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Parma

Il Governo taglia i fondi pubblici all'Istituto di studi verdiani

30 maggio 2010, 19:00

Il Governo taglia i fondi pubblici all'Istituto di studi verdiani

Francesco Bandini

C'è anche un ente di Parma fra le «vittime» dei tagli operati dal Governo con la manovra finanziaria varata per far fronte alla crisi economica. Si tratta della Fondazione Istituto nazionale di studi verdiani, che non percepirà più i 50 mila euro all'anno di contributi statali erogati finora. E anche appena fuori provincia, a Gattatico nel Reggiano, un'altra istituzione cara ai parmigiani dovrà rinunciare al finanziamento dello Stato: l'Istituto Alcide Cervi, che gestisce il museo dedicato ai Fratelli Cervi. La cifra che non sarà più erogata è in questo caso di circa 60 mila euro. Secondo quanto reso noto da Palazzo Chigi, i fondi saranno revocati a 232 fra enti, istituti e fondazioni che - dopo una richiesta pervenuta alcuni mesi fa - non hanno spiegato come abbiano speso i finanziamenti ricevuti. E il Governo, dovendo tagliare, ha deciso di partire dai contributi erogati a realtà considerate inadempienti rispetto a quella richiesta di informazioni.Istituto di studi verdianiL'Istituto nazionale di studi verdiani, che dal 2002 è fondazione di diritto privato, è nato a Parma nel 1959. Dopo il trasloco da Palazzo Marchi di via Repubblica, dall'estate 2008 ha sede in via Melloni, nel palazzo che ospita l'Informagiovani. Nel cda siedono, fra gli altri, i rappresentanti del Comune di Parma, della Provincia e dell'Università. Ha lo scopo di tutelare, valorizzare e diffondere l’opera e la figura di Giuseppe Verdi attraverso una serie di iniziative e di attività e dispone tra l'altro di una biblioteca di 18 mila volumi, un archivio della corrispondenza verdiana, un archivio visivo e una discoteca. È riconosciuto come punto di riferimento a livello internazionale per lo studio del Cigno di Busseto. E per statuto è proprio un membro della famiglia del grande maestro a presiedere l'istituto, che attualmente è guidato da Maria Mercedes Carrara Verdi. «Abbiamo avuto notizia di questo taglio - dice la discendente del grande compositore - e in effetti pare che rientriamo fra gli enti ai quali sarà revocato il contributo». Sulla mancata risposta alla richiesta di informazioni, spiega che «in questo momento non posso né confermare né negare questa circostanza: stiamo facendo verifiche in questo senso». Di sicuro, il venir meno dello stanziamento pubblico mette in seria difficoltà la fondazione, che certo non naviga nell'oro. «Già l'anno scorso - ricorda la Carrara Verdi - ci avevano ridotto lo stanziamento, che da 70 mila euro all'anno era sceso a 50 mila. Adesso con questo taglio la situazione diventa pesante. Abbiamo già operato tagli all'interno dell'istituto ovunque si potesse tagliare, però stiamo ancora valutando quali altre operazioni possiamo fare». Una contraddizione però la mette in evidenza: lo Stato che ora sopprime il contributo pubblico è lo stesso che è in ritardo di almeno due anni nel trasferimento dei fondi derivanti dal 5 per mille: «L'ultima tranche che ci è arrivata è quella del 2007, dopodiché non abbiamo più visto niente».Istituto Alcide CerviLe informazioni su come sono stati spesi i contributi pubblici? «L'anno scorso abbiamo risposto puntualmente e dettagliatamente alla richiesta che era arrivata dal ministro Calderoli di motivare l'utilizzo delle risorse che ci davano». A spiegarlo è la presidente dell'istituto di Gattatico, Rossella Cantoni, che non sa quindi spiegarsi la ragione della revoca dello stanziamento di circa 60 mila euro annui. «Un contributo - precisa - che l'anno scorso, a differenza di altri enti, ci era stato confermato per intero proprio in forza dell'attività svolta e dei programmi futuri». Ora, invece, il taglio, totale e inaspettato. «Avrei potuto capire una riduzione, visto che in tempi di difficoltà economica tutti devono fare la loro parte. Ma toglierci tutto significa che il ruolo culturale che svolgiamo non gode di grande considerazione. E questa è la cosa che fa più male».

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