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Arte-Cultura

Sogni e sentimenti, semplicità come fede nella vita

20 maggio 2010, 22:26

Sogni e sentimenti, semplicità come fede nella vita
Manuela Bartolotti

E’ nata prima la poesia o l’intuizione pittorica? Questo viene da chiedersi davanti alle tele di Giacomo Calcagno in mostra al Centro Civico «La Corte Bruno Agresti» di Traversetolo fino  al 30 maggio. Una pittura così  conforme alla poesia non poteva 
che illustrare dei versi, che accompagnarne la lettura. Si tratta delle liriche di quattro poetesse: Angela Spagnolo, Marcella Biondo, Patrizia Ferrarini, Terry Ferrari Ampollini. Calcagno offre ai loro versi le sue  «Poetiche visioni». Il messaggio che traspare è la fede nella vita, il tuffo nelle cose semplici, nei sentimenti genuini. 
I personaggi di Calcagno, riacquistando il volto, in precedenza eliminato in stile Marc Kostabi, si fanno così meno eterei e più concreti, possibili, tuttavia non meno universali. Affrancato da un debito verso l’arte metafisica prima e patafisica poi, l’artista di origini siciliane (ma ormai da anni residente a Parma), mette in scena sempre figure che, al dì là dei riferimenti autobiografici, sono in realtà incarnazioni di sentimenti, di sogni, di ricordi, poetiche apparizioni insomma. C’è sempre un orizzonte che si apre sullo sfondo, uno sguardo che riconduce all’infinito. Cifra inconfondibile di quest’artista è il neo- romanticismo e la cura dei dettagli, nella descrizione di un mondo fiorito, luminoso, costruito attorno all’amore. Per questo verrebbe da rievocare i preraffaelliti, per certe modulazioni di tenerezza, grazia e poesia, per la descrizione puntuale dei fiori e della vegetazione e per un simbolismo sottile in quella palla rossa d’infanzia che appare in due opere stretta tra le mani della bimba. E’ un amuleto di speranza, come il tramonto che si apre dinnanzi gli innamorati e alle spalle di un divano sospeso tra terra e cielo, tra realtà e sogno. E’ una pittura in attesa della parola  e poi del silenzio più vasto che segue. Quello della contemplazione, della meditazione, dello stupore per l’esistenza.  Così i quadri accompagnano poesie, ma non spiegano, semmai amplificano la suggestione, inducono ad  un altro viaggio oltre e dentro, laddove la memoria e il sogno s’incontrano, sulla linea d’orizzonte, tra giorno  e notte, oppure nell’alba privilegiata dell’uomo e dell’artista, quando si può catturare la vita e dipingerla palpitante di mistero, di speranza.

 

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