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Lo scenografo Baraldi: “Sto lavorando al nuovo film di Mazzieri”

26 Febbraio 2018,11:34

GIANLUIGI NEGRI

C’è anche il parmigiano Lorenzo Baraldi nelle nuove commissioni del Mibact per la promozione del cinema.

La sua è la commissione per la concessione di contributi per lo sviluppo della cultura cinematografica e audiovisiva in Italia, promozione dell’internazionalizzazione del settore, promozione, anche a fini turistici, dell’immagine dell’Italia attraverso il cinema e l’audiovisivo.

Insieme a lui, Antonio Ferraro, Rubens Piovano, Sabina Russillo, Francesco Ventura.Baraldi, classe 1940, è uno dei più grandi scenografi italiani, vincitore del David di Donatello e del Nastro d’argento per il suo lavoro ne «Il marchese del grillo».

Ha all’attivo un centinaio di film ed ha iniziato nel 1966 come disegnatore, per poi diventare assistente scenografo, bozzettista e arredatore. La sua prima scenografia ufficiale è del 1972: per «Vogliamo i colonnelli» di Monicelli, del quale diventerà scenografo di tutti i film fino all’ultimo «Le rose del deserto». Poi tantissimi lavori importanti con Risi, Sordi, i Taviani, Bolognini, Ferreri, Avati, solo per citarne alcuni.I film nei quali ha lavorato hanno vinto premi a Berlino («Caro Michele» e «Il marchese del grillo») e Mosca («Resurrezione», film tv dei Taviani). Ed ha firmato le scenografie di due lungometraggi andati agli Oscar: «Profumo di donna» e «Il postino».

Baraldi, ha più rivisto «Profumo di donna»?

«Proprio lo scorso anno sono stato invitato a Lisbona, al Festival del cinema italiano, a presentarlo. C’era un omaggio a Dino Risi e mi hanno chiamato per un incontro con il pubblico: sala pienissima ed entusiasmo inaspettato per un film di 44 anni fa, che rimane molto amato. Ottenne la nomination all’Oscar come miglior film straniero e per la sceneggiatura».

A proposito di Oscar, lei ha firmato anche la scenografia de «Il postino», mentre sua moglie Gianna Gissi (lui scenografo lei costumista, hanno lavorato insieme in tantissime occasioni, ndr) curò i costumi…

«Lo presenteremo in aprile sempre a Lisbona ed in maggio a Prato. In entrambi i casi sono previste delle mostre con nostri bozzetti, disegni e foto, realizzati per quel film».

«Il postino», ultimo film con Troisi del 1994, vinse la statuetta per le musiche di Bacalov ed ottenne quattro nomination. Troisi morì pochissime ore dopo la fine delle riprese. Che ricordi ha del grande attore napoletano?

«Era molto provato, ma riuscì a finirlo con una forza incredibile. Fu un’esperienza umana molto profonda e toccante: voleva fare il film proprio “con il suo cuore”. Ci manca tanto».

E per le scenografie?

«Un lavoro lungo, del quale fu molto soddisfatto. Visitai tutta la costa campana, calabrese, siciliana, pugliese e tornai a Roma senza avere nulla. Poi gli dissi: “Voglio vedere le isole”. Così scelsi Salina, dove abbiamo ricostruito l’intero villaggio dei pescatori e dove feci dipingere la famosa casa rosa, che prima era bianca».

Su cosa sta lavorando ora?

«Ho fatto diversi sopralluoghi a Langhirano, Torrechiara e Parma per il nuovo film di Marco Mazzieri. Lo inizieremo a maggio ed avrà come protagonista Stefania Rocca».

© Riproduzione riservata

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