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I vincenti: «Così abbiamo espugnato il nostro collegio»

05 Marzo 2018,12:16

KATIA GOLINI

Giovanni Tombolato

«Farò di tutto per restare quello che sono: una persona normale a disposizione di tutti i cittadini. Anche di chi non ha votato per me». Garantisce presenza sul territorio e costanza nell'azione politica, Giovanni (Gian Battista) Tombolato, ormai certo della vittoria sua personale e della Lega, il partito in cui milita praticamente da sempre («faccio parte del direttivo federale, sono presidente nazionale Emilia» precisa).

Entrerà in Parlamento come deputato con un proposito chiaro in mente: «Così come ho fatto in campagna elettorale, resterò sul territorio a contatto con la gente. E' una promessa. Non sono di quelli che cambiano il numero di cellulare una volta raggiunta la meta».

Originario di Padova, si è trasferito nel parmense una quindicina di anni fa («Per amore» dice). Imprenditore agricolo («ho fondato una azienda agricola biologica nel comune di Solignano»), ha 58 anni, vive a Medesano, è sposato. La notte di domenica l'ha trascorsa interamente sveglio e in gran parte al seggio elettorale di Felegara, lo stesso in cui ha votato, per seguire lo spoglio in diretta. «Ho fatto una campagna elettorale incentrata sulle persone. Ho incontrato tanta gente, parlato e ascoltato tutti. Sentivo la loro vicinanza, la fiducia riponevano in noi».

Nonostante ciò, il neo deputato non si aspettava una vittoria così netta: «Che avremmo fatto un buon risultato era nell'aria, ma non mi aspettavo che potesse essere di queste proporzioni» ammette.

Rammenta il lavoro fatto in campagna elettorale con una punta di orgoglio: «Ho fatto incontri ogni sera con gruppi di persone che poi lavoravano per me nel territorio. Abbiamo allestito i gazebo in diversi paesi del Parmense. La cosa che mi è rimasta più impressa? Le mani screpolate che ho stretto, mani di lavoratori, di gente che produce e fatica ogni giorno».

Elettori alla ricerca di una speranza, secondo Tombolato: «Gli italiani ci chiedono di essere rimessi al centro della vita politica, di essere ascoltati, di avere referenti attenti ai problemi delle persone, presenti nel territorio.

Infine una battuta su Matteo Salvini, indiscusso leader leghista: «Matteo è un grande. E' il mio capitano e lo seguirò fino alla fine. Penso che ci convocherà presto a Roma. Condividerà con noi le decisioni. E' sempre stato così».

«A Roma - conclude - porterò il mio amore per la montagna, territorio meraviglioso che, se rilanciato e ben valorizzato, darà reddito e occupazione. Quello che ho raggiunto con queste elezioni non è un traguardo, ma la conclusione di una tappa. In questi anni ho svolto un lavoro estenuante, per spiegare ai cittadini che la Lega è un partito che unisce, non un partito dell’odio. In Parlamento, rappresenterò con altri eletti dell’Emilia un territorio importante, sul quale risiede una comunità determinata e i miei obiettivo saranno il lavoro, la famiglia e la sicurezza».

Pietro Pisani

«Primo: portare avanti le politiche per i territori. Noi saremo sempre sui nostri territori e cercheremo di dare risposte alle esigenze di tutti. Ringrazio chi ci ha dato fiducia, riconoscendo nel nostro progetto buon senso e concretezza»: ecco la linea di Pietro Pisani, Lega, eletto al Senato nell’uninominale del collegio Piacenza-Parma provincia.

Pisani, 64 anni, sposato, tre figlie, è piacentino «del sasso». E’ inserito nella piccola e media industria con la sua azienda nel settore metalmeccanico.

