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Pizzarotti e Scarpa: si parla di ambiente

Pizzarotti e Scarpa: si parla di ambiente

17 Giugno 2017,13:07

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La partita dell'inceneritore è chiusa o andrà spento nei prossimi anni? E intanto bisogna cambiare qualcosa nel suo utilizzo?

RISPONDE FEDERICO PIZZAROTTI

È stata una battaglia coraggiosa, che andava combattuta in ogni caso contro un modello di gestione rifiuti e di smaltimento che riteniamo superato, seppur l’Emilia Romagna ne conta 8. Riguardo all’utilizzo, è bene ricordare che il Pd tramite la Provincia aveva garantito che mai sarebbero arrivati rifiuti da fuori ma, appena noi lo abbiamo affamato portandolo al 50% della sua capacità, la Regione, sempre Pd, ha cambiato la norma aprendo ai rifiuti di Reggio e Piacenza. La nostra posizione in merito non è cambiata: è un modello che non approviamo. Per questo, accanto all’impegno per affamarlo, ci siamo battuti in sede regionale per arrivare a una legge sui rifiuti che punta al progressivo spegnimento degli inceneritori.

RISPONDE PAOLO SCARPA

La partita dell’inceneritore si è giocata in due tempi. L’inceneritore è stato un potente strumento di consenso alle passate amministrative, quando l’attuale sindaco ha celebrato in piazza un “Dies Iren” che oggi suona come una beffa. I casi sono due: o non sapeva di cosa stesse parlando, oppure ha mentito quando ha detto: “spegneremo l’inceneritore”. Comunque sia andata, non saprei dire quale delle due alternative è la più grave. Adesso la situazione è paradossale: l’impianto brucia sempre più rifiuti provenienti da fuori provincia e l’idea di “affamare l’inceneritore” spingendo sulla differenziata è rimasta uno slogan. Anche su un tema simbolicamente importante, questa amministrazione ha avuto cedimenti strutturali. Dovremo vigilare con grande attenzione.

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Cosa va e cosa non va nella raccolta differenziata?

RISPONDE FEDERICO PIZZAROTTI

Andremo ancora più incontro alle esigenze dei cittadini rendendo il sistema più flessibile per ridurre al minimo i disagi. Nel tempo, ascoltando le richieste, il lavoro è stato progressivo: da un lato per aumentare i risultati, dall'altro per semplificare il servizio. Continueremo con 8 nuove mini ecostation per plastica e residuo in centro e Oltretorrente e correttivi per le utenze commerciali. Apriremo 2 nuovi centri di raccolta e 2 centri del riuso. Così miglioreremo risultati già eccellenti: oggi, con l’80% di differenziata e grazie all’impegno della stragrande maggioranza dei cittadini, Parma è esempio internazionale, con benefici su costi di smaltimento, risparmi in bolletta, incentivi regionali ricevuti grazie al calo dei rifiuti residui.

RISPONDE PAOLO SCARPA

La quota di differenziata oggi va bene, ma le modalità sono da rivedere per due ragioni. La città è sporca e al degrado dei luoghi ha contribuito l’esposizione dei rifiuti sulla strada che rende molti marciapiedi impraticabili a disabili e anziani. Per non parlare del tasso di inciviltà mai visto qui. Il modello di raccolta imposto da questa amministrazione non ha alcuna pietà dei parmigiani, che vivono con la spazzatura in casa e affrontano modalità cervellotiche di conferimento, quando alternative migliori sono possibili. Le ecostation, cioè i cassonetti intelligenti, rappresentano la nostra proposta per il centro e per i quartieri dove la raccolta ha creato più problemi. Questo sistema aumenterebbe anche la quota di differenziata.

3

Smog. L’emergenza pm10 si ripropone ogni inverno, come in tutte le città. Gli interventi decisi finora servono? Cosa cambierebbe?

RISPONDE FEDERICO PIZZAROTTI

Servono, come dimostrano i dati: Parma è passata da 115 giorni di sforamento nel 2012 a 27 giorni del 2016. Al di là dei provvedimenti straordinari, la tematica ambientale è una responsabilità da cui un’amministrazione non può sottrarsi e va affrontata da tutti i punti di vista. Per questo rilanceremo le azioni messe in campo in questi anni come le politiche verso una mobilità sostenibile e per l’uso del trasporto pubblico, i progetti per la riqualificazione edilizia e l’efficientamento energetico sui condomini e il controllo e la verifica di efficienza energetica sulle caldaie tramite l’Agenzia Parma Energia. In più con il “Kilometro verde” vogliamo realizzare lungo l’asse autostradale una barriera vegetale contro le PM10.

