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Parma

"Mi parli di Parma..." - Rocco Caccavari: "Quando al posto della movida in via Farini c'erano i tossici"

08 luglio 2010, 20:31

Gabriele Balestrazzi

Oggi l'ennesimo arresto, l'ennesimo sequestro. Tutto si potrà dire ma non che le forze dell'ordine non cerchino di fronteggiare ed estirpare le fonti di rifornimento del mercato parmigiano dela droga.

Ma la sensazione è che per ogni falla turata se ne aprano altre nuove, forse anche più numerose. Le quantità di droga aumentano, i "clienti" delle strutture, quelle pubbliche e le comunità di recupero, non accennano a diminuire. La cocaina (è notizia recente) fa parte dell'aria delle nostre città.

Eppure siamo qui a parlarne degli anni '70. Con proclami e campagne dei vari governi che si sono succeduti, con l'impegno encomiabile di enti pubblici e volontari. Tanti sono anche riusciti a venirne fuori, ma c'è anche una lunga sequenza di morti per droga: ragazzi o uomini ancor giovani. Altri, anche nomi noti della città, nella droga hanno bruciato intere aziende, e anni preziosi della loro vita.

Oggi proviamo a parlarne ripartendo dagli inizi. Da quegli anni '70 e '80 i cui concretamente si iniziò a considerare la droga una diffusa emergenza sociale. I ricordi sono quelli di Rocco Caccavari, arrivato a Parma come giovane medico, quasi subito impegnato nella trincea del pornto soccorso del Maggiore, e da lì nelle prime strutture anti-droga (il consorzio socio.sanitario Bassa Est e più tardi il Sert, servizio tossicodipendenze dell'Usl). Il filo della memoria conduce il dr. Caccavari dai primi incontri con la droga (con l'immagine eloquente del primo caso: "una ragazza bellissima che sembrava un quadro abbandonato".

Videointervista al dr. Rocco CaccavariDroga e alcol: "Una sostanza non vi cambia la realtà"

 

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