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Arte-Cultura

Lufer, quando riciclare è un'arte

12 febbraio 2012, 20:06

Lufer, quando riciclare è un'arte

 Nicole Fouquè

«Face to face about Lufer», è questo il nome della nuova personale dell’artista parmigiano Luca Ferraglia, per tutti conosciuto come Lufer, allestita negli spazio espositivi del Mentana 104. Un connubio tra arte e gastronomia che da anni è caratterizza il locale di Parma e che, per questo 2012, decide di scommettere su artisti parmigiani, come spiega il titolare Luca Farinotti: «Fin dagli esordi di questo locale abbiamo deciso di ospitare al suo interno rassegne artistiche, anche di respiro internazionale, proprio come è la nostra clientela. Per quest’anno abbiamo deciso di focalizzare l’attenzione sul nostro territorio. Conosco Lufer da anni e apprezzo il suo estro». 
Nella rassegna Lufer ha portato alcune delle sue creazioni più rappresentative, come le lastre con immortalati i volti di personaggi famosi: da Pierpaolo Pasolini a Salvador Dalì. «Mi sbizzarrisco a scegliere i personaggi che entreranno nei miei lavori - spiega Lufer -, ultimamente mi stanno richiedendo anche di elaborare immagini personali come foto di figli per un regalo personalizzato». Ma nelle circa 20 opere che compongono la mostra, Lufer ha portato anche nuovi lavori, come il prato fiorito con fiori e farfalle: «Per realizzare le farfalle ho utilizzato delle vecchie montature di occhiali da vista che da tempo collezionavo». Tra gli altri lavori anche le Monkeyface realizzate sempre con la tecnica di riciclo che da anni accompagna Lufer nel suo percorso artistico; e allora un vecchio vassoio diventa la base dove realizzare un volto e i manici di una moka improvvisamente creano degli ottimi padiglioni auricolari per una figura astratta, mentre la base di gomma dei ferri da cavallo, grazie alle sue scanalature, diventa un perfetto «muso» della scimmia. 
Lufer in questa sua nuova esposizione conferma la sua passione nel giocare con l’arte con la semplicità di un bambino, creando forme e oggetti sempre nuovi. La mostra sarà visitabile fino al 3 marzo.   

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