«Prima ancora di attuare i nostri progetti - ha sottolineato - è necessario capire in che stato ci hanno lasciato le politiche del centrosinistra. In campagna elettorale hanno sempre detto che “tutto andava bene”, a partire dal debito pubblico che, invece, abbiamo scoperto aver raggiunto il nuovo record di 2.296 miliardi. Subito dopo, il mio impegno sarà orientato a dare risposte “normali” e serie all’immigrazione incontrollata e alla criminalità. Tra i problemi più sentiti dai cittadini ci sono quelli di dare un futuro ai giovani, a partire da quello occupazionale, e garanzie certe alle famiglie da troppo tempo trascurate».

La collina e la montagna rimangono uno degli obiettivi forti di Pisani. «L’Appennino piacentino e quello parmense hanno problemi comuni che possono essere risolti con politiche mirate. Mi recherò presto a incontrare i sindaci del territorio di Parma per ascoltare le loro richieste e toccare con mano che cosa non va».

Prioritaria l’attenzione all’agricoltura e al commercio. «Il presidio del territorio di montagna passa attraverso la defiscalizzazione di parte degli utili dei negozi e la creazione di zone franche senza tasse. Si darà così un servizio agli abitanti che non possono percorrere chilometri per fare la spesa».

Pisani ricorda, poi, l’impegno della Lega, in Regione, nell’approvazione di alcune modifiche della legge che prevede nuovi finanziamenti e sgravi fiscali per i piccoli esercizi commerciali delle zone montane e rurali. «A questo - ha rimarcato - voglio aggiungere la riapertura di uffici postali e scuole. Ritengo, infatti, che a spostarsi debbano essere gli insegnanti e non i ragazzi».

Ampio il capitolo dedicato all’agricoltura. «Per rivitalizzare il settore primario in montagna - ha scandito - occorre non fermarsi alla sola produzione agricola, ma spingere l’impresa verso la multifunzionalità, cioè verso attività collegate - vendita diretta di prodotti, enogastronomia - che possano dare reddito. Per tutelare l’ambiente e la storia di alcune zone, andrebbe tolta l’Imu sugli edifici abbandonati, edifici che potrebbero diventare presidi con attività come l’apicoltura».

G.G.

Laura Cavandoli

Laura Cavandoli ce l'ha fatta. Non era favorita ma ha sbancato il collegio uninominale 12 della Camera, battendo Lucia Annibali, data alla vigilia per favorita.

«Guardando i dati di Parma - l'esponente della Lega ripensa all'altra notte e allo spoglio delle schede - temevo molto perché i risultati di Parma erano uno stillicidio. Poi invece abbiamo aumentato il vantaggio, soprattutto in provincia, e questo è un risultato di cui sono molto fiera perché sulla Bassa abbiamo puntato tanto. Siamo andati nei mercati e sul territorio. Abbiamo girato. E' stato un riconoscimento, oltre all'effetto trainante di Salvini, anche alla nostra attività».

Il collegio in cui la Cavandoli ha gareggiato e vinto era difficilissimo. «Sembrava, per motivi storici, che il centrodestra non potesse vincere - conferma -. E' stato un po' un azzardo ma i nostri temi sono stati premiati. Abbiamo parlato di degrado, sicurezza, di un'immigrazione appositamente non controllata e lasciata allo sbando che provoca problemi di criminalità e di microcriminalità di tutti i tipi. E poi c'è il problema economico; noi vogliamo applicare la flat tax per rilanciare l'economia e il mercato del lavoro». L'estate scorsa e la delusione per non aver centrato il ballottaggio per il Comune, adesso sono un lontano ricordo. La Cavandoli si è rifatta con gli interessi. Una volta a Roma, però, «prima di tutto lotterò per far sì che a Parma le forze dell'ordine siano in un numero adeguato. Bisogna infatti riportare la sicurezza in città».

