×
×
☰ MENU

Rapina in tabaccheria con il cacciavite

22 Febbraio 2016,12:20

Laura Frugoni

Ce n'è stata un'altra: di già. Molto simile, troppo simile alla rapina di venerdì all'edicola di Chiozzola, anche se quella resterà nell'archivio delle «incompiute», merito della coraggiosa reazione della titolare che aveva innaffiato il rapinatore con lo spray urticante.

Questa volta invece non ci sono stati intoppi, l'uomo che ieri mattina ha fatto irruzione nella tabaccheria di strada Benedetta è riuscito a mettere le mani sull'incasso: bottino piuttosto striminzito, ma alla fine non nemmeno è quella la cosa più importante. Lo è senz'altro di più il fatto che anche ieri c'era una giovane donna terrorizzata dietro il bancone: Simona, come Enrica (l'edicolante di Chiozzola), gestisce il negozio insieme alla madre, e anche a loro due era già successo, non è stato un battesimo della rapina.

Nella prima madre e figlia erano insieme, ieri i cinque minuti di passione sono toccati solo a Simona, che adesso - non appena i poliziotti hanno finito con le domande - nasconde il viso terreo dietro gli occhiali da sole e non vede l'ora di andarsene via. «Non dico nulla», scuote la testa, poi però un paio di cose le dice, che bastano e avanzano a dare l'idea di cosa significhi trovarsi in balia di un tizio con un passamontagna e un cacciavite in mano. «Mi diceva stai ferma lì e non ti muovere», e intanto lui faceva il giro del bancone e prelevava i soldi dalla cassa. «Se chiami qualcuno sei rovinata», le ha sibilato prima di prendere la porta.

Simona ha aspettato un paio di minuti prima di riprendersi da quel cortocircuito di sorpresa e paura, poi ha lanciato l'allarme. Poco dopo strada Benedetta (la tabaccheria si trova proprio accanto al circolo Avis Cristo, l'unica rivendita aperta era l'edicola dall'altra parte della via ma nei raid sono così fulminei è praticamente impossibile che il tuo dirimpettaio se ne accorga) era zeppa di polizia e carabinieri: l'indagine è passata agli uomini della Squadra mobile e si vede che «friggono» come quando sanno che bisogna chiuderlo in fretta, 'sto maledetto cerchio: due agguati in quattro giorni sono troppi. Tanto più che questi due hanno fruttato ben poco: la prima volta neanche un euro, ieri duecento-duecentocinquanta al massimo. Se il copione è quello che s'immagina (quasi sempre c'entra la droga, questa gente ha un irrefrenabile e quotidiano bisogno di soldi) difficilmente smettono da soli. Vedi Guglielmone, diventato l'incubo delle cassiere dei sotto Natale: ha smesso quando 'è ritrovato in manette.

E' presto per essere sicuri di avere di fronte un seriale, e non è detto che faccia tutto da solo (fuori c'è sempre una macchina in attesa: probabile che al volante ci sia un complice e magari si alternino negli agguati: una volta tocca a me e una a te, giusto per confondere le acque).

Per ora ci solo indizi, ma se si mettono a confronto i due agguati è forte la sensazione di dejà vu : stesso orario (tarda mattinata), stesso orizzonte periferico (una strada fuori mano, trafficata e con parecchie vie di fuga). L'obiettivo sempre un negozio «comodo» con la vetrina che s'affaccia sulla strada. Infine, e se dovesse risultare solo un caso non pare meno inquietante, dietro il bancone ci sono sempre donne sole.

Anche quello di ieri era un uomo giovane, di corporatura esile, piuttosto alto. Nessuna inflessione particolare nella parlata.

«E' la quarta volta che ci succede qualcosa: siamo stati rapinati, derubati... adesso basta, non ne possiamo più», sbotta Cinzia, la mamma di Simona, che non ha dimenticato quella sera d'aprile - era il 2010 - in cui si ritrovò con la figlia in balia di due banditi armati di pistola.

© Riproduzione riservata

Commenta la notizia

Comment

Condividi le tue opinioni su Gazzetta di Parma

Caratteri rimanenti: 1000

commenti 0

CRONACA DI PARMA

GUSTO

GOSSIP

ANIMALI