - lo spray me l'avevano regalato. Prima lo portavo sempre in tasca, ma poco tempo fa era entrato un paio di volte in negozio un tipo strano: si guardava intorno, gironzolava senza acquistare niente...».

Enrica ci vede lungo: dopo quelle strane visite aveva sistemato la bomboletta sotto il banco accanto alla cassa, ha tolto la sicura per essere più rapida. Vivere così non si dovrebbe, ma per oggi basta parlare di paura con Enrica. Oggi è lei, l'orgoglio delle donne.

© Riproduzione riservata

Commenta la notizia

Comment

Condividi le tue opinioni su Gazzetta di Parma

Caratteri rimanenti: 1000

commenti 0

CRONACA DI PARMA

GUSTO

GOSSIP

ANIMALI