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Umberto Tozzi, «Ti amo» da 40 anni

Umberto Tozzi, «Ti amo» da 40 anni

12 Febbraio 2018,10:22

MARA PEDRABISSI

No, non è la nostalgia. O, se c'è, è solo un lieve velo che si appoggia in fondo al cuore e, come la neve, non fa rumore. Il rumore è, invece, quello gaudente della festa; di chi sembra dire «io c'ero» quando nel 1977 «Ti amo» veniva incoronata dal patron del Festivalbar Vittorio Salvetti la canzone regina dell'estate di quell'anno.

Il «Quarant'anni che Ti amo» tour è stato suggellato dal concerto-evento del 14 ottobre scorso all'Arena di Verona, una gran baldoria, trasmessa anche in tivù. Stesso spirito gioioso ieri sera, in un teatro vivo di calore, al Regio per la prima data della tournée 2018, appuntamento a cura di Arci Parma e Caos Organizzazione Spettacoli.

Sono le 21 in punto quando esce, sul palcoscenico attrezzato per ospitare la band, Umberto Tozzi, solo con la fida chitarra, illuminato da tre fasci di luci, per un inizio confidenziale, amichevole, intimo. Del resto lì non ci sono tutti amici e amiche di vecchi data? Sì, lo dimostra il boato che l'accoglie.

Il cantautore ha voglia di raccontare, di instaurare un dialogo. Il pensiero corre agli esordi, quando il sogno era arrivare a possedere una chitarra, «pagata l'equivalente di un euro di adesso», alle canzoni con cui è cresciuto. Così canta una toccante «Sound of silence» che cede il passo a «Donna amante mia». E' la volta di «Tu sei di me», a tutt'oggi «il brano del mio repertorio che preferisco». E poi «Eva», «Brava» fino all'omaggio a Lucio Battisti «con cui collaborai da ragazzo per Il mio canto libero».

L'omaggio ha il profumo struggente e intenso de «I giardini di marzo» e chiude l'avant-programma.

Esce la band al completo: Raffaele Chiatto alle chitarre, Gianni D'Addese alle tastiere, Giambattista Giorgi al basso, Gianni Vancini al sax, Elisa Semprini al violino e Riccardo Roma alla batteria. E cambia il registro, con una potente «Tu sempre tu» che apre la strada alla guest star «Ti amo». «Scommetto che stasera siete venuti per sentire Ti amo», scherza l'artista e attacca uno dei pezzi che hanno ricevuto più cover e omaggi, in Italia e all'estero, che da quarant'anni continua a far sbattere le ali di una farfalla. Tra i pezzi forti non può mancare dalla scaletta «Gli altri siamo noi» e ecco che arriva. E' un crescendo di brani che il pubblico sa a memoria, e infatti li canta: «Io con te», «Equivocando», «Io camminerò», «Dimentica dimentica» fino a «Si può dare di più» con cui vinse il festival di Sanremo nel 1987 in trio con Morandi e Ruggeri. Cori e battimani per «Notte rosa», seguita da «E ti voglio», «Immensamente», «Gente di mare», «Io muoio di te», un medly con «Stella stai», la ritmata «Tu». Il finale? E' per forza in «Gloria», tra le ovazioni di un pubblico coinvolto e partecipe.

Chi se lo fosse perso non disperi: il tour di Umberto Tozzi farà tappa il 25 febbraio al Teatro Ponchielli di Cremona.

© Riproduzione riservata

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