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Provincia-Emilia

Cantini: "Voltare pagina è aver chiuso 2 anni in pareggio di bilancio"

10 febbraio 2012, 21:54

Cantini:

 Dopo la revoca delle deleghe all’assessore Callegari e le sue nuove accuse mosse, sulla «Gazzetta» di ieri, al sindaco Cantini, ecco la replica del primo cittadino. «Vorrei promettere - scrive il sindaco in una nota - che è l’ultima volta che devo intervenire per inserirmi in questo stucchevole “teatrino”, lontano anni luce dai problemi veri dei cittadini, specie in un momento come questo. Ma devo farlo per non lasciar passare l’immagine di una Giunta ferma e non operativa».

«L’ex assessore Callegari afferma: “La revoca arriva per me come una liberazione!”. Se la situazione le provocava disagio e sofferenze, avrebbe potuto liberarsene prima, rassegnando le dimissioni (tante volte annunciate ma mai date); evidentemente mollare la poltrona non è poi così semplice». 
«Leggo che ancora una volta, con uno stile che abbiamo imparato esserle congeniale, Callegari se la prende con le persone: oggi tocca al direttore generale, ridotto, con grande finezza, al ruolo di capo di gabinetto; prima è toccato a due funzionarie, da lei scelte con grande entusiasmo e poi allontanate; prima ancora l’ex assessore aveva difeso e concorso a confermare tutti i dirigenti fino al 30.6.2012, mentre oggi vengono ripudiati. Insomma, cambiano le «vittime», ma lei c’è sempre; c’è evidentemente qualcosa che spinge a essere sempre in contrapposizione e quasi mai in collaborazione».
«A me piace giudicare i comportamenti e non le persone, che cerco sempre di salvare, in aderenza ai tanti precetti cristiani che mettono l’uomo al centro con le sue virtù e le sue debolezze. Mi fa piacere dare atto agli operatori del Comune di aver colto, chi più chi meno, come è normale, il nostro progetto di cambiamento del modo di amministrare e di essersi messi in gioco per questa sfida. Voltare pagina, per me, è aver chiuso il 2010 e il 2011 in pareggio di bilancio, nel rispetto del patto di stabilità e aver salvato Comeser; aver riconsegnato ai fidentini un cimitero in condizioni di rispetto della dignità; aver rifatto (e risparmiato) tutte le gare; aver realizzato tutte le opere nel rispetto dei tempi e dei costi; aver dato ruolo e voce alle frazioni; aver saputo esercitare un ruolo politico definendo noi e nessun altro le linee guida dell’amministrazione».
«Tutto questo parlare di verifiche politiche, di dirigenti nemici da sostituire con dirigenti amici, puzza di vecchia politica di potere e ha il sapore del voltare pagina all’indietro. Non mi pento di aver interrotto il rapporto con una persona che dice di avere nel cassetto un elenco di fatti e si dichiara disposta a tirarli fuori ad orologeria, mentre era suo dovere, se non obbligo giuridico, farlo quando ne è venuta a conoscenza. All’assessore Callegari ho concesso tutto il possibile, compresa la nomina del marito (Giovanni Capece, ndr) a presidente di Forma Futuro; l’ho fatto perché credevo nelle capacità della persona, seppur consapevole che avrei pagato un prezzo in termini di immagine; così come le ho messo a disposizione l’ennesima persona di sua fiducia, che, però, a fine anno è tornata a lavorare nella cooperativa presieduta dal marito, dalla quale proveniva». 
«Non mi è più possibile continuare a spendere risorse ingenti per la cultura, come nella straordinarietà del 2011, quando dobbiamo pensare comunque alle strade, ai giardini, ai servizi pubblici essenziali, allo sgombero della neve e, soprattutto, ai bisogni quotidiani della gente».