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Dalle "Mani" tese per il Congo un assegno da 32 mila euro

16 giugno 2009, 22:43

Dalle

Una mano tesa. Quella che, da sempre, è simbolo di aiuto e solidarietà, ieri più che mai, ha rafforzato la propria identità. Da una mano, infatti, anzi, da più mani, protagoniste di una mostra fotografica che si è tenuta nelle scorse settimane alla Casa della Musica, ha preso il via un progetto che, alla fine, si è tradotto in un’importante gara di solidarietà. Grazie alla generosità del pubblico che ha visitato l’esposizione e all’impegno dell’associazione «Parma per» e dell’assessorato al Welfare del Comune, responsabili dell’iniziativa, infatti, sono stati raccolti 32 mila euro. A beneficiarne, sarà la popolazione della Repubblica Democratica del Congo.
«Attraverso questa iniziativa, si dimostra ancora una volta che Parma è una città aperta e solidale, ricca di associazioni che lavorano nel silenzio, senza chiedere nulla in cambio, per migliorare le condizioni di vita di chi ci vive ma non solo», sottolinea il sindaco, Pietro Vignali, alla consegna dell’assegno ai padri saveriani, da anni in prima linea in Congo. «Il benessere di una città, non si misura solo in termini economici, ma anche e soprattutto con lo spessore morale e sociale di chi la abita». Un’idea, quella di raccogliere fondi attraverso la mostra fotografica Mani di Angelo Cantarelli, nata dalla voglia di aiutare, almeno in parte, chi si trova a vivere in un’ area dove, anche portare a termine una giornata, può trasformarsi in una battaglia difficile. «Se la crisi economica mondiale è riuscita a mettere in ginocchio potenze come Europa e Stati Uniti, è facile pensare a quali conseguenze abbia generato in quei paesi del sud del mondo in cui, già prima, la povertà era una presenza costante» dice la presidente di «Parma per», Cristina Sebaste.
«Di fronte a certe considerazioni, quindi, esiste l’obbligo morale di attivarsi, dimostrando che anche una piccola associazione di un’altrettanto piccola città, è in grado di combattere, se pur in minima parte, il cancro della povertà e della negazione dei diritti». In concreto, il ricavato dell’iniziativa, servirà a finanziare la costruzione di una scuola per educatori a Kivu. «Una sfida culturale e politica molto importante, perché punta sull’educazione come strumento fondamentale per far sì che i paesi del sud del mondo, siano in grado di recuperare il gap che hanno nei confronti del resto del pianeta», continua il primo cittadino, alla consegna dell’assegno nelle mani di padre Raimondo Sommacal, missionario saveriano in Congo. «Ringrazio tutti per questo enorme gesto di solidarietà», precisa il religioso, in città dagli anni ’60. Un atto importate, a livello umano e religioso perché «per noi credenti, chi aiuta un povero fa un prestito a Dio».
Una mano, dunque, semplicemente una mano. «Che da immagine diventa concreta, in carne ed ossa, e arriva fino alle popolazioni del Congo», continua l’assessore comunale alle Politiche sociali, Lorenzo Lasagna. Mani che Angelo Cantarelli ha stretto in giro per il mondo e  immortalato nei suoi scatti. India, Grecia, Madagascar, Vietnam e Medio Oriente. Tanti luoghi, per un unico soggetto, simbolo di speranza, solidarietà e rinascita. 
 

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