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Spettacoli

Film recensioni - Brothers

27 dicembre 2009, 15:58

Film recensioni - Brothers
Michele Zanlari
Un miracolo. Ma cosa succede se il miracolo è meglio che non si verifichi o, peggio, se la sua eventualità diventa parte fondante del mito di una nazione? Jim Sheridan - un po' alla deriva dai tempi di «In nome del padre» - i suoi personaggi sempre carichi di nostalgia e una sceneggiatura a firma di David Benioff («La 25ª ora»), se lo chiedono a partire da un testo già tradotto in film da Susanne Bier. Sam e Gracie (Tobey Maguire e Natalie Portman) rappresentano la famiglia perfettamente allineata al dovere. Il fratello Tommy (Jake Gyllenhaal) è, invece, la pecora nera appena uscita di prigione. Sam parte per l’Afghanistan, viene dato per morto e questi equilibri s'incrinano al suo ritorno. In «Brothers» tornano tutti gli elementi centrali di «Non desiderare la donna d’altri», di cui rappresenta il remake americano, anche se al nervosismo stilistico e morale del cinema danese parallelo al Dogma è preferito un discorso fondante sulla società americana. Sheridan è più interessato al melodramma, normalizza le tensioni e quando affonda il coltello nella carne del mito a stelle e strisce lo fa con una lama pulita, paradossalmente poco emotiva. L’elaborazione del lutto entra a contatto con i frammenti del discorso amoroso, ma si crea uno scarto tra le sequenze famigliari con Gracie e Tommy e gli orrori della guerra cui è sottoposto Sam. Una cosa va a sgonfiare l’altra e si perde quel cinismo della pace riferito dalla Bier alla vecchia Europa, che qui diventa retorica stonata. I personaggi di «Brothers» raccontano trasformazioni interiori. Il mondo li accosta, li supera. Ne cambia il dolore.
Giudizio: 3/5
 
SCHEDA
REGIA:   JIM SHERIDAN
INTERPRETI:  TOBEY MAGUIRE, NATALIE PORTMAN, JAKE GYLLENHAAL 
SCENEGGIATURA: DAVID BENIOFF
GENERE: DRAMMATICO
Usa 2009, colore, 1 h e 48'
DOVE: CINECITY e WARNER