×
×
☰ MENU

Dopo San Valentino arriva San Faustino, protettore dei single e... di Sorbolo

Dopo San Valentino arriva San Faustino, protettore dei single e... di Sorbolo

14 Febbraio 2020,09:06

Cuori solitari più che raddoppiati negli ultimi vent'anni: il 13% degli italiani

Dopo dopo San Valentino arriva San Faustino (e il fratello san Giovita), il protettore dei single ma anche di Sorbolo. Perchè i single? Perché secondo la tradizione e la leggenda il santo aiutava le giovani ragazze a incontrare il proprio amore. Non solo, il Faustino appunto deriva da da Fausto, fortunato, e come tale adatto a propiziare la ricerca dell’ anima gemella a chi non ce l’ ha. Ma sembra più probabile che ci sia un aspetto commerciale dietro questa "apparente" coincidenza: la ricorrenza infatti arriva il giorno dopo la festa degli innamorati, quindi è stata colta la palla al balzo.

Chi è San Faustino (e San Giovita)

San Faustino e San Giovita erano due nobili bresciani diventati cavalieri. Nel II Secolo furono convertiti e battezzati da Sant'Apollonio, (all'epoca) vescovo di Brescia. Furono  impegnati nell'evangelizzazione ed erano efficaci predicatori tanto che il vescovo nominò Faustino presbitero e Giovita diacono. Era il periodo della persecuzione voluta da Traiano, questo non li rese molto simpatici in zona. Anzi. L'imperatore Adriano, arrivato dopo, non cambiò rotta e ordinò di continuare nella persecuzione. Faustino e Giovita, di certo, non smisero la loro attività di evangelizzazione e furono incercerati. Intanto l'imperatore, di ritorno dalla Gallia, si fermò proprio a Brescia.  Proprio lui chiese ai due giovani di adorare il dio sole, ma essi si rifiutarono. Adriano ordinò che fossero dati in pasto alle tigri e ai leoni, ma queste belve, in gabbia con loro si accovacciarono mansuete ai loro piedi. Venne ordinato che i giovani fossero messi al rogo. Ma anche qui il fuoco non toccò nemmeno i loro vestiti. Vennero messi in carcere (e torturati) a Milano e poi a Roma, dove furono dati in pasto a tigri e leoni nel Colosseo.  Anche stavolta le belve non li toccarono. Furono imbarcati e mandati a Napoli: al loro passaggio una tempesta si tranquillizzò. Venne deciso di abbandonarli in mare su una barca: l'imbarcazione tornò a riva spinta dagli angeli.  Nulla da fare: troppa gente si convertiva alla notizia di questi miracoli. Venne deciso per la decapitazione a Brescia proprio il 15 febbraio. Faustino e Giovita divennero i santi patroni di Brescia nel 1438: durante l'assedio dei milanesi, il 13 dicembre 1438, secondo la leggenda, i due santi apparvero sulle mura della città e aiutarono i bresciani a vincere i milanesi respingendo le palle delle cannonate a mani nude.

Sorbolo

I due Santi sono patroni anche di Sorbolo dove, secondo la tradizione, avrebbero sostato durante l'ultima deportazione verso Brescia.
 

 

© Riproduzione riservata

Commenta la notizia

Comment

Condividi le tue opinioni su Gazzetta di Parma

Caratteri rimanenti: 1000

commenti 0

CRONACA DI PARMA

GUSTO

GOSSIP

ANIMALI