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Quel legame di sangue che unisce Parma e Chievo

01 novembre 2010, 18:26

Quel legame di sangue che unisce Parma e Chievo

Vittorio Rotolo
Oltre all’amore per gli stessi colori, il giallo e il blu che accomunano le rispettive squadre, i tifosi di Parma e Chievo Verona sono uniti ora anche da un vero legame di sangue. La sfida di campionato, in programma ieri pomeriggio al «Tardini», è stata infatti preceduta da una bella iniziativa promossa dall’Avis comunale con la collaborazione del Centro di coordinamento Parma club.
I sostenitori crociati hanno accolto una quarantina di veronesi all’interno del nuovo centro prelievi di San Pancrazio, da dove hanno poi raggiunto insieme lo stadio. Sei supporter della formazione clivense hanno donato il sangue ricevendo in omaggio, direttamente dal Parma Calcio, il tagliando per assistere alla partita.
Davanti a una tavola imbandita di prodotti tipici locali e a un buon bicchiere di vino, il classico scambio delle sciarpette, corredato dall’immancabile foto ricordo, ha sancito il rinnovato rapporto di stima e amicizia tra le due tifoserie. Un autentico spot per il nostro calcio.
«Momenti del genere testimoniano come, pur nelle differenti fedi calcistiche, i tifosi sappiano unirsi per lanciare significativi messaggi di solidarietà - ha spiegato il presidente dell’Avis comunale di Parma Doriano Campanini -: ciò è possibile attraverso la piena condivisione di valori quali l’altruismo e il fair play. Il rapporto con il Parma calcio consolida la nostra presenza nello sport, straordinario veicolo di promozione della cultura del dono».
«Molto spesso il tifoso non viene visto come una persona disposta ad aiutare il prossimo - ha spiegato Angelo Manfredini, leader del Centro di coordinamento Parma Club - e invece sono davvero tanti quelli che, quotidianamente, si prodigano per fare del bene agli altri. Questa giornata non resterà di certo isolata -  ha assicurato - ma, anzi, sarà l’inizio di un percorso che vedrà il nostro gruppo al fianco dell’Avis con l’obiettivo di incrementare il numero dei donatori». A San Pancrazio era presente anche il delegato del Comune all’Agenzia associazionismo e cooperazione internazionale,  Ferdinando Sandroni. Soddisfatto è stato anche il commento del presidente Avis regionale Veneto, Alberto Argentoni.
«La presenza di due tifoserie all’interno di una sede Avis  ha sottolineato - è l’esempio perfetto di come l’associazionismo del dono e lo sport esaltino i concetti di fratellanza e solidarietà. Sono rimasto impressionato dall’organizzazione strutturale dell’Avis a Parma, un modello da seguire per quanto riguarda l’accoglienza dei donatori».
Nel corso della mattinata è stata infine presentata l’anteprima del nuovo calendario che l’Avis comunale ha voluto dedicare, per il 2011, al tema dell’integrazione. In copertina un trio di testimonial d’eccezione: «Dsèvod», la tradizionale maschera parmigiana, l’ex arbitro Alberto Michelotti e il cantante lirico Michele Pertusi.
«La speranza è che questa iniziativa possa essere ripetuta pure in futuro, coinvolgendo magari tutte le tifoserie delle altre squadre che di volta in volta si presenteranno a Parma - ha affermato invece Corrado Marvasi, presidente del Circolo Aquila Longhi -: il binomio sport-sociale mi pare dia sempre ottimi frutti».

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