RISPONDE PAOLO SCARPA

È prioritario un piano di mobilità elettrica, che oggi manca, con la conversione di tutto il parco mezzi pubblici entro il 2022. Se qualcuno era convinto che bastassero 10 colonnine di ricarica per auto elettriche per risolvere i problemi d’inquinamento, oggi si sta evidentemente ricredendo. Servono, come sempre, quella visione d’insieme che è mancata all’amministrazione Pizzarotti e un approccio integrato che includa l’efficientamento energetico degli edifici privati. Queste proposte pratiche sono già nel mio programma. Una postilla sulla mobilità dolce: è logico che, se le strade sono insicure e le ciclabili dominate dai galoppini dello spaccio, le persone avranno sempre poca voglia di spostarsi senza auto.

4

Parchi e verde pubblico. Cosa si può fare?

RISPONDE FEDERICO PIZZAROTTI

Per prima cosa vogliamo arricchire la città di due nuove aree verdi: la prima sarà la sperimentazione del “Parco” Agricolo Periurbano per l’agricoltura innovativa; il secondo il Parco della confluenza Parma-Baganza che vedrà convivere gli impianti sportivi del Montanara con l’oasi naturalistica fluviale. Per i parchi monumentali Cittadella e Parco Ducale introdurremo un servizio di manutenzione ad hoc. Inoltre riqualificheremo gli spazi pubblici esistenti, a partire dal verde di piazzale Pablo fino al completamento del parco intergenerazionale di Villa Parma, per farne luoghi di ritrovo e socialità. Inoltre avvieremo un’indagine e un censimento per la valorizzazione del verde pubblico e del patrimonio arboreo cittadino.

RISPONDE PAOLO SCARPA

Le condizioni dei nostri parchi sono sotto gli occhi di tutti: bisogna riprendern in mano la gestione e il controllo attraverso un centro tecnico comunale del Verde Pubblico che riacquisti un ruolo di guida nella gestione dei parchi e degli spazi verdi. Per garantire una nuova qualità nella gestione e nella manutenzione, andrebbero evitati gli appalti global, per quanto possibile, privilegiando quelli mirati per zone circoscritte. Piccoli appalti con controllo capillare, dunque, per restituire alla città la meraviglia dei parchi storici e il decoro di quelli più periferici che oramai è solo un ricordo. Ho l’obiettivo di creare un Parco fluviale del Torrente Parma dal Maretto alla Cassa di Espansione di Marano grazie a semplici e praticabili interventi di miglioramento degli accessi e di manutenzione del verde degli argini e delle aree golenali.

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Com'è la situazione del canile e del gattile? Si può fare qualcosa di più? In generale: che cosa ha in programma per il benessere di cani e gatti?

RISPONDE FEDERICO PIZZAROTTI

Cinque anni fa la situazione strutturale era deficitaria. Abbiamo realizzato lavori per oltre 300mila euro e proseguiremo gli interventi per gli ombreggianti e contro il freddo. Oggi la gestione della struttura è normata dal nuovo regolamento che pone al centro il benessere degli animali e valorizza gli operatori. Altri interventi saranno la realizzazione del primo cimitero degli animali domestici, 10 nuove aree di sgambatura cani e progetti specifici, in collaborazione con i veterinari, con incentivi ai cittadini per la sterilizzazione dei gatti. Nascerà inoltre un nuovo ufficio dedicato al benessere degli animali che fornirà servizi e assistenza ai cittadini in collaborazione con il nuovo Garante degli animali.

RISPONDE PAOLO SCARPA

Nel canile manca una fognatura per raccogliere le deiezioni degli animali e manca un sistema di riscaldamento per l'inverno. Durante l'emergenza freddo, molti volontari hanno donato impianti di riscaldamento portatili che, nel caso del gattile, non possono essere utilizzati perché nella zona dei box ricoveri non ci sono allacci dell'elettricità. Serve un intervento urgente. Molti volontari lamentano che il Polo di via Melvin Jones è chiuso tre giorni su sette e che fa orari estremamente ridotti: evidentemente vanno rivisti. Più in generale mi interessa l'educazione al rapporto con gli animali dei cittadini. Un Comune deve generare buone pratiche, come crediti formativi agli studenti che volessero svolgere attività volontaria al gattile o al canile.

© Riproduzione riservata

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