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Giani: «Vedo il Palasport e ho un groppo in gola»

Giani: «Vedo il Palasport e ho un groppo in gola»

15 Febbraio 2018,12:37

VITTORIO ROTOLO

Sta facendo grandi cose a Milano, da allenatore della Revivre in SuperLega, ma il suo cuore è rimasto a Parma. Sinonimo di casa, la nostra città, per Andrea Giani, che ha vissuto una mattinata speciale, dirigendo l’allenamento della squadra femminile del Liceo scientifico Bertolucci,

«L’amore che queste ragazze nutrono per lo sport è travolgente. Me ne accorgo dai loro sguardi» ha detto Giani. «Credo che Parma abbia davvero bisogno di ritrovare la passione e l’entusiasmo di una volta».

Si riferisce al fatto che, nella pallavolo, questa città non esprime da anni una formazione di vertice?

«È un problema che non riguarda soltanto il volley, ma pure le altre discipline. All’epoca della Maxicono, a Parma si vincevano coppe europee nel calcio, scudetti e trofei nel rugby e nel baseball. C’era una squadra di pallacanestro femminile ai massimi livelli. Per non parlare delle strutture, funzionali ed all’avanguardia. Oggi, invece, se guardiamo il Palasport viene un groppo alla gola...».

Al di là dei successi, cosa le è rimasto dentro di quegli anni vissuti da giocatore a Parma?

«L’entusiasmo che percepivi in ogni angolo della città. La gente era in fibrillazione, viveva in attesa dell’evento sportivo. A livello personale, poi, il contatto umano e lo scambio di esperienze con atleti e tecnici di altri sport sono stati preziose fonti di arricchimento. Posso raccontarle un aneddoto?».

Dica pure.

«Nel 1994, rientrai dal Mondiale con una spalla a pezzi. La parte fisioterapica, allora, non era curata e sviluppata come oggi. Ricordo che un giorno, nella sala pesi del palazzetto, i due lanciatori americani della squadra di baseball mi indicarono gli esercizi che avrei dovuto fare, per risolvere il problema. Grazie ai loro consigli, la mia spalla guarì presto».

Veniamo all’attualità. Come giudica la sua stagione a Milano?

«A livello di rendimento viviamo una fase di crescita, anche rispetto alle stagioni precedenti. Il proprietario del club, Lucio Fusaro, che è stato giocatore ed allenatore, doveva capire che la pallavolo non è più quella di qualche decennio fa. Per affrontare al meglio un massimo campionato, prima ancora che una rivoluzione a livello di roster, serviva un cambio di passo, in termini di idee. È in questa direzione che abbiamo operato. La SuperLega esprime valori tecnici importanti, ma noi puntiamo ai play-off. Tuttavia, a me non piace mettere limiti alle ambizioni. Dobbiamo proporre un’idea di gioco che diverta il pubblico e che faccia divertire noi stessi».

Nel frattempo deve pensare pure alla Germania.

«Agli ultimi Europei abbiamo fatto qualcosa di straordinario, conquistando l’argento. Ora faremo alcuni test amichevoli con formazioni di primissima fascia: l’obiettivo è scalare posizioni nel ranking e preparare le pre-qualificazioni olimpiche, che inizieranno nel 2019».

Cosa sta imparando dall’esperienza all’estero?

«Una cosa che esula dal campo e che mi ha colpito, è lo spirito di sacrificio di tanti giocatori. Sia in Slovenia che in Germania, ci sono giovani atleti che riescono a conciliare perfettamente gli impegni agonistici con gli studi universitari. Vivono lo sport come un’esperienza formativa: aspirano sì a diventare professionisti, ma nel frattempo costruiscono il proprio futuro aprendosi nuove strade».

© Riproduzione riservata

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