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Ottantenne torna a fare il cuoco nel suo ex ristorante

14 Aprile 2018,11:59

Donatella Canali

FORNOOVO I sogni, e i progetti, non hanno età. Si coltivano, si cullano, si lasciano in un cassetto. Poi si realizzano. E’ esattamente quello che ha fatto Lino Cavalieri, storico ristoratore fornovese, che dal 1985 ha creato il grande complesso «Hotel ristorante Cavalieri; Da Lino» che comprende anche una pizzeria, gelateria e piscina, alla Salita di Fornovo, e che da alcune settimane ha dato vita al suo ultimo progetto, riassunto nell’insegna Ristorante da Lino che troneggia lungo la statale della Cisa, a Boschi di Bardone, con vista sul Monte Prinzera. Quello di Lino, ai Boschi, a 80 anni e l’energia di un ragazzo, è un «ritorno».

«Qui - spiega - ho passato gli anni più belli della mia vita ed ho intenzione di ridare vitalità a questo luogo. Dicono che sono un po’ matto ma fin che posso sto qui». Lino è nato a Fornovo nel ‘37: emigrato in Svizzera aveva trovato lavoro come lucidatore di mobili, durante il giorno. La sera invece, grazie alla conoscenza con uno chef della Scuola internazionale di Zurigo, suo vicino di casa, impara a cucinare. Con lui Lino lavora nella cucina dei ristoranti ma, soprattutto, scopre una vera passione per questo mestiere. Un amore che si esprime al meglio proprio a Boschi di Bardone, quando Cavalieri, tornato in Italia, a 28 anni, prende in gestione con la moglie il locale esistente, per trasformarlo in un punto di riferimento per tutto il territorio e per tanti viaggiatori di passaggio. «Si chiamava albergo-ristorante Prinzera ed è stato un successo, grazie al passaparola - racconta Lino - con una clientela di tutti i tipi, anche importante, che arrivava per godersi quest’aria di collina, tranquilla e la nostra cucina. Ad un certo punto ho voluto inventare un piatto che non c’era: un risotto con funghi, carne e prosciutto, insieme. Non aveva un nome e ho preso ispirazione da una ragazza francese che lavorava da noi e l’ho chiamato ''flan di riso alla parigina''. E’ stato il nostro fiore all’occhiello insieme al prosciutto di maiale con panna e cipolle in agrodolce e alla spalla di vitello con funghi, cucinati durante l’anno in tutti i modi. Ora stiamo predisponendo il menù e inseriremo di nuovo questi piatti, insieme a quelli tradizionali della cucina parmigiana». Parla al plurale, Lino, perché al suo fianco, tra i fornelli, c’è un giovane cuoco, Alex Trombi: 23 anni. «Lui è l’avvenire» afferma Lino. E in effetti tra i due s’intuisce subito l’intesa, il passaggio di saperi tra generazioni, entrambe con la voglia di guardare avanti. Nei prossimi mesi si prevede infatti di recuperare e mettere a disposizione otto camere, che costituiranno l’Albergo Prinzera, oltre alla taverna e a un giardino esterno.

© Riproduzione riservata

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