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Annullate cartelle Imu per 150mila euro

Annullate cartelle Imu per 150mila euro

16 Febbraio 2018,12:23

ANTONIO BERTONCINI

Archiviata la tornata elettorale comunale, Filippo Greci torna in campo come presidente onorario della “sua” Associazione nuovi consumatori. Lo fa annunciando un colpo grosso da circa 150.000 euro, che – se la sentenza fosse confermata in via definitiva – non arriveranno mai nelle casse di Parma Gestione Entrate.

Greci sventola una sentenza della Commissione Tributaria di Parma, pronunciata il 30 gennaio scorso e pubblicata il 5 febbraio, con la quale viene accolto il ricorso presentato da una società di Parma operante nel settore edile, presentato tramite l’Associazione nuovi consumatori contro tre avvisi di accertamento emessi dalla società che riscuote i tributi per conto del Comune di Parma.

I giudici, non solo hanno accolto i ricorsi annullando gli atti impugnati, ma hanno anche condannato Pge alla refusione delle spese di lite (a dire di Greci circa 10.000 euro).

E’ un fiume in piena Filippo Greci nel dare trionfante l’annuncio di quella che considera una vittoria importante della sua associazione nella ormai lunga guerra contro Pge: «Si tratta – spiega Greci – di 4 ingiunzioni inviate ad un contribuente di Parma (un’impresa che opera nel settore dell'edilizia) per un totale complessivo di 150.000 euro, riferiti a supposti mancati versamenti dell’Imu nel triennio 2011 – 2014, tributi che ormai dovrebbero cadere in prescrizione - sottolinea il presidente onorario dei Nuovi Consumatori – e che quindi – sempre a suo avviso – renderebbero vano il costoso ricorso da parte di Pge».

E Greci si spinge anche oltre, leggendo un passo della sentenza in cui i tre giudici della Commissione tributaria sottolineano che «emerge incontestabilmente il dato di fatto che la società partecipata si è iscritta all’albo dei riscossori solo il 6 novembre 2015», quindi non avrebbe avuto titolo per emettere l’ingiunzione, anche se lo stesso Greci ammette che il diritto di Pge è stato riconosciuto in sede di processo d’appello, ma si resta in attesa della sentenza di Cassazione.

Sul merito, la Commissione tributaria prende atto che l’atto impositivo emesso da Pge non ha rispettato l’obbligo di motivazione, come stabilito da una sentenza della Suprema corte, ostacolando in questo modo il diritto di difesa del contribuente. E tanto basta per annullare tutto, in linea, peraltro, con la pronuncia della Corte d’Appello di Bologna (quindi un altro magistrato) che ha respinto il ricorso della stessa Parma Gestione Entrate con analoghe motivazioni (carenza di documentazione). Ma in quel caso l’Associazione Nuovi Consumatori non c’entrava per nulla.

Prima di chiudere, Greci lancia un’altra frecciata: «Parma Gestione Entrate – dice – era rappresentata in giudizio da un consulente esterno, cosa vietata dalla legge per gli enti riscossori». Quindi potrebbe aprirsi un nuovo fronte nella guerra giudiziaria in atto.

Da Parma Gestione Entrate il commento è lapidario: fanno semplicemente sapere che è stato conferito incarico ad un legale per impugnare la sentenza nelle sedi opportune. Quindi, per loro, la cosa non finisce qui.

© Riproduzione riservata

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