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Parma

Cristina Parodi: "Quando Berlusconi ci toglieva i gioielli"

26 maggio 2011, 19:47

Cristina Parodi:

Monica Tiezzi

Tacco vertiginoso e  tailleur e abbronzatura impeccabili, Cristina Parodi ha chiuso ieri alla Corale Verdi il ciclo di incontri «La città delle donne» organizzato da Parma Civica. Ricevuta dal sindaco Pietro Vignali e dall'assessore comunale all'Ambiente Cristina Sassi, il volto forse più noto del Tg5 si è raccontata alla folta platea alternando attualità, vita privata, giudizi e aneddoti.

L'Agcom ha multato tutti i maggiori tg nazionali per il messaggio «a reti unificate» di Berlusconi. Che clima si respira in questi giorni  in redazione?
E' un momento delicato, alla vigilia dei ballottaggi per le amministrative.  Il Tg5 è una testata libera, ma fa pur sempre parte di un'azienda con forti legami con il presidente del Consiglio. Per questo è difficile dare un giudizio su  ciò che è accaduto. Però credo che se Berlusconi, all'indomani del voto, decide di parlare, non si può non raccogliere quella intervista. In questo clima politico infuocato l'informazione dovrebbe fare uno sforzo in più per sollevarsi al di sopra delle parti e abbassare i toni.

Dal suo osservatorio   nella redazione milanese del Tg5, che pronostico fa sul ballottaggio a Milano?
 Il risultato del primo turno è stato   inaspettato. Premesso che vivo a Bergamo e che di Milano conosco soprattutto gli studi   di Milano Due, mi sembra di avvertire  una voglia di cambiamento che potrebbe essere confermata.

Quali sono i colleghi che apprezza di più?
Fra gli uomini Toni Capuozzo, perchè ha un modo profondamente umano di raccontare, senza strumentalizzazioni. Fra le donne Cesara Buonamici, una donna di redazione con grandi capacità.

Cosa è cambiato per le giornaliste in tv negli ultimi dieci anni?
I direttori e vicedirettori continuano ad essere quasi tutti uomini, ma abbiamo anche Bianca Berlinguer al Tg3 e, rispetto a quando le telegiornaliste  erano solo  Lilli  Gruber e Carmen La Sorella, oggi  quasi tutte le conduttrici sono donne. Non è solo perchè sono carine, ma perchè hanno una sensibilità diversa dagli uomini. E poi ci sono fior di inviate di guerra, che non riuscirei ad emulare. La strada è aperta per avere più posizioni di potere.

Che consiglio darebbe a una giovane?
Partire dai piccoli media. Oggi, rispetto a venti anni, è più difficile fare una strada come la mia, ci sono grosse difficoltà nelle grandi testate. Ma esiste il web, che offre molte opportunità, e si può lavorare come  freelance.

Lei alterna la moda e la cronaca rosa ai  servizi sulla cooperazione internazionale. Due mondi in apparenza inconciliabili.
Dopo tanti anni di carriera, posso scegliere. E' una passione la moda, ma lo è anche il sociale. Mi piace collaborare con associazioni e ong, in particolare il Cesvi di Bergamo. Purtroppo è difficile trovare spazio per questi servizi nei tg.

Galateo televisivo: quali sono gli errori da evitare?
La tv è una lente di ingrandimento, ingigantisce tutto: parole e immagini. Per questo occorre misura: niente urla, abbigliamento sobrio. Lo diceva anche Berlusconi a me e Cesara Buonamici, quando ancora frequentava gli studi televisivi da imprenditore: ‘niente orecchini e collane  vistose’».

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