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Provincia-Emilia

A Mauro Corona il Premio Bancarella

18 luglio 2011, 13:31

A Mauro Corona il Premio Bancarella

Andrea Del Bue
E’  Mauro Corona con «La fine del mondo storto»  il vincitore della 59esima edizione del Premio Bancarella, consegnato ieri sera a Pontremoli. Corona, che  ha vinto con 75 voti su 189, festeggerà il successo stasera a Varano, ospite in un incontro organizzato dalla Pro Loco.
Un'edizione, quella di quest’anno, con una novità importante: i tre premi storici (Bancarella, Bancarella Cucina, Bancarella Sport) sono stati uniti in un unico fine settimana. Ieri la chiusura, con l’assegnazione del riconoscimento più importante.
E' cambiata l’organizzazione, ma non la location: presentazione degli autori in piazza Duomo e cerimonia di consegna, dopo cena, nella medievale piazza Garibaldi, sotto il «Campanone», introdotta dagli sbandieratori della Compagnia del Piagnaro.
Peccato, però, che la pioggia ci abbia messo lo zampino, tanto da costringere tutti a trasferirsi verso le 22, sotto il tendone di piazza Duomo.
La giuria è formata da quella grande famiglia di librai pontremolesi che, con le loro gerle, partirono, decenni fa, per tutta Italia. L’ha ricordato Letizia Leviti, giornalista di Sky Tg 24, presentatrice della serata.
La sestina di finalisti era formata da Alberto Cavanna, con «A piccoli colpi di remo» (Arte Navale), Alessandro Barbero, con «Lepanto» (Laterza), Mauro Corona, autore de «La fine del mondo storto» (Mondadori), Claudio Fracassi, con «Il romanzo dei mille» (Mursia), Andrea Frediani, con «Dictator - Il trionfo di Cesare» (Newton Compton) e Franco Di Mare, con «Non chiedere perché» (Rizzoli).
Ad introdurre gli autori, Giuseppe Benelli, presidente di «Città del Libro», fondazione organizzatrice dell’evento: «La cultura è comunione, partecipazione, intesa, cioè i valori dei nostri librai, quelli indipendenti, che consigliano il lettore».
Presidente di giuria, quest’anno, lo scrittore Gianrico Carofiglio, già vincitore del premio nel 2005, con «Il Passato è una terra straniera» (Rizzoli).
Ha commosso la platea Franco Di Mare, nel parlare del suo romanzo autobiografico: la guerra a Sarajevo, nel 1992, vista con gli occhi dell’inviato di guerra, tra cecchini che sparano ai bambini alle spalle e quella bimba mora, trovata in un orfanotrofio, che oggi ha vent’anni ed è sua figlia adottiva.
Mauro Corona, invece, le spara grosse, come è nel suo stile: «Gli editori, associazioni a delinquere». Il suo libro è un inno al ritorno alle origini, dove non c’è tecnologia né petrolio, ma solo mani, fantasia e natura.
Alberto Cavanna ha puntato su trenta storie umane legate al mare «perché il mare – spiega – non cambia mai».
Tre i romanzi storici. Andrea Frediani racconta un Cesare inedito, quello tradito dal suo più intimo collaboratore, Tito Labieno. Allessandro Barbero narra la vittoria della flotta cristiana contro quella musulmana dell’Impero Ottomano, nella battaglia di Lepanto, nel Cinquecento: uno scontro di civiltà, allora come oggi. Infine Claudio Fracassi, che nel 150° anniversario dell’Unità d’Italia esce con un romanzo sui Mille, «dove c’erano il notaio e il contadino, dove c’erano coloro che davvero hanno fatto il nostro paese».

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