Sei in Archivio

Arte-Cultura

Cultura: sui progetti è scontro aperto

27 ottobre 2009, 09:53

E' polemica sui progetti nel settore della Cultura presentati nei giorni scorsi dall'amministrazione comunale. Il capogruppo Pd in Consiglio comunale, Giorgio Pagliari - in una nota - scrive che «ciò che risulta fin da subito evidente è che quello che è stato definito dall’assessore alla Cultura un piano deciso con gli operatori culturali della città, tale non sembra proprio essere. Quando nella nostra città esiste da 12 anni un festival di musica jazz di alto livello e l’amministrazione annuncia la nascita di un nuovo grande festival jazz senza precedenti, si fa fatica a leggere in questa duplicazione una forma di coinvolgimento, valorizzazione e sussidiarietà». «Com’è possibile rilanciare la cultura - aggiunge Pagliari - senza far crescere allo stesso tempo quelle che l’assessore definisce come piccole realtà (da dimenticare, aggiungiamo noi) e che sono invece il vero grande patrimonio del nostro tessuto culturale? Associazioni, fondazioni, circoli culturali che chiedono di essere valorizzati e non penalizzati. Ci saremmo aspettati che, per elaborare un piano strategico pluriennale, l’amministrazione si mettesse veramente, e non solo davanti ai riflettori, all’ascolto delle tante realtà che “fanno cultura” a Parma, affinché questo piano risultasse modellato sui reali bisogni e le vere aspettative della città».

La replica di Sommi
Immediata la risposta dell'assessore Sommi. «L'intervento del consigliere Pagliari sul programma triennale della cultura - spiega l'assessore - non può che stupire perché sembra fondato su informazioni superficiali e approssimative. La prima delle obiezioni è relativa al presunto mancato coinvolgimento delle realtà locali. Come abbiamo detto, con la convocazione degli Stati Generali della cultura abbiamo avviato (avviato - è chiaro - non concluso) un'operazione capillare, che ha l'obiettivo di coinvolgere tutti gli operatori culturali della città. Abbiamo incontrato tutte le realtà locali agli Stati generali, attivando poi un percorso che è continuato negli ultimi mesi ed è destinato a proseguire nei prossimi: in questo percorso, abbiamo dato naturalmente la priorità a quegli enti che avevano problemi strutturali, con il coinvolgimento di personale dipendente, per poi continuare gli incontri con tutti gli altri. Quindi, l'ascolto c'è, eccome: e possiamo dire che, almeno con queste modalità, non ha precedenti nella storia della storia della nostra città». «Sottolineiamo tra l'altro che, a differenza di quanto sostiene Pagliari, il censimento delle associazioni - prosegue Sommi - è stato completato prima dell'inizio degli Stati generali. Quanto alle critiche specifiche sul Festival internazionale del jazz in programma per l'anno prossimo, Pagliari evidentemente non ha compreso che la manifestazione nasce proprio facendo tesoro delle positive esperienze maturate in città in questi anni, ma con l'obiettivo di ottenere finalmente un salto di qualità complessivo che ponga Parma al centro dei più importanti circuiti jazzistici internazionali. Va anche detto che questo festival non solo non esclude il sostegno concreto a quelle realtà che intendono continuare a operare sul nostro territorio ma vuole aiutarle a rendere più visibile la loro azione». «Infine - e questa appare davvero l'obiezione più singolare - la presunta assenza di iniziative nei quartieri. Pagliari dovrebbe sapere che mai come quest'estate i quartieri sono stati coinvolti con decine di appuntamenti che hanno riscosso un grande successo di pubblico: il cartellone e il successo di "Estate nei quartieri" lo dimostrano. E, allo stesso modo, abbiamo portato manifestazioni internazionali, come il Festival Verdi, in case di riposo, circoli e in altri luoghi sparsi in tutta la città, proprio perché abbiamo detto e ripetiamo che la cultura deve essere un patrimonio condiviso e fruibile da parte di tutti».

© RIPRODUZIONE RISERVATA