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Parma

Amore, fede, coraggio e morte: il profondo noir di Cantarelli

24 ottobre 2011, 21:51

Amore, fede, coraggio e morte: il profondo noir di Cantarelli

Roberta Vinci
E' il libro più «cattivo» che ha scritto, confessa.  Un noir che cattura il lettore in un vortice di emozioni in cui non può non ritrovarsi. «Verranno a prendermi», edito Edigiò, è l’ultimo romanzo del parmigiano Luca Cantarelli. Presentato alle Librerie Coop del Centro Torri, davanti a un pubblico numeroso che si è divertito nel «palleggio» di battute tra l’autore e Cesare Pastarini della Gazzetta di Parma. «Il segreto dell’autore è la sua ironia innata che si riversa nel protagonista del romanzo - introduce Cesare Pastarini -. Affascina e stupisce questa capacità di rendere "leggeri" temi complessi».
Immigrazione, amore, fede, coraggio, morte: una «Via Crucis» personale in cui si ripercorre un cammino quotidiano vissuto tra quattro mura. «Ho voluto rendere questo noir, una sensazione in cui il lettore viene catapultato - spiega Cantarelli -. Un’atmosfera particolare in una location insolita». Una casa di cura. Tutto si svolge in questo ambiente chiuso, limitato «per dare un senso di claustrofobia», aggiunge. Un romanzo originale, totalmente diverso dai tre che lo precedono. Reduce dal successo di «Ritorno a Summerville», il parmigiano Luca Cantarelli ha osato. Ha voluto sperimentare scegliendo il noir come espediente per raccontare storie. Per stupire. «Questo romanzo è il negativo di un’altra foto - spiega -. Da tre anni scrivo un altro libro che ritengo il mio "gioiello" in cui tratto temi seri in maniera leggera ma non superficiale. Per farlo dovevo, come una mongolfiera, staccare le zavorre e ho inserito in "Verranno a prendermi" la pesantezza che poteva esserci nell’altro». Pesantezza che, secondo il parere dei presenti, non si percepisce, anzi. Duecento pagine da leggere tutte d’un fiato alla scoperta del celato epilogo.«Una cifra stilistica e linguistica elevata, ricercata e in continua crescita», sottolinea Pastarini. Forse per sfatare un po' il mito del giallo, e del noir, come semplici letture da «ombrellone», l’autore ha arricchito il romanzo con citazioni dantesche e di altri grandi autori. In maniera celata. «Sta al lettore colto scovarle».