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Spettacoli

Con Marky Ramone a Fidenza un pezzo di storia del punk

12 febbraio 2012, 19:08

Con Marky Ramone a Fidenza un pezzo di storia del punk

 Chiara Mignani

Gli occhiali scuri indossati con lo stile svagato di una vera rockstar, Marky Ramone – il batterista dei mitici Ramones – entra in sala accolto da un applauso. E’ ospite del «Bò live Cafè» di Fidenza, che il venerdì sera rivela un’anima rock grazie alle scelte di Anthony, direttore artistico con un passato da dj. 
 In sala c'è un pubblico eterogeneo: dai giovani che vogliono solo passare la serata divertendosi e ballando ai veri fan come Claudio di Polesine che sfoggia una maglietta nera con la grande scritta Ramones a lettere bianche. Giò, un altro vero appassionato, ha portato dei dischi in vinile del gruppo punk da farsi autografare.
Marky non ha potuto, com’era previsto, esibirsi alla batteria live perché - ci hanno comunicato - reduce da una brutta influenza e ancora un po' febbricitante. Il pubblico non è sembrato troppo deluso: i fan sono contenti anche solo di vederlo e gli altri vogliono semplicemente ballare. Inizia il dj set di Marky con musiche dei Ramones e di altri gruppi degli anni '70 e '80, tutti ballano, molti si avvicinano e scattano foto con i cellulari o con macchine fotografiche. Lui sorride e fa un gesto con il pollice alzato, dice «Grazie» in italiano. Quando parte «I Wanna Be Sedated», una delle canzoni-simbolo dei Ramones, i ragazzi in pista cantano, saltano, alzano le braccia in aria, seguono con entusiasmo il ritmo di questa canzone che è stata scritta quando molti di loro non erano neppure nati, il meccanismo potente e liberatorio del punk sembra ancora funzionare. A trent'anni di distanza l’energia punk è vitale.