Sei in Archivio

Sport

Voltolina: la mia impresa dedicata a Tommy

08 settembre 2011, 04:04

Voltolina: la mia impresa dedicata a Tommy

Marco Bernardini
Il coraggio, la fatica, una resistenza fuori dal comune. Ventitrè ore e quarantaquattro minuti, scritto in lettere rende ancor più l’idea, a mulinare le braccia in acqua senza un attimo di tregua e, soprattutto, il benchè minimo aiuto esterno: così l’highlander parmigiano Massimo Voltolina è entrato definitivamente nella leggenda, firmando l’impresa più bella nel suo già straordinario palmares da sportivo.
L'impresa Organizzata da Ltbf Onlus ed appoggiata da numerose istituzioni quali Regione Puglia, Comune di Bari, Comune e Provincia di Parma ed alcuni prestigiosi atenei della penisola, la Otranto-Valona, è entrata nella storia come la prima traversata non stop a nuoto del mare Adriatico (anche il fondista barese Paolo Pinto ci provò invano nell’estate del 1986), da Punta Palascia all’isola di Seseno, gestita dalla Marina Militare (inizialmente, l’arrivo era posto a  Capo Linguetta dopo 76 chilometri, ma le avverse condizioni meteo-marine incontrate nelle ultime sette-ore hanno allungato, non di poco, il percorso). Per Voltolina, l'impresa verrà ricordata anche per la meravigliosa accoglienza ricevuta sulle sponde albanesi: «Per loro era un evento storico - le parole del triathleta parmigiano, rientrato in Italia nel tardo pomeriggio di ieri a bordo della nave Tremiti - mi hanno riservato un tripudio inimmaginabile, qualcosa d’impressionante. Mi sono un pochino sorpreso nel trovare ad attendermi un ministro di Stato, il console italiano ma già durante il tragitto ero sorvegliato a vista da guardia costiera e Marina militare: in tutto saranno state 70-80 le persone al seguito, confesso che mi hanno dato un’energia altissima per andare avanti».
«Nuoto per la pace»  le parole alla vigilia di Voltolina. Forse il suo messaggio non cadrà nel vuoto: «Dobbiamo uscire da stereotipi e pregiudizi, non solo attraverso l’accettazione ma la condivisione di culture, idee e valori tra popoli diversi».
La dedica a Tommy Ancor più toccante la dedica speciale, studiata a lungo e non certo decisa sul momento. «Dedico questa mia avventura al piccolo Tommaso Onofri, per ricordare ai loro genitori che il loro grande dolore è anche il nostro, per ricordare la sua faccia da angioletto».
Le difficoltà        Chapeau ad un uomo capace di mettere assieme quasi 100mila bracciate in 85 chilometri che parevano interminabili e che lui credeva di poter coprire in una ventina d’ore. «Ero molto ben preparato, grazie anche al main sponsor Campus Sport Center, e godevo di un’ottima condizione di salute. Il mare mosso, nell’ultimo terzo a forza 6, non mi ha agevolato (tanto è vero che più di un membro dell’equipaggio ha accusato sintomi di malessere a bordo), ad un certo punto mi si sono gonfiati dorso delle mani, palato e labbra». Carboidrati e sali minerali in quantità risicate il menù della giornata marina, in cui, al detentore del record italiano di traversata della Manica, non sono mancati curiosi e non troppo graditi incontri ravvicinati. «Una decina di contatti con le meduse, l’avvistamento di qualche pesce grande e poi le difficoltà della notte ma la temperatura era perfetta ed il plancton a pelo d’acqua, che formava una striscia fluorescente, è stato uno spettacolo indescrivibile». Infine, l’augurio è che «quest’esperienza serva per aumentare considerazione e notorietà del nuoto anche a Parma, che resta pur sempre la mia città». Che deve essere fiera del suo campione. Dentro e fuori dall’acqua.

© RIPRODUZIONE RISERVATA