×
×
☰ MENU

Ospizio lager: ci sono altri abusi?

Ospizio lager: ci sono altri abusi?

18 Luglio 2019,14:31

Denunciò tutto: "Nonna coraggio" ha 97 anni

Proseguono le indagini da parte della squadra mobile di Parma per fare definitivamente luce sulla vicenda degli abusi nella casa protetta per anziani Villa Alba di Parma. Ieri sono finite agli arresti domiciliari la titolare della struttura, Maria Teresa Neri di 31 anni, la madre Concetta Elia di 58 anni e la sorella Caterina Neri di 35, tutte e tre impiegate all’interno della casa di riposo.

Durante la trasmissione "Pomeriggio Cinque" s'è parlato della squallida vicenda: è emerso che la signora che ha fatto partire tutte le indagini ha 97 anni. (Leggi)

 

Questa mattina in Questura è stato ascoltato una ex dipendente della struttura che fino allo scorso mese di novembre aveva lavorato a Villa Alba prima di andarsene dopo l’ennesimo litigio legato ai soprusi commessi ai danni degli anziani. Agli inquirenti ha confermato le violenze continue, come anticipato dalla Gazzetta di Parma. 

«Le botte erano all’ordine del giorno - aveva dichiarato al quotidiano - E per tenere tranquilli gli ospiti, per non doversi preoccupare di loro, erano imbottiti di psicofarmaci. Bastava che si sporcassero durante la notte e venivano maltrattate, era sufficiente che si lamentassero di qualcosa per essere minacciate: finirai al cimitero». Una testimonianza che conferma quanto ascoltato nelle intercettazioni ambientali che riassumono mesi di crudeltà e minacce.
La vicenda di Villa Alba ha riportato al centro del dibattito il tema del controllo su questo tipo di strutture. "Ben venga una collaborazione tra pubblico e privato nell’erogazione dei servizi - scrive ad esempio la Cisl Pensionati - ma delegare non significa certo lasciare mano libera e far finta che nulla succeda o sia successo».
«'Il numero di case famiglia per anziani è più che raddoppiato dal 2007 ad oggi a Parma» sottolinea invece Paolo Bertoletti della Spi-Cgil che denuncia anche «il crescere di una attività assistenziale con scarse norme da seguire». Norme che chiede oggi anche l’assessore al welfare del comune di Parma Laura Rossi che denuncia: «il regolamento in materia approvato in consiglio comunale è bloccato da un ricorso al Tar».

 

 

Ingiurie

«Una maiala sei, proprio una maiala. Porca miseria, mamma mia, che schifo»

Schiaffi
Nelle intercettazioni si sentono il rumore degli schiaffi e le lamentele degli anziani.

Minacce
«Fai schifo come mangi, non sai nemmeno aprire la bocca. Guarda che ho il coltello in mano e posso tagliarti quando voglio!»

Fanno venire i brividi, ma bisogna leggerle, ascoltarle e diffonderle: sono le frasi che, sulla base delle intercettazioni, vengono attribuite alle persone coinvolte nell'inchiesta sui maltrattamenti. E partono dalle invocazioni di una degente:

Un'anziana
Una degente, costretta a letto, chiede aiuto: «C'è qualcuno per favore che mi venga a liberare, non sono mica una ladra. Venite, per favore, non sono una ladra!»

La morte
«Ti senti morire? E va beh muori dai, qual è il problema?»

118 in ritardo
Tra le accuse, quella di aver ritardato la chiamata al 118 per una paziente che stava male: «Se la mandiamo all'ospedale ci tolgono anche lei. Per questo non la sto mandando in ospedale, almeno fino a quando non ci entra qualcuno».

Solitudine
A un'anziana affezionatissima a sua sorella: «Stai morendo, secondo me. Così vai al cimitero e raggiungi tua sorella. Sì, eh, è morta. E adesso muori anche tu e vai insieme a lei al cimitero». Non era vero, la sorella era viva, nella stanza accanto.

Furti
Una arrestata è accusata di aver rubato materiale sanitario: «Un po' di roba l'ho presa comunque. Ho preso tre o quattro confezioni di guanti».

© Riproduzione riservata

Commenta la notizia

Comment

Condividi le tue opinioni su Gazzetta di Parma

Caratteri rimanenti: 1000

commenti 0

CRONACA DI PARMA

GUSTO

GOSSIP

ANIMALI