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«Ho dipinto quadri sui fogli della Gazzetta»

13 settembre 2010, 01:54

«Ho dipinto quadri sui fogli della Gazzetta»

di Margherita Portelli

Si diceva che il giorno dopo erano buoni solo per incartare il pesce. Un tempo c'era chi, i quotidiani, li mortificava così. Non certo lui, però. Arnaldo Dini, che all’inizio della sua carriera venne definito l’«artista della pietra» per le originali sperimentazioni pittoriche su lastre di ardesia, i giornali - e in particolare la Gazzetta di Parma - li valorizzò in ben altro modo. Sono circa una trentina i pezzi d’arte che vedono nel nostro quotidiano  la propria essenza: proprio su fogli della Gazzetta, infatti, Dini realizzò, nei primi anni Novanta, dei veri e propri quadri. Quadri che oggi rivivono in una mostra dal titolo «Passato Futuro» che si inaugurerà al Palazzo dei Congressi di Salsomaggiore sabato 18 settembre.  Il giornale fungeva da supporto, «Ma - puntualizza Dini - spesso era anche fonte d’ispirazione primaria. Succedeva che uscivo di mattina a comprare la Gazzetta e leggendola, una volta rientrato in studio, mi facevo guidare da una notizia e, col pennello, tentavo di rappresentare direttamente sulla pagina immagini e figure che quella stessa notizia aveva suscitato in me». Ecco che quindi il giornale diviene perfetta sintesi di utilità e bellezza, commistione di informazione storica e armonia estetica: «Passato e futuro, appunto - spiega l’artista -. Perché il passato della storia recente rivive nell’arte, che è sempre e comunque una base per il futuro». Dell’originalità, Dini, ha fatto una chiave di lettura distintiva della sua opera: «Sono partito dalla pietra e poi ho dipinto anche su carte da parati, scatole, locandine - specifica il pittore originario di Corniglio -. Spesso ho trasformato materiali comuni rendendoli depositari della mia arte». E così ci fu anche il periodo dei quotidiani. Ma perché proprio la Gazzetta di Parma? «Perché la Gazzetta era il giornale che leggevano tutti, il quotidiano della popolazione - spiega -. E le opere realizzate volevano rappresentare il mondo attraverso i miei occhi, ma anche attraverso gli occhi di tutti i miei concittadini». Sono espressive figure senza volto, colorati vasi di fiori, eroine da romanzo che rivivono sull'inchiostro nero di un’epoca intensa di cronaca e storia vissuta: i pennelli di Dini hanno accarezzato la carta stampata rappresentandovi svariate figure e soggetti.  Ognuno di questi quadri, però, ha sempre fatto parte dell’opera «più personale» del noto pittore parmigiano, quasi mai comparendo nelle numerosissime mostre che Dini ha allestito negli ultimi anni. Solo oggi vengono «regalate» ai parmigiani in un’esposizione tematica, tanto insolita quanto interessante. La mostra, che sarà visitabile fino al 30 settembre e che è realizzata in ricordo della professoressa Carla Mangiavacca, comprende anche alcuni scatti del fotografo Mario Mazzini.
 

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