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La gente dice noi ai profughi

La gente dice noi ai profughi

09 Luglio 2017,11:26

Matteo Ferzini

«No ad un “ghetto” di richiedenti asilo a Mulazzano Monte»: la prospettiva della creazione di un centro d’accoglienza nell’ex caseificio di Mulazzano, nell’alta collina lesignanese, ha acceso la protesta condivisa tanto dagli abitanti della frazione quanto dall’Amministrazione di Lesignano, che questa volta chiede con decisione un passo indietro da parte della Prefettura.

L’ex caseificio di Mulazzano Monte è in disuso da diversi anni: in risposta dell’appello della Prefettura di Parma perché si cercassero sistemazioni e alloggi d’emergenza per i sempre più numerosi richiedenti asilo, il proprietario aveva messo a disposizione la struttura, dando il via ad un bando vinto da un albergatore di Tabiano.

D’accordo con la Prefettura, quindi, i due appartamenti da circa centocinquanta metri quadrati l’uno che si trovano all’interno dell’edificio potrebbero trasformarsi in un Cas, ovvero un Centro d’Accoglienza Straordinaria, per accogliere inizialmente, secondo i primi numeri fatti avere all’Amministrazione, otto o dieci persone.

L’avvio del progetto, e l’arrivo dei richiedenti asilo all’ex caseificio, pare quindi essere imminente: ma cittadini e Amministrazione comunale, come è emerso dalla partecipatissima riunione organizzata attraverso il solo passaparola dalla Consulta frazionale di Mulazzano, condividono in questo caso una forte preoccupazione per quello che potrebbe accadere.

«Quando la Prefettura e il privato avevano proposto una prima volta, già mesi fa, questo progetto, la risposta del Comune era stata negativa – spiega il sindaco di Lesignano, Giorgio Cavatorta -. Siamo assolutamente a favore dell’accoglienza, come dimostrano i progetti già avviati sul territorio a Lesignano e Santa Maria del Piano, ma purché l’accoglienza sia gestita in maniera razionale e condivisa».

«Mulazzano – aggiunge il sindaco – è una frazione di collina abitata per la maggior parte da anziani, non servita da messi pubblici e non fornita di alcun servizio: un centro d’accoglienza qui si trasformerebbe in un ghetto, senza possibilità o prospettive in primo luogo per gli ospiti».

«Il paese è molto preoccupato – spiega Tancredi Vignali, ex assessore di Lesignano e tra gli organizzatori dell’assemblea del paese -: l’accoglienza dovrebbe essere garantita in modo corretto. Così, invece, si arrecano disagi ulteriori a una popolazione della collina già disagiata, basti guardare lo stato di abbandono delle nostre strade. Sembra che le autorità si ricordino di noi soltanto per creare nuove difficoltà; apprezziamo l’appoggio del sindaco. Se la decisione venisse presa comunque in questo caso la prefettura si muoverebbe al di sopra delle teste tanto del Comune quanto dei cittadini».

La paura condivisa in paese è poi quella che si arrivi a speculare sul numero dei migranti ospiti, andando a superare di molto la cifra finora ventilata. «Il paese è unito in questa protesta – aggiunge Erica Monica, presidente della consulta di Mulazzano e Faviano -, e ci fa piacere che sindaco e giunta siano dalla nostra parte. Ci auguriamo che il Prefetto capisca la situazione, e cioè che siamo di fronte a un progetto non strutturato e non adatto al paese per la sua conformazione: Mulazzano è fuori da tutte le comodità, sperduto, senza i servizi fondamentali e con questa novità ora la gente ha paura per quelle che potrebbero essere le conseguenze per il futuro».

Conclude il primo cittadino Cavatorta: «Se non vi sarà un cambio di direzione, arrivo a temere anche per l’ordine pubblico. In mancanza del comando di Carabinieri e polizia sul territorio, la mia figura è la più alta autorità per la sicurezza, e che non venga ascoltata dalla Prefettura in questo caso è un fattore devastante. Conosco il mio territorio e le sue problematiche, per questo non sono disposto a accettare questa che appare proprio come una imposizione che arriva dall’alto».

Nel frattempo, il primo cittadino è stato convocato in prefettura domani mattina: è stato deciso che ad accompagnarlo vi sarà una delegazione di cittadini di Mulazzano, decisi a far valere anche la propria opinione in merito.

© Riproduzione riservata

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