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Quelle discoteche che non ci sono più

di Gian Luca Zurlini

09 Aprile 2018,13:58

C'era una volta la «disco dance». Che forse c'è ancora, ma senza le discoteche. Già, perché dei tanti locali che si contendevano la presenza delle migliaia di giovani che ogni weekend andavano «in pista» pochi sono quelli sopravvissuti al cambio del modello del divertimento.

Abbiamo così fatto un «viaggio», forzatamente incompleto in città e provincia, alla ricerca del tempo perduto per scoprire cosa sono diventati oggi i luoghi delle «cattedrali del divertimento» dagli anni Settanta fino ai Novanta.

In alcuni casi i casi in cui gli edifici delle vecchie «disco» sono ancora lì, ruderi abbandonati e simboli di un'epoca che sembra lontana anni-luce e in realtà è appena dietro le spalle.

I LOCALI DELLA CITTA'

In città due sono le discoteche «superstiti»: il «DadaUmpa», che però è arrivato dopo e ha una tipologia particolare, e l'Escalier, o «Primo Piano» come si chiama oggi. Delle altre, il Nabila (già anche Gidì e Odissea 2001) si è trasformato in un night club, mentre del Bogey (o My Top) di borgo Lalatta e del John Courage (o Whisky a Gogò e Meta) di borgo Santa Brigida non ci sono più tracce. L'Astrolabio, invece, mantiene ancora l'insegna dell'ultima, poco fortunata, gestione che lo aveva chiamato Freee, ma è chiuso ormai da più di 4 anni.

LE «DISCO» IN PROVINCIA

Ogni paese aveva la propria «disco»: e quasi tutte sono sparite. Il Gua-ran di Sorbolo ha lasciato posto a condomini, l'Erregibi di San Secondo a un supermercato, il Taro Taro di Collecchio a un centro direzionale, il Tiche Tic Baren di Noceto a una palazzina. Sparito anche il mitico Jumbo di Sanguinaro sulla via Emilia, mentre ci sono ancora gli «scheletri» abbandonati degli spazi che contevano il «Mondo Blu», poi «Egyptus» di Busseto, uno degli ultimi a chiudere, e del Galaxy di Fidenza. Spariti anche il Centesimo di Sugremaro, il Babilonia di Bertorella e lo Snoopy di Gotra, luoghi storici di divertimento della montagna Ovest, mentre il Futura di Colorno è un night club. Della musica avviata dal genio di Giorgio Moroder e la voce di Donna Summer resta quasi ovunque oggi solo l'eco. Assieme al ricordo di intere generazioni che «in pista» ci hanno passato la gioventù, ballando a ritmi forsennati e sfruttando i «lenti» per «catturare» le ragazze. Sembrano passati secoli, ma si tratta di meno di due decenni.

© Riproduzione riservata

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