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Addio a Petrini, titolare dell'Aquila Romana

Addio a Petrini, titolare dell'Aquila Romana

24 Giugno 2017,09:33

NOCETO

Mariagrazia Manghi

Si è spento a Noceto alla soglia dei 90 anni il cavalier Giorgio Petrini. A lui, al suo lavoro appassionato e capace si deve la fama del ristorante Aquila Romana, che ha portato il nome di Noceto in tutta Italia e anche all’estero. Insieme alla moglie, la signora Mina, per mezzo secolo ha brillato nell’universo della cucina italiana. La stella Michelin che aveva ricevuto negli anni ‘70 e di cui andava tanto orgoglioso aveva premiato un’attività plasmata intorno alle sue straordinarie doti di sapienza, umanità e signorilità. “All’Aquila Romana si stava bene” è la sintesi di chi ha frequentato negli anni le sale eleganti che si affacciavano su via Gramsci guardando la piazza della Rocca. Un successo ottenuto con la cortesia, la grazia, il servizio accurato, le tavole con tovaglie candide apparecchiate di cristalli e posate di tutte le dimensioni, le sedie di velluto rosso e i grandi luminosi lampadari, la storia appesa alle pareti e sopra tutto con il fascino del cavaliere, che descriveva con garbo e delicatezza le portate e i vini e faceva sentire gli ospiti al centro di mille attenzioni. Un’alchimia di eleganza e cura su solide fondamenta di sapori. «Si mangia quel che passa il convento» era la dicitura di una targa ben in vista sulla porta della cucina. Piatti della tradizione parmigiana con qualche divagazione nella cucina veronese, sua terra d’origine. E una cantina mitica. Giorgio Petrini era sfollato a Noceto durante la guerra. Era entrato subito nel cuore della comunità: appassionato sportivo ha militato nel triennio 1946 -1949 nello “squadrone” locale di calcio in prima divisione sotto la guida del presidente Enrico Belletti ottenendo un primo e due secondi posti. Si è sposato con Mina nel 1960 e ha avuto due figlie Fiorenza e Beatrice che ancora oggi proseguono l’attività di ristorazione nel Pub 19-28 di via Cairoli, dove hanno trasferito, rinnovando le proposte, il rigore e la disciplina imparate dal papà. «I clienti lo ricordano per il garbo, l’amabilità e la galanteria e in tanti ci stanno dimostrando sincero affetto e vicinanza – racconta Fiorenza la primogenita – in famiglia era fermo e determinato, severo, inflessibile. Dirigeva il lavoro con lo sguardo, pretendeva tanto. Ci ha insegnato il mestiere, ci ha trasmesso la passione, era risoluto e generoso, sosteneva l’importanza di far del bene e poi buttarlo nel mare. Prima o poi sarebbe tornato». Studi classici, uomo di grande cultura, Petrini era stato membro della Confraternita del culatello superiore, cavaliere della Repubblica e commendatore e uno dei primi ad ottenere il titolo di Chevalier du Tastevin. A Noceto era stato insignito del premio San Martino nel 1992. Il ristorante Aquila Romana è stato per quasi 50 anni la tappa golosa di clienti in trasferta verso il mare. A Noceto arrivavano pullman da tutto il Nord Italia per sperimentare la cucina della signora Mina e incrociare un calice di buon vino con il cavaliere dall’animo gentile. Giorgio raccontava le proposte del menù e versava dall’alto il vino con un’ampolla dal cannello lungo. Per ogni portata un diverso abbinamento. Come magìa finale incendiava il dessert flambè. Alle signore il cavaliere donava un sorriso e una rosa; avventori e habituè uscivano in strada felici e rilassati. «Con il cavaliere scompare un amico e un punto di riferimento per tanti nocetani. Con la sua famiglia ha dato lustro al nostro paese – ha lasciato il suo ricordo il sindaco Fabio Fecci – ha saputo tenere in equilibrio le capacità professionali con la gentilezza, la simpatia, l’accoglienza. Era un piacere ascoltare le sue magnifiche descrizioni delle eccellenze della nostra cucina e del buon vino. Appassionato sportivo adesso giocherà nella squadra in cielo tra le nuvole che il suo amico Gildo Mellini aveva così ben descritto e insieme tiferanno ancora per Noceto».

Giorgio Petrini lascia la moglie Mina con la quale aveva condiviso l’impresa dell’Aquila Romana e che si è ritirata insieme a lui, le figlie Fiorenza e Beatrice e il genero Giuseppe De Michele. Il rosario verrà recitato questa sera alle 21 nella Chiesa di Noceto. Il funerale si svolgerà domani, lunedì, con partenza da Vaio alle 16 e arrivo a Noceto alle 16.30.

© Riproduzione riservata

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