Oltre al Pd, anche il sindaco Pizzarotti, che ha dichiarato il suo voto per il centrosinistra, «è uno dei grandi sconfitti. Era partito bene dicendo che era giusto avere rappresentanti del territorio, poi invece a tre giorni dal voto ha deciso di svoltare verso una lista. C'è comunque un accordo istituzionale, come dicono in tanti, tra lui e il Pd, almeno a livello regionale».

Con la giunta parmigiana la Cavandoli come deputato promette che collaborerà. «Certo - spiega -, per l'interesse della città». Su Lucia Annibali commenta, invece, che «forse qui erano tanto delusi dal Pd locale che hanno preferito candidare lei, che veniva da fuori. Si impegnerà per Parma ugualmente? Se vuole collaborare con me nell'interesse di questa città io sono disposta».

La Cavandoli, capogruppo della Lega in Municipio, non lascerà il consiglio comunale. «Non è incompatibile - dichiara -. Lavorerò per Parma sui banchi del consiglio e alla Camera». Sul futuro governo ha le idee chiare: «Solo centrodestra».

Infine, dedica il suo exploit «a chi mi ha aiutato, da Salvini a tutti i militanti della Lega. E alla mia famiglia. E' un successo di tutti. Ma è solo l'inizio di un percorso che non mi spaventa».

M.Cep.

Maria Gabriella Saponara

Quando le si fa notare che d'ora in poi ci si dovrà rivolgere a lei chiamandola «senatrice», lei, in controtendenza rispetto a un certo orgoglio di genere ora molto di moda, ribatte pronta: «Per quanto mi riguarda possono anche chiamarmi senatore: non è nella parte finale di un sostantivo che si esprime la femminilità di una donna». E con questo – viene da dire – la Boldrini è già servita.

Maria Gabriella Saponara, 56 anni, parmigiana da tempo residente a Noceto, sposata con due figli, fa parte di quella pattuglia di leghisti di Parma appena eletta al Parlamento. Laureata in architettura, dopo avere esercitato in alcuni studi professionali della città, si è dedicata all'attività giornalistica come pubblicista e addetta stampa.

Nella Lega milita da una dozzina d'anni, ma non ha mai rivestito cariche pubbliche. E ora, di punto in bianco, si ritrova catapultata a Palazzo Madama.

«Era un risultato – confida – in cui speravo, ma che allo stesso tempo è arrivato inaspettato, a maggior ragione pensando al valore del mio principale avversario, il senatore uscente Giorgio Pagliari. Alla fine gli elettori hanno scelto me e questo esito mi lusinga moltissimo».

Tre i temi su cui dichiara di voler concentrare il proprio lavoro al Senato: «La questione più urgente credo sia quella della sicurezza. Ma mi stanno molto a cuore anche tutte le tematiche legate alla famiglia. E poi la tutela e valorizzazione del territorio, perché un territorio tutelato e valorizzato nel modo giusto è un territorio in cui si vive bene, c'è un'alta qualità della vita e si è sicuri». In particolare, alla famiglia vorrebbe dedicare il primo disegno di legge da presentare una volta insediata al Senato, «una proposta per dare aiuti alle famiglie giovani, o comunque per incentivare i giovani a formare una famiglia».

Tre anche le parole d'ordine che promettere ispireranno il suo agire politico: «Serietà, impegno e passione. Perché io sono una che mette passione in quello che fa». E promette fin da ora attenzione costante al territorio: «Se si viene eletti in un territorio, bisogna essere presenti su quel territorio».

Il successo nazionale della Lega, con il suo storico sorpasso sugli alleati di Forza Italia, per la Saponara «forse è andato addirittura oltre ciò che ci aspettavamo». Ma questo dato, insieme all'alta affluenza alle urne, secondo la neo senatrice sta a indicare chiaramente una cosa: «Che i cittadini hanno voluto scegliere e il fatto di avere scelto la Lega significa che c'è grande voglia di cambiamento e, allo stesso tempo, che c'è fiducia nel nostro programma elettorale e quindi nel nostro leader Matteo Salvini».

f.ban.

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