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Testimonial di bellezza al Labirinto

Testimonial di bellezza al Labirinto

21 Marzo 2016,07:30

FONTANELLATO

Chiara De Carli

«Utopia» era, secondo Tommaso Moro, il nome di un paese ideale, di un’isola-che-non-c’è. In seguito la parola si è trasformata nel sinonimo di progetti non realizzabili. «Utopia» è probabilmente la parola che è venuta in mente a chi, quasi quarant’anni fa, ha sentito per la prima volta Franco Maria Ricci esprimere l’intenzione di realizzare un labirinto nella bassa parmense. A Fontanellato, più precisamente, sui terreni che sono da generazioni di proprietà della sua famiglia. «Forse è colpa dell’età, ma ormai penso a questo labirinto di bambù soprattutto come a un lascito. Ad un modo di restituire, ad un lembo di Pianura Padana che comprende Parma, il suo contado e le città vicine, almeno una parte del molto che mi ha dato» diceva Ricci prima dell’inaugurazione del maggio scorso. Oltre dieci anni di lavoro e parecchi milioni di euro dopo quella visione, Fontanellato riceveva «in dono» una delle strutture più incredibili del mondo: il labirinto in bambù e la magnifica corte-museo che lo rende un gioiello già meta dei turisti che, da tutta Europa, arrivano in Italia per visitarne i luoghi più affascinanti. Un’utopia diventata realtà affinché tutto il territorio ne potesse beneficiare, quindi, com’è successo anche in altri luoghi d’Italia riportati a nuova vita dalle idee degli imprenditori che da lì sono partiti per dare la scalata al mondo.

Storie di talenti diversi, ma che hanno nel modo di condividere il successo con tutto il territorio di origine un filo che le accomuna. Racconti affascinanti che la Fondazione Franco Maria Ricci vuole ora far arrivare sul palco di quel meraviglioso scrigno di tesori che è il Labirinto grazie al ciclo di incontri «Utopie - Imprenditoria e valorizzazione del paesaggio italiano», in programma da giovedì e che avrà come ospiti imprenditori conosciuti a livello mondiale che con Ricci condividono la stessa filosofia.

Il primo a varcare il portale di accesso della struttura della Masone di Fontanellato, per gli incontri che vedranno come moderatore d’eccezione lo storico dell’arte Marco Riccomini, sarà Brunello Cucinelli, il re del cachemire. Poi sarà la volta di Oscar Farinetti, numero uno di Eataly; di Laura Zegna, nipote di Ermenegildo e presidente dell’Oasi Zegna; degli architetti Davide Dutto e Pier Carlo Bontempi, che hanno «prestato» il loro genio a rendere realtà il sogno di Franco Maria Ricci; e infine Davide Bollati, presidente di Davines, che presenterà la «casa della bellezza sostenibile» in fase di realizzazione alle porte di Parma.

«La Fondazione Franco Maria Ricci ha come scopo principale la promozione del bambù come soluzione di mascheramento delle brutture del paesaggio industriale, iniziativa voluta fortemente da Ricci stesso, ma anche di incentivare, più in generale, un miglioramento del territorio. Quando si parla di cura del paesaggio si intende solitamente il mantenere lo scenario intatto, ma ci sono anche attività non conservative che permettono una valorizzazione positiva: penso alla creazione di giardini. In questa direzione vanno le “utopie” degli imprenditori che parteciperanno agli incontri in programma al Labirinto» spiega Edoardo Pepino, direttore della Fondazione Franco Maria Ricci.

Dopo le tante mostre e le iniziative legate all’inaugurazione del labirinto, che hanno visto la Fondazione in prima linea, ora a Fontanellato si riporta al centro la «mission» di promozione della bellezza. «E’ importante capire quali sono in Italia le altre persone che si stanno muovendo nella direzione della valorizzazione o del miglioramento del paesaggio senza rinunciare a fare industria. Non necessariamente per creare produttività si deve compromettere un paesaggio: anche il business può essere “bello” e le persone che abbiamo voluto invitare ci portano esempi di questa filosofia. Cucinelli, ad esempio, ha creato benessere a Solomeo, suo luogo di nascita, restaurando il borgo e creando nuove attività. Farinetti invece ha ripristinato la tenuta di Fontanafredda conservandone gli aspetti storici ma dando anche lo stimolo per la crescita culturale in un ambiente particolarmente innovativo e piacevole e facendola così diventare un punto di riferimento anche per i residenti della zona: il futuro che noi vediamo per il Labirinto».

© Riproduzione riservata

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