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Rapina al «MoneyGram», il racconto dell'aggredita

Rapina al «MoneyGram», il racconto dell'aggredita

27 Gennaio 2018,03:53

Gabriele Grasselli

Erano in tre. Due avevano un passamontagna, uno no. Avevano ancheun paio di coltelli. Hanno aggredito la titolare di un «money transfer» di via Magnani, laterale della centralissima via Verdi: l'hanno minacciata, strattonata, terrorizzata per portare via da un cassetto del locale l'incasso della giornata, qualche migliaio di euro. Poi la fuga a piedi verso viale Toschi e quindi sul ponte delle Nazioni. Erano le 19,15 di ieri sera.

Di quello che è successo esattamente all'interno del MoneyGram, un esercizio che si occupa di trasferimenti di denaro, spedizioni nazionali e internazionali, visti consolari, biglietti aerei low cost (ma fornisce anche servizio fax, fa fotocopie, stampe di foto, ricariche telefoniche), non si sa molto: la titolare ieri era talmente sotto choc da non essere in grado di ricostruire con precisione i vari passaggi della rapina. Poche le parole concesse al cronista: «Erano in tre, sì, mascherati. Ho visto due coltelli nelle loro mani. Uno si è avviato subito dove tengo di solito i contanti, li ha presi e sono scappati». Qualcuno che conosce il negozio, allora, qualcuno che era già stato lì. Erano italiani o stranieri? Ha riconosciuto l'accento? «Non lo so, non sono in grado di ricordare, è stato tutto così veloce... Sono ancora spaventata, anzi, sono sconvolta, chiedo scusa ma non mi sento di dire altro». Probabilmente sì, i rapinatori hanno compiuto nei giorni scorsi una specie di sopralluogo per andare a colpo sicuro. E così è stato.

Più a fuoco, invece, quello che è successo negli istanti immediatamente successivi l'aggressione. A raccontarlo, una testimone oculare, LaCona Plank, statunitense, che ha addirittura inseguito i tre uomini in fuga (coraggiosa: «Eh, ma io sono americana»). Questa la sua ricostruzione: «Stavo parlando con un amico davanti al portone di casa mia, a pochi metri dal negozio. A un certo punto ho sentito delle urla di donna, “aiuto, aiuto, mi hanno rapinato”. Nello stesso momento ho visto correre verso di me un uomo in tuta nera con il cappuccio tirato sulla testa e una borsa a tracolla. Non aveva più di 30 anni, occhi chiari, un accenno di barba bionda. Aveva in mano una pistola ma con il tappo rosso, quindi ho pensato fosse un giocattolo. Dall'altro lato della strada ho visto altri due uomini: questi avevano il passamontagna a coprire la faccia. Erano tutti e tre alti come me, quindi non più di un metro e 70, un metro e 75 al massimo...».

LaCona non ci ha pensato su troppo e istintivamente si è lanciata all'inseguimento dei tre che avevano già infilato viale Toschi: «Ho urlato di tutto, per un po' sono riuscita a stare dietro a tutti e tre poi però quando hanno svoltato sul ponte non ce l'ho più fatta e sono scomparsi».

A rapina conclusa, un altro testimone ha ricordato di avere visto, poco prima di sentire le urla della donna aggredita, i tre uomini fermi a qualche decina di metri di distanza dall'ingresso dell'esercizio, davanti alla palestra. Per questo motivo due agenti della Scientifica, arrivati in via Magnani con i colleghi delle Volanti, hanno a lungo fotografato un tratto di marciapiede dopo avere posizionato gli usuali numeri neri su plastica gialla: rilievi mirati alla ricerca di qualche elemento utile in più, un mozzicone di sigaretta, una carta di caramella, un'impronta. Via Magnani è una strada centrale ma piuttosto tranquilla: oltre al MoneyGram c'è soltanto un bar, il San Francisco, e una palestra. Per il resto palazzine residenziali. Ieri sera sembrava il set di un telefilm.

© Riproduzione riservata

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