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Il Parma lotta e strappa un punto

24 Febbraio 2018,02:24

Sandro Piovani

Serviva una vittoria, è arrivato un pareggio in rimonta: il Parma mette un punto in classifica ed è sempre più ai margini della zona play-off. Il Venezia ha ottenuto quel che voleva. In una partita dove comunque i crociati hanno dato tutto quello che potevano, almeno in questo momento di difficoltà. Un 1-1 da cui ripartire dunque.

IL PROLOGO

Svolta, crocevia o come la si voglia definire Parma-Venezia valeva più di tre punti. Lo sapeva il tecnico D’Aversa e lo sapevano anche i giocatori. E insieme a loro i tifosi. Il Parma si presenta con lo «storico» 4-3-3, utilizzato per quasi tutta la stagione. Quel sistema di gioco che magari non aveva entusiasmato ma che aveva portato in vetta alla classifica un paio di volte, grazie soprattutto ad una difesa solida. Ma non beccare gol sembrava anche bloccare la fase offensiva. Tornare all’antico però sembra aver riconsegnato quel pizzico di sicurezza che non guasta, soprattutto in un momento difficile come questo. E contro un Venezia caparbio, sicuro dei propri mezzi, una squadra che sta vivendo forse il suo momento migliore in stagione. Insomma una partita più che complicata per il Parma.

IL PRIMO TEMPO

E la partita inizia con un Parma contratto, contro un Venezia che bada soprattutto a controllare. Il primo tiro della serata è di Scavone, che dai venti metri cerca la porta del Venezia: Audero para in tuffo. E’ passato quasi un quarto d’ora. Il Parma è bravo a non innervosirsi, a giocare senza fretta, cercando di aggirare l’impianto difensivo di un Venezia ben disposto in campo. Molti passaggi, che a volte infastidiscono il pubblico, per far uscire gli ospiti dalla loro tana. Come al 22’ quando Insigne gira sin sul fondo, nella zona opposta di sua competenza e crossa all’altezza dell’area piccola dove arriva Ceravolo di gran carriera e solo per un soffio non riesce a deviare in rete. Insigne ci riprova al 27’ con uno dei suoi colpi preferiti: tiro a giro dalla destra che esce di un nulla. Un Parma che mette in difficoltà il Venezia con un pressing alto, costringendo gli ospiti a liberare spesso maldestramente. E al 32’ Gagliolo conclude sulla traversa con uno splendido mezzo esterno sinistro: mani nei capelli e applausi del Tardini. L’ultima emozione del primo tempo arriva nel recupero: contropiede Parma con Ceravolo che cerca il diagonale, fuori. Il Venezia ci prova sul duplice fischio, con Pinato: anche il suo tiro è alto.

SECONDO TEMPO

«Parma rialzati e combatti» recita lo striscione esposto nella Nord e che accoglie i crociati al loro rientro in campo dopo l’intervallo. E il copione non cambia: il Parma riparte con la sua trama di passaggi, cercando di occupare la metà campo del Venezia. Che perde subito Falzerano per infortunio, sostituito da Firenze. Venezia che si fa pericoloso al 7’ con una punizione di Stulac che Frattali toglie dal sette deviando in angolo. L’inerzia della partita sembra andare a favore degli ospiti che si fanno pericolosi con un’altra punizione (alta di un soffio) e con un paio di attacchi mancati per imprecisioni nell’ultimo passaggio. Lentamente il Parma riprende campo, ma sempre sterilmente. Più concreto il Venezia che al 21’ passa in vantaggio: Lucarelli cerca di liberare e la palla arriva a Firenze che infila Frattali, con un diagonale secco. In questa azione c’è tutto il momento del Parma, castigato al primo errore ben oltre i propri demeriti. Ora i crociati contraccano soprattutto con la forza dei nervi. Fuori Ceravolo, dentro Calaiò. E la lampadina si riaccende quando Scozzarella slalomeggia palla al piede sin dentro all’area costringendo Andelkovic al fallo. Rigore. Caldissimo. Il pallone scotta. Calaiò segna. Il Tardini è una bolgia. Per gli ultimi dieci minuti torna in campo anche Siligardi, giù Insigne. Fuori anche Litteri, dentro Zigoni nel Venezia. Si gioca poco, i minuti passano. Poi esce Dezi, entra Barillà. Cambi esauriti, può iniziare la volata finale. Che assomiglia a un ralenti. Praticamente non si gioca più. Finisce 1-1; nella gelida serata del Tardini il malato Parma ha preso un brodino. Chissà che non sia iniziata la convalescenza.

Le pagelle del Parma

FRATTALI 6

I veneti lo bucano nell'unica vera chance che hanno avuto. Per il resto prende freddo.

GAZZOLA 5,5

Ordinato dietro, ma poco preciso quando c'è da aiutare la fase offensiva.

IL MIGLIORE IACOPONI 7

Partita scintillante, di grande prestanza fisica e tattica. Antìcipa, chiude, svetta, e in qualche occasione riparte anche.

LUCARELLI 6,5

In mezzo a due granatieri ipermotivati gli basta mettersi in modalità «regista difensivo», leggere le situazioni. E' lui però, sia pur per sfortuna, a servire a Firenze l'assist gol.

GAGLIOLO 6,5

Veniva da una gara in panchina che deve avergli fatto bene perché è stato debordante. Dalla sua parte non c'è stata gloria per nessuno, nonostante dopo pochi minuti gli sia saltato un dente per una testata di Gejio. Ha anche centrato uno spettacolare incrocio dei pali da fuori area.

SCAVONE 6,5

Anche lui ci ha messo tanta corsa e tanto fisico, andamdo al tiro e a recuperar epalloni. In questo momento in msso al campo è insostituibile.

SCOZZARELLA 6,5

All'inizio si vede che non è al top dopo qualche problema fisico. Regia timida e poca presenza in interdizione. Nella ripresa però cresce e giganteggia sino alla serpentina che procura il rigore.

DEZI 6

Meglio del solito per corsa e voglia di ribaltare l'azione. Di fronte ha l'insidioso Pinato ma fa bella figura, salvo calare un po' alla distanza.

BARILLA' sv

INSIGNE 6

Nel primo tempo un tiro fuori di poco e un bell'assist non sfruttato per Ceravolo, nella ripresa però si spegne troppo presto.

SILIGARDI sv

CERAVOLO 5,5

Poco servito ma anche poco reattivo sul traversone di Insigne nel primo tempo.

CALAIO' 6,5

Freddo quanto basta dal dischetto

DA CRUZ 6

Combina poco ma fa ammonire, con i suoi guizzi, due avversari. E' poi tra quelli che calano meno alla distanza, mantenendosi, sia pur con poca lucidità, sempre vivace.

All.D'AVERSA 6,5

La squadra ha giocato una partita molto buona, spendendo molto e pagando puntualmente nel momnto in cui rifiatava. Però, tornata all'antico 4-3-3, ha messo in campo finalmente tutta la fisicità, la rabbia, l'orgoglio di cui dispone. Ha giocato più e meglio del Venezia e il pareggio le va stretto. Deve ancora migliorare tanto ma almeno ha fatto vedere di aver imparato come si deve stare in campo per emergere in questo campionato. E la curva Nord alla fine glielo ha riconosciuto. Ora c'è da confermarsi sul campo di una delle poche squadre più depresse di noi, la Salernitana. Magari combinando qualcosa di più in attacco.

© Riproduzione riservata

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