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Rubato l'amplificatore della chiesa: e la recita di Natale? Salvata da un «angelo»

Rubato l'amplificatore della chiesa: e la recita di Natale? Salvata da un «angelo»

21 Dicembre 2017,11:27

Mara Varoli

«Ah se il tempo fosse un gambero» c'è chi avrebbe presidiato l'oratorio per non far entrare quei soliti ignoti.

Quei balordi che invece nella notte sono riusciti a mettere a segno il colpo che ha portato via tutta l'attrezzatura per la recita di Natale. Ma l'arrivo di un «angelo» a bordo di un furgone ha salvato lo spettacolo e riportato il sorriso nei piccoli attori.

Una favola nella favola, che è andata in scena nella parrocchia di San Marco di via Teresa Confalonieri Casati, zona via Silvio Pellico. La favola è la libera interpretazione della commedia musicale scritta da Iaia Fiastri e Bernardino Zapponi nel 1986 e diretta da Pietro Garinei: «Ah se il tempo fosse un gambero», ovvero il titolo dello spettacolo che ben 23 bambini con l'aiuto delle catechiste e registe Marika Olivieri, Elena Pescatore e dei direttori del coro e delle musiche Luca Dolfi e Maria Chiara Chierici hanno preparato con impegno e sacrificio in ben tre mesi e mezzo, con più prove settimanali. E' la storia di Adelina e di un diavolo di serie C, che le tenta tutte per portarla sulla via del peccato: da piazza Ghiaia al Lungoparma, la missione del rosso tentatore fallisce, là dove il bene vince sul male. Così è sul palco e nella realtà, perché la recita, tanto tradizionale quanto seguita da tutta una comunità, ha rischiato di andare in fumo, se non fosse stato per l'aiuto di questo «angelo» custode.

«E' successo nella notte tra domenica e lunedì, almeno così pensiamo - spiega Marika Olivieri -. Probabilmente i ladri sono entrati addirittura dalla porta principale dell'oratorio, anche se abbiamo trovato la maniglia della porta di sicurezza completamente rotta, ma da lì è impossibile che siano passati perché si apre solo dall'interno. Sta di fatto che hanno portato via l'amplificatore, l'occhio di bue e l'attrezzatura che serve per gli spettacoli. Insomma, circa 3mila euro di materiale».

Un vero guaio. Dopo la prima recita di domenica pomeriggio, con una sala gremita di spettatori, per una commedia applauditissima, la replica era fissata per il martedì sera, con un pubblico altrettanto numeroso e con un cast di piccoli attori che non vedeva l'ora di ritornare in scena. Ma cosa è successo? Che l'attrezzatura di luci e suoni era sparita e il sipario rischiava di rimanere chiuso per una favola di Natale tanto attesa quanto riuscita. Con la delusione di tutti questi bambini, che avevano imparato la parte da veri professionisti. «Quando martedì sera, alle 20, siamo arrivati all'oratorio per la replica - continua Marika - ci siamo accorti del furto: un'attrezzatura comprata dalla parrocchia, con le donazioni dei genitori e di tutta la comunità. Non sapevamo come fare, così abbiamo chiamato la persona che solitamente ci supporta per la strumentazione, Pietro Manzini, che in un battibaleno è arrivato in parrocchia con un impianto d'emergenza e senza farci pagare nulla: è lui che ci ha salvato». Una favola nella favola, che per una volta è finita meglio del previsto, con tanti applausi in sala. Rimane la ferita del grosso furto, come dice don Roberto Dattaro: «Una ferita aperta: la polizia farà luce sull'accaduto - dice con amarezza don Roberto -. Abbiamo subito altri piccoli furti, ma questo è stato brutto: meno male che il signor Pietro ci ha soccorso e che i bambini hanno potuto fare la loro recita di Natale».

© Riproduzione riservata

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