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Caro cimiteri: stessi servizi, prezzi (molto) diversi

Caro cimiteri: stessi servizi, prezzi (molto) diversi

19 Febbraio 2018,11:42

Pierluigi Dallapina

Ne «La livella» Antonio De Curtis, in arte Totò, raccontava con estrema maestria di come la morte rendesse tutti uguali, parificando il ricco al povero e il nobile al plebeo. Ma per dirla più prosaicamente con le parole di Fabrizio Ghidini, presidente di Federconsumatori, «la morte non è più una grande livella» a causa delle diversità nei costi stabiliti dai vari Comuni per quanto riguarda i servizi cimiteriali. «Il medesimo servizio, come può essere la sanificazione di un avello, a Salsomaggiore costa 120 euro, a Varano 285, a Sala Baganza 250 e a Langhirano 450. Queste variazioni sono poco comprensibili», sostiene Ghidini, che su sollecitazione di molti cittadini ha attivato i propri collaboratori per condurre un’indagine su quello che potrebbe essere definito come il «caro cimiteri». «Abbiamo preso in esame – specifica – solo i costi stabiliti con delibera di giunta dai vari Comuni e non i costi dei funerali, che seguono le regole del libero mercato. Ciò nonostante, ci siamo trovati di fronte a una marcata aleatorietà delle cifre». I dati raccolti da Federconsumatori fotografano appunto una realtà tariffaria molto diversificata. Ad esempio, Sorbolo, con un costo minimo di 278 euro per un avello normale, è il Comune del Parmense più economico (fra i 21 Comuni che hanno fornito il dato richiesto), mentre Terenzo e Bore, con un costo di 2.200 euro per un avello, sono quelli più costosi.

Fra questi due estremi, le cifre variano tantissimo: a Parma il prezzo minimo di un avello normale è di 780 euro, a Polesine Zibello è di 400 euro, a Pellegrino è di 1.800 euro, a Noceto di 500 euro, a Valmozzola è di 1.410 euro e a Langhirano è di 1.840 euro. Anche i costi di esecuzione lavori all’interno del cimitero subiscono ampie oscillazioni, tanto che la tumulazione in un avello va dai 97,60 euro di Felino ai 540 euro di Palanzano, passando per i 211 di Parma, i 480 euro di Noceto e i 120 euro di Bedonia. «Questa situazione di estrema variabilità – conclude Ghidini – agli occhi dei cittadini è difficilmente giustificabile».

La richiesta: «Servono sconti per i non abbienti»

Alla luce del «caro cimiteri», Federconsumatori avanza alcune richieste ai vari Comuni. «Per prima cosa chiediamo degli esoneri e degli sconti per i cittadini non abbienti, in quanto solo pochi Comuni prevedono una riduzione degli importi a favore di chi ha un Isee molto basso», afferma Ghidini, affiancato da Ermanno Ianelli, collaboratore di Federconsumatori. «Come seconda richiesta vorremmo che i Comuni realizzassero siti internet più chiari, dove pubblicare in bella evidenza i costi dei vari servizi».

© Riproduzione riservata

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