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Rugby, i voti di fine anno

Rugby, i voti di fine anno

06 Luglio 2017,13:30

Paolo Mulazzi

Al termine della stagione abbiamo dato i voti alle squadre di rugby della nostra provincia.

Colorno: 4
Per la recidiva. Per una squadra la cui rosa era la più competitiva della serie A, con tre stranieri di buon livello, che dopo due finali promozione mancate in modo da gridar vendetta avrebbe voluto, appunto, vendetta, non essersi qualificata nemmeno per i playoff (non importa se per un solo punto) non sarà fallimento ma poco ci manca. Perché? Un’indagine introspettiva serve, forse la società la sta già facendo.

Zebre: 5
Sarebbe un sei per l’impegno, nonostante una stagione che definire complicata è usare un eufemismo, tralasciamo voti e commenti sulla gestione societaria, ma la squadra dà sempre l’impressione, forse più che impressione, di “vorrei ma non posso”, nel senso di non riuscire, anche volendo, a colmare almeno un po’ di quel gap che la separa dalle altre squadre della medio-bassa classifica. E questo a prescindere dal caos. Dopo la seconda stagione si parlava di continuità: resta una chimera.

Noceto: 6
Giusto perché ha saputo trovare il guizzo finale per salvarsi. La stagione è stata assai grigia sia dal punto di vista dei risultati che da quello del gioco, in ogni aspetto: fasi statiche, in particolare la touche raddrizzata un po’ nella poule retrocessione, gioco alla mano e al piede. Sono venute a mancare un paio di pedine importanti, è vero, ma non può essere un alibi. Perdere sette partite consecutive, comunque, non capita tutti gli anni.

Rugby Parma: 6.5
Una meta in più e i gialloblù si sarebbero giocati la promozione in serie A. Chiudere il girone al terzo posto addirittura con una vittoria in più rispetto alla seconda, oltretutto battuta in entrambe le partite, brucia, ma vuol dire aver fatto una buona stagione. Buona, ma non è sufficiente, considerando quali erano le ambizioni della società che avevano puntato ancora su “vecchi” grandi protagonisti dell’era Super 10 come Pascu e Soffredini e sul ritorno di Rebecchi dalla Francia.

Stendhal Noceto: 6.5
Ha una missione che è quella di dare una possibilità di continuare a calcare un terreno di gioco a coloro che non rientrano nei piani delle altre società parmensi e la porta avanti in modo encomiabile. La stagione ha ricalcato quella passata, lontano, ma non troppo, dal vertice. Provare a lottare fino in fondo per la serie C “federale” non sarebbe male.

Accademia Fir “Ivan Francescato”: 6.5
Dalla squadra composta da alcuni dei maggiori talenti del movimento italiano ci si aspetta che in serie A faccia qualcosa in più. Non è tanto la posizione in classifica l’obiettivo primario quanto lo sviluppo del gioco e la tecnica complessiva. Sul possesso fatto di movimento, di giocate al largo, di attaccare gli spazi, non è dispiaciuta, ma sarebbe interessante vederla all’opera anche con la possibilità, oltre che di retrocedere, di essere promossa: è l’essenza dello sport. Si sono viste belle individualità e lo hanno fatto vedere anche al mondiale junior: Rizzi, su tutti, D’Onofrio, Bianchi e Licata sono i primi della lista.

Amatori: 7
Chiudere il girone al settimo posto, con una squadra rinnovata, sempre giovane, e con un allenatore nuovo è come aver vinto i propri personali playoff. Il gap fisico con molte squadre è stato colmato con la velocità, sfruttata con il gioco aperto, anche se la mischia, col tempo, ha saputo migliorare la propria organizzazione. Dall’Amatori odierno è quasi il massimo cui poter ambire e non cambia l’obiettivo: la crescita dei giovani.

Colorno femminile: 8
Una grande stagione in cui la squadra ha “toppato” una partita, in sostanza, ma la più importante, l’ultima, la finale scudetto. Il Valsugana era stato battuto due volte in stagione regolare, ma nella partita “vera” non c’è stata storia dimostrando come in quei frangenti conti l’abitudine a lottare in modo continuativo per vincere, riuscendoci. Oltre alla qualità serve anche la testa e l’emozione della prima può tradire, anche se ci credevano, forse troppo, in tanti.

© Riproduzione riservata

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