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Uno scudetto «programmato»

03 Giugno 2018,13:14

PAOLO MULAZZI

Quando il Colorno rosa aveva ingaggiato come capo allenatore Cristian Prestera, stagione 2015/16, Ivano Iemmi, il Michelangelo di questa opera d’arte, aveva detto: «In tre anni puntiamo a vincere lo scudetto». Detto-fatto: «Non so se sono stato più lungimirante o fortunato - sorride Iemmi -. Il percorso di crescita iniziato qualche anno fa ci ha portato a un livello molto interessante. C’è qualità e il gruppo è anche molto giovane».

In virtù di ciò, il Colorno può aprire un ciclo: «Io ci credo. L’ho detto anche in società che nei prossimi anni chi vorrà vincere lo scudetto dovrà misurarsi con noi» avvisa il presidente. La partita di sabato rimarrà negli occhi delle ragazze e dei tifosi per un po’, poi si sedimenterà nelle loro menti. Anche perché è difficile dimenticare il primo scudetto e un bel rugby come quello giocato da Madia e compagne: «Sì, questo è importante. La partita col Villorba, essendo partita secca, ci ha abituato a “non avere tempo”. In quell’occasione avevamo fatto fatica nei primi 20 minuti, in finale siamo partiti meglio. C’è stata la testa ma anche un bel gioco ed è quello che vogliamo resti anche in futuro. E’ diventato un ambiente molto professionale: le ragazze si allenano benissimo, a volte anche oltre gli orari stabiliti: è un bell’esempio per le giovani arrivate in questa stagione e che hanno ambizione. Non prendono nulla ma ci mettono l’anima».

Va beh, magari una pizza e una birra, come premio … «Volentieri» risponde con una bella risata Iemmi. Bel gioco, intensità, qualità del possesso per larghi tratti. Merito della qualità delle singole atlete, 6 o 7 nel giro azzurro, oltre a Cioffi che l’ha lasciato l’estate scorsa, del lavoro atletico ma anche di coach Prestera: «Io ho trasmesso una mentalità vincente. Già l’anno scorso abbiamo lavorato sull’aspetto mentale poi la finale è andata come sappiamo. In questa è stata soprattutto la testa che ci ha fatto fare il resto. La squadra ha imparato che rimanendo nel nostro sistema di gioco anche in presenza di qualche errore o nei momenti di difficoltà possiamo uscirne vincenti. Conte ha lavorato benissimo in questi anni e ci ha dato una condizione fisica eccezionale: Valsugana era sulle ginocchia nell’ultimo quarto di gara».

Prestera chiude, così, il suo ciclo femminile ottenendo quanto programmato: scudetto in tre anni. Come è noto diventa head coach dei maschi, ma resta in qualità di direttore tecnico, globale. Difficile nominare la “woman of the match”: lo meritava Cioffi, lo meritava Sillari per aver costruito due mete, lo meritava Franco, ma anche la mischia in toto, dominante e, dunque, fattore fondamentale. Tra le women del futuro, in ogni caso, c’è Giada Franco: «Indescrivibile, davvero emozionante. Ci tengo a dire che ho grande stima del Valsugana - afferma l’azzurra -, una grande squadra; quest’anno siamo state brave noi, abbiamo fatto tutto ciò che dovevamo fare. Ora festeggiamo, poi ci riposiamo e ci riproveremo l’anno prossimo».

© Riproduzione riservata

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