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Provincia-Emilia

Trecasali - Il polo industriale? Sarà sostenibile

22 marzo 2010, 19:00

Trecasali - Il polo industriale? Sarà sostenibile
di Chiara De Carli
E' stato presentato a Trecasali lo studio condotto dal comitato formato dai responsabili dell’ufficio tecnico comunale, un rappresentante di Arpa, un naturalista, un esperto di pianificazione territoriale ed un rappresentante dell’azienda Lesaffre dal titolo «Verso la sostenibilità ambientale del polo industriale di Trecasali». Erano presenti il sindaco  Nicola Bernardi, l’assessore alle attività produttive Igino Zanichelli, l’assessore provinciale Ugo Danni, la naturalista Barbara Gandolfi, l’architetto Ermanno Zuccheri, delegato della ditta Lesaffre con l'amministratore delegato Paolo Rossi, Riccardo Franchini di Arpa Parma e Stefano Tibaldi, direttore generale di Arpa Emilia Romagna.
 «Le amministrazioni che si sono succedute in questi anni - ha esordito il sindaco  Bernardi - hanno sempre dato importanza all’aspetto ambientale del nostro territorio, inteso come sintesi di diverse caratteristiche, da quelle sociali a quelle economiche. Il lavoro che  viene presentato  sarà alla base della pianificazione futura». Il comune di Trecasali ha un’estensione di 29 chilometri quadrati e ben un terzo del territorio rientra nelle zone a valenza ambientalistica Sic e Zps. L’elaborato presentato esprime quindi la volontà dell’Amministrazione di adottare un modello di sviluppo sostenibile per limitare al minimo l’impatto ambientale che deriverà dall'arrivo della Ti-Bre e della Cispadana.  «Vogliamo arrivare alla certificazione Apea per il polo industriale - ha concluso Bernardi - e questo significa interazione e collaborazione con tutti i soggetti coinvolti a partire da chi, oggi, è già insediato e coinvolgendo tutte le istituzioni e gli enti territoriali».
Il documento nasce da un protocollo del 2007 tra  Comune e  Lesaffre, con il quale l’azienda si è impegnata a finanziare uno studio che analizzasse la situazione ambientale dell’area e le pressioni che le attività produttive vi esercitano. I dati raccolti serviranno per la redazione del  Psc. «Lo scopo  - cita la premessa allo studio - è quello di saper conciliare in modo appropriato  il principio della tutela e della valorizzazione del paesaggio con lo sviluppo sociale, economico e sostenibile del territorio». Nell’area di San Quirico i progetti che vanno nella direzione indicata dal Comune sono diversi: la Lesaffre ha recentemente realizzato un impianto per la produzione di compost, Sadam Eridania ha presentato il progetto per  un impianto biogas, mentre entro la fine dell’anno verrà bonificata un’area di centomila metri quadrati oggi occupata da vasconi in disuso dove verrà creato un impianto fotovoltaico. 
«E' una grande sfida per cui avevamo già sollecitato più volte le amministrazioni della Bassa - ha commentato  Franchini -. Questa è una zona caratterizzata da una serie di situazioni di allarme che ci vedono spesso coinvolti. L’utilizzo di sistemi di controllo obbligatori affiancati da quelli volontari (Emas e Iso) rendono possibile affrontare con più tranquillità l’idea di sviluppo sostenibile». Soddisfatto anche l’Ad di Lesaffre, azienda leader nella produzione di lieviti. «Apprezziamo il grande lavoro svolto - ha infatti commentato -. Dal nostro arrivo,  12 anni fa, abbiamo impiegato molte risorse per riportare lo stabilimento ai nostri parametri di sicurezza e di basso impatto. Abbiamo  ridotto il consumo di energia elettrica e di acqua potabile e ora, con il nuovo impianto di compostaggio abbinato al depuratore, possiamo convertire gran parte dei nostri rifiuti in concime biologico».