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E' morta l'anziana investita in via Pellico

E' morta l'anziana investita in via Pellico

28 Maggio 2017,11:05

Laura Frugoni

Un'altra tragedia delle strade, un altro anziano che se ne va, vittima troppo fragile di uno schianto che non dà scampo.

Non ce l'ha fatta Ester Minoli, la pensionata di 77 anni che venerdì pomeriggio era stata investita da un'auto in via Silvio Pellico. Un'agonia durata una notte, un'alba e una mattina, nel reparto di Rianimazione dov'era stata trasferita immediatamente, dopo l'arrivo in ambulanza al Maggiore. Drammatico l'ultimo bollettino: «condizioni gravissime», fino a metà pomeriggio. Poi il lumicino di speranza si è spento.

Aveva mangiato un gelato, Ester, pochi istanti prima di rovinare sull'asfalto di quell'incrocio. Una piccola e fresca gioia
in un venerdì di primavera torrida, una passeggiata senza allontanarsi troppo da casa: poi l'impatto con la macchina, il buio.

Erano le due del pomeriggio quando l'anziana è stata travolta da una Volkswagen Golf, alla guida una donna di 65 anni: la dinamica dello schianto è tuttora al vaglio degli agenti dell'infortunistica della polizia municipale. Certo è che in quel punto - proprio all’altezza dell'incrocio di via Pellico con via Casati Confalonieri - già in passato c'erano stati incidenti, anche gravi. Ester probabilmente stava accingendosi ad attraversare, quando è arrivata la Golf: poco più indietro le strisce pedonali sopraelevate, è probabile che - complice la «spinta» del dosso, il riverbero del sole davanti, la penombra dei tigli che costeggiano via Pellico e riducono la visuale - l'automobilista non abbia visto la figura minuta di Ester.

La pensionata è stata soccorsa immediatamente da un grappolo di persone, è arrivata l'ambulanza del 118 che l'ha trasportata nell'area codici rossi del pronto soccorso, ma viste le condizioni assai critiche è stato disposto il trasferimento in Rianimazione.

Ester Minoli se n'è andata, nove giorni fa era toccato ad Odoardo Giovati: medaglia d'oro Barilla e maestro del lavoro, Odoardo aveva 81 anni, tre in più di Ester e anche lui era stato buttato a terra da una macchina mentre attraversava la strada con la sua inseparabile bicicletta. Neanche tanto lontano da via Pellico, quest'altro schianto mortale: Odoardo era stato travolto in via Spezia, in una tranquilla domenica pomeriggio. In una carreggiata tutt'altro che intasata di traffico. Lui ha lottato più giorni in ospedale, fino al giovedì successivo. Poi, si è arreso anche Odoardo.

Due anziani morti sulle strade, in nemmeno dieci giorni. Tragedie che lasciano increduli, sbigottiti. «Andavo piano, proprio non l'ho visto», si disperava l'automobilista che aveva travolto Edoardo.

Per ciascuna di queste tragedie arriveranno le risposte «tecniche»: dai rilievi, dalle testimonianze. Ma resta il fatto che queste sono le punte più drammatiche di qualcosa che succede tutti i giorni, con una frequenza impressionante. Troppe manovre azzardate, distratte, troppo poco rispetto del codice della strada, anche nei gesti minimi. E sono altri incidenti, altri feriti. Anche ieri: un motociclista centrato da un'auto in via Emilia Est, un ciclista in via Zarotto. In un attimo si rischia la vita, per un soffio si muore.

Originaria di Tarsogno

Era di Tarsogno Ester Minoli. Aveva 77 anni ed era molto conosciuta nel proprio paese natale, in Valtaro ma anche in gran parte della nostra provincia e nella vicina Liguria, per aver gestito fino a qualche anno fa l’albergo Miramonti di Tarsogno, uno dei locali più frequentati e apprezzati per la buona cucina, quella tipica della montagna ma anche quella ligure. Camere e tavolate sempre occupate, specialmente nel periodo estivo, quando salivano ad alta quota turisti e villeggianti.

Nata nel 1939 a Codogno di Albareto, giovanissima era emigrata in Inghilterra alla ricerca di un posto di lavoro. A Londra aveva iniziato la sua professione nel campo della ristorazione, prima come cameriera in vari ristoranti londinesi e poi come cuoca in alcuni famosi hotel. A Londra aveva conosciuto e poi sposato Angiolino Bertolotti di Boresasco di Tarsogno, scomparso dieci anni fa stroncato da un infarto, un abile chef apprezzato dai buongustai e punto di riferimento per cene e banchetti. Ester e Angiolino insieme restarono oltre Manica per oltre vent’anni, lavorando ai fornelli con passione ed entusiasmo. Seppur ben integrati in quel Paese, erano molto legati a Tarsogno e ogni anno passavano le loro vacanze nella loro casa a Costa di Boresasco.

Appena accumulato un discreto risparmio, negli anni Ottanta esaudirono il loro desiderio: tornarono definitivamente a Tarsogno e acquistarono l’albergo Miramonti. In quel locale, grazie al loro carattere e alla loro professionalità, seppero creare un vero e proprio tempio per i buongustai della vallata e per i turisti: resterà famoso il loro risotto ai funghi porcini, la bistecca e la tagliata di carni genuine e nostrane. Cinque anni fa la decisione di chiudere per sempre e mettere in vendita il locale. Ester si trasferì a Parma per essere vicina all’unico figlio Guido e alla nuora Romina, però tornava spesso in paese per salutare i suoi tanti amici, far visita alla tomba del marito, passare qualche ora nei suoi boschi e aprire ancora una volta il suo appartamento. G.C.

© Riproduzione riservata

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